Il Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2026-2028 riconosce la farmacia dei servizi tra gli attori della rete territoriale, valorizzandone il contributo per facilitare l’accesso alle prestazioni sanitarie.
È in vigore dalla fine di agosto il Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa (PNGLA) 2026-2028, adottato con decreto del Ministro della Salute il 26 giugno e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto. Il documento individua una serie di interventi per affrontare il tema dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, agendo non soltanto sull’offerta, ma anche sul governo della domanda e sull’appropriatezza delle prestazioni. In questo quadro, tra gli attori della rete territoriale trova spazio anche la farmacia dei servizi, riconosciuta come presidio di pubblico interesse e risorsa per migliorare l’accessibilità alle prestazioni e contribuire al contenimento dei tempi di attesa.

Il riconoscimento si inserisce nel percorso di evoluzione della farmacia di comunità, la cui funzione si è progressivamente estesa oltre la dispensazione dei medicinali, comprendendo una gamma di servizi a supporto dei cittadini e del sistema sanitario. La diffusione capillare delle farmacie rappresenta, in questa prospettiva, una risorsa per facilitare il rapporto con i servizi sanitari e favorire l’accesso alle prestazioni sul territorio. Il PNGLA richiama proprio questa presenza diffusa, insieme al percorso normativo avviato con il decreto legislativo n. 153 del 2009, che ha consolidato il ruolo della farmacia come centro multifunzionale al servizio della comunità.

I servizi riconosciuti dal Piano

Tra gli ambiti di intervento richiamati dal PNGLA figurano l’alimentazione e il monitoraggio del Fascicolo sanitario elettronico (FSE) e del Dossier farmaceutico, strumenti che rientrano nel processo di gestione e condivisione delle informazioni sanitarie. Il Piano considera inoltre le prestazioni analitiche di primo e secondo livello e i servizi di telemedicina, che consentono di effettuare alcune prestazioni attraverso la rete delle farmacie.

Per quanto riguarda la telemedicina, il documento cita in particolare l’elettrocardiogramma (ECG), l’holter pressorio e l’holter cardiaco, prevedendo un collegamento funzionale con i centri di Cardiologia. Si tratta di prestazioni che ampliano le possibilità di accesso ad alcuni servizi sanitari attraverso presìdi presenti diffusamente sul territorio, nell’ambito di un modello che punta a integrare le diverse componenti dell’assistenza.

Un ulteriore ambito è quello delle attività collegate al Centro unico di prenotazione (CUP). Attraverso questi servizi, le farmacie possono offrire supporto ai cittadini per prenotare le prestazioni sanitarie, pagare i ticket e ritirare i referti. La possibilità di accedere a queste operazioni attraverso la rete delle farmacie affianca i canali già disponibili e contribuisce a rendere più agevole il rapporto con il Servizio sanitario nazionale.

L’insieme delle attività richiamate dal Piano evidenzia come la farmacia dei servizi possa svolgere una funzione di supporto in diverse fasi del percorso di accesso alle prestazioni: dalla gestione delle informazioni sanitarie alle prestazioni di telemedicina, fino agli aspetti amministrativi legati alle prenotazioni e ai referti. Il valore della rete territoriale risiede anche nella possibilità di avvicinare questi servizi ai cittadini, grazie alla distribuzione dei presìdi nelle comunità.

L’integrazione nell’assistenza territoriale

Il ruolo riconosciuto dal PNGLA si inserisce nel più ampio processo di integrazione delle farmacie nell’assistenza territoriale. Come sottolineato dal presidente nazionale di Federfarma, Marco Cossolo, il riconoscimento contenuto nel nuovo Piano è coerente con le iniziative promosse dalla Federazione per consolidare un modello di farmacia di comunità che affianchi alla dispensazione professionale dei farmaci l’erogazione di nuovi servizi.

La valorizzazione di questa funzione si lega alla necessità di considerare l’accesso alle prestazioni sanitarie nel suo complesso. Il governo delle liste d’attesa, infatti, non riguarda soltanto la disponibilità delle prestazioni, ma anche le modalità attraverso cui i cittadini possono raggiungerle e usufruirne. In tale contesto, le attività svolte dalle farmacie possono concorrere a facilitare alcuni passaggi del percorso, mettendo a disposizione servizi integrati nella rete territoriale.

Il PNGLA 2026-2028 riconosce quindi la farmacia dei servizi tra le risorse che possono contribuire al miglioramento dell’accessibilità alle prestazioni sanitarie e al governo dei tempi di attesa. Un ruolo che valorizza la presenza capillare delle farmacie e la loro progressiva integrazione nell’organizzazione dell’assistenza, in una prospettiva orientata alla promozione della salute pubblica e alla sostenibilità del sistema sanitario. 

A cura di Sara Carrara