Misura e prudenza d’obbligo con il nuovo Codice stradale: protezione della salute e sicurezza degli utenti.
Atteso per 32 anni, dopo lunga navigazione in Parlamento, è finalmente entrato in vigore dal 14 dicembre 2024 il nuovo Codice della strada. Il vecchio risaliva al 1993. Con la velocità dei cambiamenti epocali in atto a tutti i livelli, si imponeva un aggiornamento. Luci e ombre, come sempre, avvolgono le norme varate: intanto, sempre perfettibili, almeno ci sono. Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entra la circolazione stradale con il pianeta salute, per il quale c’è appunto la disciplina dei comportamenti per tutti, dalle categorie più vulnerabili, pedoni e ciclisti, a quella più direttamente coinvolta, quella dei conducenti di veicoli, moto, auto e camion.

C’entra, eccome, se solo si considera ciò che avviene ogni giorno sulla rete stradale italiana.

La salvaguardia e la difesa della salute, degli utenti più fragili, dipendono in larga percentuale dai comportamenti dei conducenti: ogni sbaglio: ogni sbaglio può costare un incidente dagli esiti non prevedibili. E qui il pensiero corre a chi continua – nonostante tutti gli appelli e le raccomandazioni – ad alzare con disinvoltura irresponsabile il gomito. In troppi non si controllano nell’assunzione di bevande alcoliche sotto forma di aperitivi e digestivi in aggiunta a vino e birra consumati a tavola. Più grave ancora chi si “fa” di sostanze stupefacenti, dalle “canne” – che non sono mai da banalizzare – alle molte altre droghe, eroina, cocaina, allucinogeni, miscugli chimici e “tagli” di ogni genere. Chi eccede, dovrebbe responsabilmente desistere dalla guida e farsi accompagnare (ci sono anche associazioni e gruppi allo scopo, che sono un utile scudo protettivo per tutti).

Benvenuto, dunque, il giro di vite. Giusto per essere in chiaro: l’inasprimento è duro per chi va in “stato di alterazione psicofisica”. Con tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 per litro, patente sospesa da 3 a 6 mesi e multe tra 573 e 2.170 euro. Per chi sfora fino a quota 1,5 grammi: arresto, patente ritirata per un anno e multa da 800 a 3.200 euro; chi “deborda” e va oltre 1,5 grammi ha davanti uno scenario con salasso fino a 6 mila euro, patente sospesa per 2 anni e arresto fino a un anno. E per chi non desistesse, il rimedio si chiama “alcolock”, dispositivo che blocca l’auto del bevitore. Con i consumatori di sostanze stupefacenti positivi al test antidroga, rischio di ritiro patente immediato e fino a 3 anni. “A male estremo – dice il proverbio – estremo rimedio”. Un rimedio efficace sicuro e a costo zero esiste: ha i nomi antichi di misura e prudenza. 

A cura di Valerio Bettoni
Presidente ACI Bergamo

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