Dagli ospedali alle scuole, il contatto con la natura promuove benessere fisico e psicologico: abbiamo conversato con la paesaggista e agronoma Lucia Nusiner sulle potenzialità dei giardini di cura.
Abbiamo conversato con Lucia Nusiner, paesaggista, agronoma e docente, figura di riferimento in Italia nel campo della progettazione del verde. Laureata in Scienze Agrarie all’Università di Milano, iscritta all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e all’AIAPP, si è perfezionata nello studio dei “Healing Gardens”, i giardini terapeutici pensati per favorire il benessere psicofisico. Cofondatrice dello Studio GPT, realtà che dal 2011 al 2021 ha seguito la direzione creativa della manifestazione International Landscape Festival di Bergamo ed è ora promotrice del progetto Christmas Design insieme al Distretto Urbano del Commercio di Bergamo, Nusiner ha realizzato opere di grande rilievo come il parco agricolo-ornamentale i.land del centro ricerche Italcementi e la valorizzazione di Piazza Vecchia a Bergamo Alta. Il suo lavoro, pubblicato su riviste nazionali e internazionali, è stato premiato con riconoscimenti come il Premio Rosa Barba e l’Agritecture & Landscape Award. Quest’anno è anche la designer del Bosco di Natale, installazione che arricchirà il cuore della città durante le festività.
Il valore terapeutico del giardino
«Ogni giardino, se ben progettato, ha un potere terapeutico» spiega Nusiner. «Non si tratta solo di estetica: questi spazi possono ridurre lo stress, migliorare l’umore e favorire la qualità della vita. Nei centri di riabilitazione o nelle strutture sociosanitarie, il contatto con la natura supporta la guarigione e il benessere psicofisico. Per esempio, nei giardini per malati di Alzheimer utilizziamo piante aromatiche e percorsi circolari sicuri, che stimolano la memoria e facilitano l’orientamento. La progettazione tiene conto di esigenze cognitive, motorie e sensoriali, creando percorsi chiari, zone d’ombra e aree tranquille per la sosta».
La natura come medicina
Fin dagli anni ’80, studi pionieristici come quelli del dottor Roger Ulrich hanno dimostrato che la vista e il contatto con elementi naturali negli ospedali accelerano la guarigione, riducono dolore e ansia e migliorano il sonno. «Le ricerche più recenti confermano questi risultati» sottolinea Nusiner. «Immergersi in spazi verdi aumenta serotonina ed endorfine, riduce il cortisolo, rafforza le difese immunitarie e migliora l’umore. Nei bambini e nelle persone con abilità diverse, i giardini sensoriali e orto-terapeutici favoriscono concentrazione e competenze sociali. Anche per medici e infermieri, la presenza del verde riduce il rischio di burnout e migliora la qualità delle cure».
Le prescrizioni verdi come nuova frontiera del benessere
In molti Paesi si stanno diffondendo le cosiddette Prescrizioni Verdi: programmi che incoraggiano l’attività fisica in natura come supporto terapeutico per patologie croniche quali diabete, obesità, ipertensione e depressione. «Anche in Italia si stanno sperimentando iniziative in questa direzione» racconta Nusiner. «Progetti come Sorbolo in Salute mostrano che bastano pochi minuti al giorno all’aperto per ottenere benefici misurabili sul benessere. L’obiettivo è promuovere la biofilia, quel legame innato con la natura che ci aiuta a ritrovare equilibrio e salute».
La figura dell’ortoterapista come prospettiva futura
«Spero che in Italia venga presto riconosciuta la figura professionale dell’ortoterapista» afferma Nusiner. «Si tratta di un esperto del verde che lavora in sinergia con il personale medico per costruire percorsi terapeutici basati sull’attività in giardino. È una figura già presente in molti Paesi, e la sua introduzione migliorerebbe efficacia e sicurezza dei trattamenti, integrando la natura come parte del processo di cura».
Un invito quotidiano al contatto con la natura
«Non serve avere grandi spazi: anche pochi vasi sul davanzale possono fare la differenza» conclude Nusiner. «La natura ci restituisce sempre qualcosa. Bastano dieci minuti al giorno per annaffiare, osservare o semplicemente stare all’aperto per ritrovare calma e concentrazione. Persino un piccolo orto urbano o un balcone fiorito può diventare un potente strumento di benessere, se vissuto con attenzione e continuità».
A cura di Ivana Galessi

