Negli ultimi anni, a causa della pandemia, le richieste di aiuto per forti ansie, stati depressivi, ritiri sociali e incapacità di gestire livelli di stress elevati sono diventate sempre più frequenti. «Se queste difficoltà prima del 2020 erano già presenti, possiamo dire che attualmente sono incrementate, come sono aumentati i casi di disturbo post traumatico da stress» conferma la dottoressa Sofia Raffa, Psicologa, Psicoterapeuta, Pratictioner in EMDR. «Il disturbo post traumatico da stress è una condizione clinica caratterizzata da sintomi di evitamento (evitare pensieri, situazioni, luoghi che riportano al trauma); riesperienza (ricordi, sogni o pensieri che intrudono senza controllo, come se si stesse rivivendo il momento del trauma); effetti negativi sulla cognizione e sull’umore e alterazioni dello stato di attivazione (problemi del sonno, irritabilità, difficoltà di concentrazione, etc.)».

Dottoressa Raffa, com’è possibile affrontare questa condizione?

La ricerca dice che una delle terapie elettive per il trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress è la Terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari). L’EMDR utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destra/sinistra per trattare ricordi traumatici, sia con la T maiuscola, ossia traumi maggiori come gravi incidenti, lutti, malattie etc., sia con la t minuscola, come ad esempio traumi relazionali, legati a umiliazioni, a vissuti abbandonici etc., ipotizzando che tali ricordi sostengano i sintomi psichici che generano sofferenza al paziente. Al paziente viene richiesto di ritornare sul trauma e dopo la seduta EMDR, i ricordi negativi perdono la loro carica emotiva: l’immagine relativa al ricordo appare più distante, le emozioni e le sensazioni negative vengono meno e la valutazione cognitiva su di sé viene ristrutturata in positivo. In poche parole “il passato viene lasciato nel passato” e gli effetti rimangono tali anche nel lungo termine. Il trattamento EMDR è molto efficace. Ci sono, tuttavia, situazioni più complesse per svariate ragioni (come una storia personale caratterizzata da traumi multipli o scarse risorse individuali) in cui il trattamento con EMDR diventa complesso. È necessaria in molti casi una buona preparazione del paziente, un lavoro sulle risorse e l’integrazione di altre tecniche che permettano all’elaborazione di fluire verso una risoluzione del trauma. Succede, infatti, che quando il paziente percepisce un livello di stress troppo elevato o teme di accedere al materiale traumatico, mette in atto inconsapevolmente delle difese che bloccano l’elaborazione, come ad esempio evitare di sentire le emozioni o disconnettersi dal ricordo sul quale si sta lavorando. In questi casi, può essere utile associare anche un’altra tecnica, di recente introduzione, chiamata Flash Technique (FT).

In cosa consiste la Flash Technique e in cosa si differenzia dall’EMDR?

La Flash Technique è una tecnica terapeutica che è stata utilizzata inizialmente durante la fase di preparazione alla terapia EMDR per facilitare l’elaborazione dei ricordi traumatici. È stata sviluppata negli ultimi 15 anni dal dottor Phil Manfield e recentemente introdotta in Italia e si sta rivelando un intervento terapeutico completo, che dà un importante contributo alla risoluzione di esperienze traumatiche e a migliorare il benessere del paziente. Come la terapia EMDR, la Flash Technique viene utilizzata con pazienti di tutte le età ed è utile a migliorare il funzionamento psicologico e a risolvere diversi disturbi quali ansia, disturbi depressivi, DOC e altri. La terapia inizia sempre con una fase di conoscenza del paziente e la stesura di un piano terapeutico in cui vengono “mappati” i traumi individuali alla base della sintomatologia e vengono individuate le risorse personali. La differenza dal protocollo classico dell’EMDR, è che la Flash Technique è minimamente intrusiva e non richiede al paziente di rientrare nel ricordo traumatico rivivendolo nella sua interezza, con le emozioni e le sensazioni connesse. Al paziente viene richiesto di sfiorare il ricordo traumatico e di individuare un focus emozionale positivo; il protocollo prevede l’utilizzo del tapping (tamburellamento sulle ginocchia) e di “flash”, ossia un veloce battito di ciglia. Si stima che la seduta duri dai 10 ai 45 minuti: il disturbo legato all’evento traumatico si neutralizza e, con semplici verifiche, il terapeuta aiuta il paziente a comprendere se emozioni e sensazioni e cognizioni negative legate al trauma sono svanite. Nella Flash Technique, il paziente accede al ricordo così velocemente da rendere l’esperienza traumatica non verbalizzabile e portarla verso una risoluzione. Alla base di questi risultati c’è un processo neurologico che sfrutta il riconsolidamento della memoria: il ricordo traumatico viene recuperato dalla memoria di lavoro e grazie al materiale positivo su cui il paziente deve focalizzarsi, viene reimmagazzinato nella memoria in modo più “ecologico”, non disturbante e con una diversa e positiva cognizione su di sé. Essendo una nuova tecnica, a oggi non è presente molta ricerca sul tema, ma le attuali esperienze sono molto incoraggianti.

A cura di Viola Compostella
con la collaborazione
della Dott.ssa Sofia Raffa
Psicologa, Psicoterapeuta e Terapista EMDR
Trescore Balneario

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