Qualche lettore potrebbe chiedersi a giusta ragione quale rapporto intercorra tra un ente pubblico come l’ACI e un organo di informazione qual è “Bergamo Salute”. Certo, il mondo dell’ACI di Bergamo è quello di assistere e tutelare con un’ampia rete di servizi i suoi 27.500 soci, conducenti di veicoli: ma tra le priorità dell’ACI c’è da sempre l’impegno per promuovere la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Tradotto nel concreto, vuol dire concorrere alla difesa della salute della moltitudine di persone che ogni giorno, chi a piedi, chi su un mezzo a motore, in bici o monopattino si mette in strada.
Noi dell’ACI lo facciamo attivandoci in molti campi, a partire dalla prevenzione, con i corsi formativi che organizziamo ogni anno nella scuole, soprattutto rivolti a studenti in prossimità della patente di guida.
C’è da riflettere su una drammatica realtà che rimane purtroppo costante ed è costituita da tremila morti all’anno (3.039 nel 2023), cifra comprensiva di tutti gli utenti della strada: automobilisti, motociclisti, ciclisti, conducenti di monopattini e pedoni. Pensiamo a cosa significano 224.634 feriti sulla rete stradale italiana nel 2023 e a come/quanto cambierà la vita per una gran parte di loro.
Bergamo con la sua popolazione di 1.111.228 abitanti e i 979.615 veicoli immatricolati nella nostra provincia ha avuto 2.720 incidenti (nel 2022 erano stati 2.700). I morti sono stati 41 (contro i 46 dell’anno precedente) e i feriti 3.575 (3.643 nel 2022).
Per l’anno 2050 l’ONU si è imposta il traguardo alto delle “zero vittime sulla strada”. Come obiettivo intermedio c’è quello di dimezzare le vittime della violenza stradale conteggiata in 1,19 milioni di vittime nel mondo.
Restiamo nel presente: i mezzi per aumentare la sicurezza sulle strade sono molteplici e tutti servono. Ci sono due misure però che restano fondamentali, anche perché efficacemente sperimentate altrove:
1) l’uso della tecnologia per scoraggiare gli eccessi di velocità, prima causa degli incidenti;
2) l’intensificazione dei controlli delle forze dell’ordine, ancor più laddove sono molto carenti o occasionali, anche su strade ad alto scorrimento di traffico.
Si potenzino gli organici: la vigilanza è un forte mezzo di persuasione e al tempo stesso di protezione dell’incolumità generale. Nessuno nasce virtuoso, ma la certezza della sorveglianza – meccanica o umana – contribuisce certamente a esserlo. È la responsabilità a esigerlo in nome della sicurezza di tutti, che è un obiettivo da sempre nelle finalità dell’ACI.
A cura di Valerio Bettoni
Presidente ACI di Bergamo

