Velocità e dintorni: prendiamo il caso di Bologna. La Città, attraverso chi la guida, cioè il sindaco, aveva deciso l’introduzione dei 30 km su gran parte della rete urbana. Dopo 2 anni dal colpo di freno che era valso a Bologna il titolo di città “slow”, con imitazioni non trascurabili a Milano e a Roma, il TAR dell’Emilia-Romagna ha cancellato il limite. Si è tornati al “prima” e adesso c’è incertezza sul “dopo”. A volte si resta sconcertati nel vedere come vanno certe cose in Italia, dove c’è sempre un “poi” in agguato. Uno fa e qualcuno disfa. I casi sono innumerevoli e la metafora di riferimento è la famosa tela di Penelope, che di giorno tesseva e la notte disfaceva. Ma la regina di Itaca, icona della moglie fedele nell’Odissea, era giustificata dall’attesa del ritorno di Ulisse, che ci fu e andò come si sa. Non solo, ma erano le mani della sola Penelope che filavano. Bologna aveva aperto una strada nuova in materia di disciplina del traffico e le cifre – dicono le statistiche – le davano e danno ragione, sul calo di incidenti e relative conseguenze e sulla vivibilità in un tempo dove la velocità generale è vorticosa in tutto quanto siamo chiamati a svolgere. Una tra le frasi che più sentiamo ripetere è che “non abbiamo tempo”, che si traduce nel dover correre. A ricorrere contro i 30 orari di Bologna erano stati due tassisti, ma a compiacersi dello stop è anche una parte politica, considerando il colore dell’Amministrazione al potere a Bologna.

A me capita spesso di citare un proverbio: non mi importa che un gatto sia bianco o nero, ma che prenda i topi. Come presidente dell’ACI di Bergamo e di Lombardia, da anni batto il chiodo della sicurezza stradale, che va perseguita ad ogni costo e con ogni mezzo, pensando ai 172 mila incidenti (475 al giorno = +4,1%), ai 233 mila feriti (641 al giorno) e ai tremila morti dell’ultimo rilevamento ISTAT-ACI sulle strade italiane del 2024.

Non posso non pensare anche alla notizia di fine gennaio di quest’anno, quando si è saputo che su circa 11 mila dispositivi informalmente rilevati sul territorio, solo 3.800 si sono registrati sulla piattaforma. Di questi, poco più di mille rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione. Da quanto tempo il problema è sul tappeto, tirato un po’ di qua e un po’ di là?

Adesso aspettiamo di vedere come andrà a finire con il ricorso già annunciato – più che prevedibile e coerente – dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, deciso a opporsi alla bocciatura del TRAM (ricorso al Consiglio di Stato o riscrivere il provvedimento o entrambe le pratiche). E intanto si torna ai 50 km/h del Codice… 

a cura DI Valerio Bettoni
Presidente ACI di Bergamo

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