Dalla società italiana di Pediatria una guida pratica per una crescita sana, attiva e consapevole.
Una corretta alimentazione fin dalla prima infanzia è essenziale per una crescita psico-fisica sana e armoniosa. Lo ribadisce la Società Italiana di Pediatria (SIP), che mette a disposizione delle famiglie indicazioni pratiche per sostenere bambini e adolescenti in un percorso di benessere quotidiano.

L’importanza di una corretta alimentazione

Secondo la SIP, l’alimentazione durante l’infanzia è un elemento centrale per garantire lo sviluppo armonico. I bambini fino ai 12 anni dovrebbero consumare almeno cinque pasti al giorno – colazione, pranzo, cena e due spuntini. La dieta consigliata è quella mediterranea, considerata un modello nutrizionale completo e salutare. In quanto privilegia alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, cereali integrali, legumi e frutta secca. L’olio extravergine di oliva è il grasso di condimento raccomandato, mentre il consumo di proteine animali deve essere bilanciato. Particolare attenzione va posta alla colazione, spesso sottovalutata ma fondamentale per affrontare la giornata con energia e concentrazione. È importante anche evitare o ridurre fortemente gli alimenti ricchi di grassi saturi e zuccheri aggiunti, come snack confezionati e bevande zuccherate. L’acqua deve essere la principale fonte di idratazione. Mangiare tutti insieme rappresenta un’abitudine preziosa: i pasti condivisi non solo favoriscono un’alimentazione più consapevole e regolata, ma rafforzano anche il legame affettivo e il dialogo tra genitori e figli. Secondo la SIP è inoltre importante educare alla consapevolezza delle porzioni, adeguandole all’età e ai reali fabbisogni nutrizionali del bambino.

La piramide del movimento

Oltre alla corretta alimentazione, un altro pilastro fondamentale per la salute è il movimento. Per promuoverlo, la SIP propone la Piramide dell’attività fisica e motoria, un utile strumento visivo pensato per bambini, ragazzi e genitori che fornisce esempi concreti e semplici di attività da svolgere. La base della piramide suggerisce comportamenti da integrare nella vita di tutti i giorni: camminare per andare e tornare da scuola, usare le scale invece dell’ascensore, aiutare nei piccoli lavori domestici. Almeno quattro o cinque giorni a settimana si raccomanda di svolgere giochi all’aperto, che stimolino il movimento in modo naturale. Attività motorie organizzate, come sport individuali o di squadra, andrebbero praticate tre o quattro volte a settimana. Discipline come nuoto, ginnastica, atletica, sci, pallavolo, basket o tennis contribuiscono allo sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico e favoriscono il benessere psico-fisico. Una volta a settimana è consigliabile svolgere un’attività all’aperto in famiglia, come una passeggiata o una gita, per unire il movimento al tempo di qualità insieme. Anche il tempo trascorso davanti agli schermi va monitorato: la SIP raccomanda di non superare un’ora al giorno con i videogiochi.

Parlare di peso con i figli: equilibrio e ascolto

Quando si parla di salute e benessere, non si può trascurare il rapporto con il proprio corpo e con il cibo. Per questo la SIP ha realizzato, già nel 2017, una guida rivolta ai genitori per aiutarli ad affrontare con i figli il tema del peso corporeo con empatia e rispetto. Parlare di peso, infatti, può essere un argomento delicato, soprattutto in adolescenza. Un approccio errato, giudicante o colpevolizzante può provocare un senso di inadeguatezza o vergogna, che a sua volta può sfociare in comportamenti disfunzionali o addirittura in disturbi alimentari. La guida invita i genitori a utilizzare un linguaggio positivo, non stigmatizzante, focalizzato non sull’aspetto estetico ma sul benessere generale. È fondamentale evitare commenti negativi sul corpo e utile promuovere abitudini sane, come mangiare in modo equilibrato, fare sport e dormire bene. I figli vanno coinvolti in questo percorso, ascoltando la loro opinione e lasciando spazio al confronto. Uno degli aspetti più importanti sottolineati dalla SIP è quello del dialogo in famiglia: i figli devono sentirsi accolti e liberi di esprimere i propri vissuti. Spesso, infatti, chi ha un problema di sovrappeso fatica a parlarne per vergogna o senso di colpa. Creare un ambiente familiare empatico, non giudicante, aiuta a superare il disagio e a costruire un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo.

Superare lo stigma e favorire l’autostima

Lo stigma legato all’aspetto fisico è un fattore che può incidere profondamente sul benessere psicologico. La discriminazione, anche implicita, può influenzare negativamente l’autostima e aumentare il rischio di obesità, creando un circolo vizioso difficile da spezzare. La SIP sottolinea che lo stigma familiare è tra i più dannosi: i bambini che si sentono criticati o giudicati in casa possono sviluppare un rapporto conflittuale con il cibo e con la propria immagine corporea. Educare i figli al rispetto di sé e degli altri, all’accettazione della diversità e alla valorizzazione delle proprie qualità è un passaggio fondamentale per aiutarli a crescere forti e sicuri. Normalizzare il tema del peso e affrontarlo con serenità, consente di intervenire in modo efficace e duraturo. In definitiva, è possibile e doveroso accompagnare i figli nella costruzione di uno stile di vita sano, basato su buone abitudini, movimento e dialogo.

A cura di Sara Carrara

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