Un percorso di cura che valorizza il linguaggio, la relazione e l’autonomia nella quotidianità dell’anziano.
Sempre più spesso sentiamo parlare di logopedia, soprattutto se si tratta di bambini o di ragazzi. È ormai noto il ruolo di questa figura professionale nella risoluzione dei disturbi del linguaggio in età prescolare, ed è riconosciuto il suo intervento nella diagnosi e nel trattamento delle difficoltà negli apprendimenti scolastici, come la lettura e la scrittura. Tutto vero. Il termine “logopedia”, infatti, deriva dal greco logos “discorso” e paideia “educazione”; dunque, il logopedista è colui che educa, o in alcuni casi ri-educa, all’apprendimento del linguaggio. Se ci pensiamo però, difficoltà nell’utilizzo del linguaggio possono comparire anche in altre fasi della vita, in modo più o meno improvviso, e in conseguenza ad eventi traumatici di diversa eziologia. Negli adulti, ad esempio, la perdita parziale o totale dell’utilizzo della parola (detta anche afasia) si può verificare come conseguenza di Ictus, traumi cranici o neurochirurgia. O ancora, si può presentare in maniera progressiva in presenza di una diagnosi di malattia neurodegenerativa, come Alzheimer, Parkinson, SLA e molte altre ancora. Inoltre, compromissioni a carico delle abilità linguistiche e comunicative si possono verificare in età geriatrica per il normale processo di invecchiamento. L’obiettivo dell’intervento logopedico, in questi casi, non è solamente quello di recuperare le funzioni perdute, ma soprattutto quello di migliorare la qualità della vita, favorendo il mantenimento delle relazioni sociali e dell’autonomia.
Quando il linguaggio cambia con l’età
Con l’avanzare degli anni è naturale che il linguaggio subisca delle trasformazioni. Sostenere una conversazione può diventare più impegnativo a causa di diversi fattori: il normale rallentamento delle funzioni cognitive può rendere più difficile trovare le parole giuste e mantenere il filo del discorso, mentre la memoria a breve termine potrebbe non supportare con la stessa efficacia il recupero delle informazioni. La presenza di eventuali deficit uditivi potrebbe ulteriormente ostacolare la comprensione, soprattutto in ambienti rumorosi. Infine, una minore interazione sociale, tipica del soggetto anziano che vive da solo o che è impossibilitato ad uscire di casa per particolari esigenze di salute, può impoverire sempre di più il linguaggio. A queste difficoltà fisiologiche se ne possono aggiungere anche altre. Esse vanno ad ostacolare il normale espletamento di bisogni essenziali, come parlare o mangiare, inficiando la qualità della vita nell’anziano. Una patologia molto frequente nella popolazione geriatrica è la disfagia, una difficoltà nella deglutizione che può avere conseguenze serie sulla salute, aumentando il rischio di malnutrizione, aspirazione e infezioni respiratorie. Difficoltà nell’alimentazione e nella deglutizione hanno inoltre un notevole impatto psicologico e sociale, se pensiamo al pasto come a un momento di condivisione e di relazione con gli altri, quindi come ad un’esperienza linguistica e comunicativa. Un’altra condizione molto comune che si può verificare in età geriatrica è la disartria, un disturbo di origine neurologica che si manifesta con un’alterazione dell’articolazione delle parole, dovuta a una ridotta forza, coordinazione o controllo dei muscoli coinvolti nella fonazione. Infine, nei casi di declino cognitivo o demenza, la comunicazione diventa progressivamente più difficile a causa del deterioramento delle capacità mnemoniche, dell’attenzione e delle funzioni esecutive. Le parole possono essere dimenticate, le frasi risultare incomplete o incoerenti, e la comprensione del linguaggio può ridursi, rendendo frustrante sia l’espressione che l’interazione con gli altri. Questo può portare la persona a isolarsi dal mondo che la circonda, aggravando ulteriormente il quadro clinico e il benessere emotivo.
Come può aiutare la logopedia?
L’intervento logopedico in geriatria è pensato per rispondere a queste sfide in modo mirato e personalizzato. Attraverso esercizi di stimolazione cognitiva e linguistica, il logopedista aiuta a mantenere attive le capacità comunicative, rallentando il declino e migliorando la qualità della vita. Per chi manifesta difficoltà severe o condizioni destinate per natura a degenerare, vengono introdotte strategie di comunicazione alternativa, ossia strumenti che permettono di esprimersi anche senza l’uso diretto della parola. Infine, nei pazienti con disfagia, la logopedia gioca un ruolo chiave nella gestione della deglutizione contribuendo, attraverso interventi di tipo riabilitativo e/o compensativo, a rendere l’alimentazione più sicura, riducendo il rischio di complicanze.
Un supporto concreto per una vita migliore
Tutte le difficoltà sopradescritte pesano sulla qualità della vita di chi ne soffre e di chi gli vive accanto. La riabilitazione logopedica precoce è essenziale per ridurre questo impatto e recuperare, parzialmente o completamente, le abilità inficiate. Il logopedista, inoltre, può fare la differenza sul benessere psico-fisico del paziente anziano, aiutandolo a preservare l’autonomia e le relazioni sociali. Parlare, esprimere emozioni, gustare un pasto in sicurezza: piccoli gesti quotidiani che, grazie a un intervento mirato e personalizzato, possono restare parte integrante della vita anche con il passare degli anni.
A cura della Dott.ssa Alice Ceruti
Logopedista per Adulti e Anziani
MindFit Clinic Bergamo

