Secondo ACI, ci sono più autocontrollo e moderazione, a beneficio della salute collettiva. Alla lunga attesa che ha segnato il varo del nuovo Codice della strada, ha fatto da rimbalzo nelle prime settimane una buona serie di reazioni pro e contro, con conclusioni spesso affrettate. Esempi probatori della prevedibile partita di ping pong: un veloce compiacimento già subito dopo il primo week-end a suon di statistiche per l’abbassamento del numero di incidenti, di vittime e feriti. Evidente che sia prematuro e che ci voglia il congruo tempo di valutazione e comparazione, vale sia per le voci di consenso, sia di critica. Ci mancherebbe in ogni modo che non ci fosse un miglioramento, e possibilmente anche marcato, dopo una riforma e dopo le nuove, numerose modifiche e clausole restrittive, come i mutati tempi impongono. Glorificare o depotenziare a botta fresca è eccessivo e fuorviante. Punto di partenza e di arrivo, sempre, per noi dell’ACI è la prevenzione.

Tra gli effetti collaterali prodotti, c’è già stata qualche testata che ha subito sottolineato, con accompagnamento di fosche previsioni, la contrazione – data per consistente – nel consumo di bevande alcoliche e in particolare il vino. I produttori temono che il calo possa aggravarsi.

Una normativa che sia – e deve essere – a salvaguardia dell’incolumità e della sicurezza di tutti gli utenti della strada deve porsi come primo obiettivo il miglior perseguimento di risultati. Subito a ruota però il discorso va ampliato, ragionato, inserito in un’osservazione più ampia al campo degli altri, perché ciò che in Italia è stato introdotto lo scorso 14 dicembre 2024, altrove è in vigore e applicato già da anni. E questo avviene anche in altri Paesi di forti produttori di vino (Francia, Spagna…). Fondamentale per il buon esito è l’auspicato inizio di un atteggiamento di autocontrollo, autodisciplina e di misura, con molti automobilisti che si sono anche dotati di etilometro per l’accertamento prima di mettersi al volante. È anche il caso di considerare un facile mezzo preventivo garantito e già molto praticato altrove, l’auto condivisa: chi guida, si astiene o beve con assoluta misura e gli altri a bordo possono anche concedersi l’aperitivo o il digestivo. La moderazione va a diretto e immediato beneficio della salute e della sicurezza generale.

Ultima, ma non marginale constatazione: i dati forniti dal Comune di Bologna dimostrano che con la zona 30 le vittime si sono dimezzate. Da notare che è il bilancio di un anno intero, il 2024. 

A cura di Valerio Bettoni
Presidente ACI di Bergamo

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