Le diagnosi sono in crescita. Molte le iniziative avviate dal Comune sul territorio per fare prevenzione tra i più giovani.
Dal 1984, il Centro operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità raccoglie i dati relativi alle notifiche di AIDS e dal 2008 raccoglie anche i dati delle nuove diagnosi di infezione da HIV. Dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi, sono stati segnalati 73.150 casi di AIDS, di cui 47.862 deceduti entro il 2021. La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta. Nel 2023 sono state segnalate 2.349 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a un’incidenza di 4,0 nuovi casi per 100.000 residenti, un valore che pone l’Italia al di sotto della media osservata tra i Paesi dell’Europa occidentale (6,2 nuove diagnosi per 100.000 residenti). Dal 2012 al 2020 si è osservata una diminuzione delle nuove diagnosi di HIV, mentre dal 2021 al 2023 si è rilevato un aumento progressivo. Le nuove diagnosi di infezione da HIV nel 2023 sono in maschi nel 76% dei casi. L’età mediana è di 42 anni per i maschi e 39 per le femmine e le incidenze più alte sono state riscontrate nelle fasce d’età 30-39 anni (9,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e 25-29 anni (8,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti) con valori in media da tre a quattro volte superiori nei maschi rispetto a quelli nelle femmine. La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali, che costituiscono l’86,3% di tutte le segnalazioni.
L’impegno del Comune di Bergamo: obiettivo 95-95-95
Il 1° dicembre 2024, in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’HIV/AIDS, la rete di Bergamo Fast Track City ha rinnovato il proprio impegno nel campo della prevenzione, diagnosi e trattamento dell’HIV. Un percorso iniziato nel 2019 con la sottoscrizione della Dichiarazione di Parigi e rafforzato dall’adesione al programma globale Fast-Track City, che mira a raggiungere gli obiettivi fissati dall’OMS per il 2030: che il 95% delle persone che vivono con HIV siano state diagnosticate; che il 95% dei diagnosticati assumano la terapia (ART); che il 95% di quelli che assumono terapia raggiungano la carica virale (virus nel sangue) non rilevabile (undetectable) che determina la non trasmissibilità (untransmittable) del virus. La “massimizzazione” di U=U (Undetectable = Untransmittable / Non rilevabile = Non trasmissibile) è l’obiettivo finale e rappresenta un traguardo di salute personale e di salute pubblica. Alla rete Bergamo Fast Track City aderiscono ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, il Collegio dei Sindaci, la Provincia di Bergamo e l’Ufficio scolastico Territoriale oltre a 13 Enti del Terzo Settore che a vario titolo si occupano di HIV/AIDS e/o popolazioni vulnerabili.
La campagna “U=U: impossibile sbagliare!”
Per sensibilizzare la cittadinanza e rafforzare il messaggio che la scienza ha reso possibile abbattere la trasmissibilità dell’HIV, la rete Bergamo Fast-track City ha lanciato la campagna “U=U: impossibile sbagliare!”. L’iniziativa si articola su più fronti:
> Promuovere la prevenzione e i test gratuiti e anonimi. In collaborazione con le associazioni locali, ATS e ASST Papa Giovanni XXII, Bergamo garantisce l’accesso anonimo e senza costi a test diagnostici rapidi, in particolare presso
il Check point di Via Moroni, 93 ma anche diversi punti mobili nelle piazze cittadine e centri permanenti nei principali presidi socio-sanitari per HIV ma anche per epatite C e sifilide;
> Sensibilizzare i giovani: attraverso incontri nelle scuole e nelle università, per informare sulle modalità di trasmissione del virus, sull’efficacia dei trattamenti e sull’importanza della salute sessuale;
> Coinvolgere i medici di base e le farmacie con corsi di formazione specifici, affinché siano pronti a supportare i pazienti nella diagnosi precoce e nella gestione della terapia;
> Abbattere stigma e pregiudizi con campagne social e attività culturali mirate a costruire una società più inclusiva, dove il virus non sia più causa di discriminazione.
Prevenzione e consapevolezza: le sfide per il futuro
Nonostante i progressi, la lotta all’HIV richiede un impegno costante. La prevenzione e la diagnosi precoce rimangono una priorità, soprattutto tra i giovani, dove una ridotta percezione del rischio può portare a comportamenti a rischio, ma anche nella popolazione adulta, se si tiene conto che il 60% delle nuove diagnosi sono tardive (mediamente avvengo 4-5 anni dal contagio) e che la maggior probabilità di ricevere una diagnosi tardiva riguarda la popolazione over 50 eterosessuale. L’impegno di Bergamo Fast-track City per il 2025 porterà ad un incremento delle attività di sensibilizzazione e promozione del concetto di salute sessuale. Progettualità specifiche per la promozione del test e della diagnosi precoce riguarderanno le fasce di popolazione più vulnerabili, tra cui i migranti. L’impegno sarà anche quello di estendere le iniziative su tutto il territorio provinciale offrendo opportunità di sottoporsi al test nel maggior numero di contesti ed iniziative possibile perché la consapevolezza dell’infezione fa la differenza sia in termini di salute e aspettative di vita personali che di contrasto alla diffusione del virus e, quindi, di salute pubblica.
A cura di Marcella Messina, assessora alle politiche sociali del Comune di Bergamo
e di Paolo Meli, Coordinatore della rete Bergamo Fast Track City

