Il bacio come indicatore di salute della coppia.
Il 6 Luglio, ormai da qualche anno, si celebra la Giornata Mondiale del bacio e i social si riempiono di citazioni, di aforismi, si condividono canzoni o foto di quadri famosi. Da sempre l’arte, la letteratura, la poesia hanno dato una forte rilevanza a questo romantico “apostrofo rosa tra le parole t’amo”. Ma quanto è importante, il bacio, in una relazione di coppia? Lo chiediamo al dottor Silvio Mori, psicologo e sessuologo. «Il bacio è importantissimo in una relazione di coppia, direi fondamentale, fin dall’inizio, nella formazione della coppia stessa. Non a caso molte persone, come data da festeggiare, scelgono proprio il giorno del primo bacio. È una scelta romantica, sicuramente, ma che nasconde anche una componente più biologica: già dai primi baci capiamo se quella persona ci piace, se può essere la “persona giusta”. Questione di feromoni? Probabile. Quando conosciamo una persona nuova e i primi baci proprio non ci piacciono, difficilmente continueremo la frequentazione. È come se questo scambio di feromoni portasse con sé informazioni che ci dicono se siamo attratti oppure no da quella specifica persona. Da un punto di vista strettamente biochimico, il bacio è una sorta di “degustazione sensoriale e ormonale” e, senza esserne razionalmente consapevoli, è come se assaggiassimo il partner per capire se può davvero piacerci oppure no».

Siamo un po’ come gli animali quando si annusano. Ma quindi il bacio, e l’amore in senso lato, è anche questione di chimica?
Direi proprio di sì. E non siamo come gli animali che si annusano, noi siamo animali che si annusano. La biologa Sheryl Kirshenbaum, nel suo libro “La scienza del bacio”, ha osservato questo romantico gesto sotto la lente della biologia e ha dimostrato che la scelta del partner ha anche una componente biologica. E i benefici del bacio vanno ben oltre. Le neuroscienze, ormai da anni, hanno dimostrato che il bacio passionale (di almeno 6-8 secondi) aumenta la frequenza cardiaca, attiva il metabolismo (con conseguente consumo di calorie), riduce lo stress (grazie alla riduzione dei livelli di cortisolo) e rafforza il sistema immunitario (grazie allo scambio di microorganismi). E non rafforza solo il sistema immunitario degli individui, ma anche quello della coppia. Ne rafforza il legame, sia dal punto affettivo sia erotico: con i baci passionali si verifica una sorta di “accensione” ormonale grazie allo scambio di saliva che favorisce l’innalzamento dei livelli di testosterone, che sappiamo essere l’ormone del desiderio tanto nell’uomo quanto nella donna. A livello più relazionale e sentimentale i baci aumentano i livelli di ossitocina, l’ormone dell’amore che aiuta a rafforzare il senso di attaccamento reciproco, ma anche i livelli di dopamina e serotonina, neuromodulatori del tono dell’umore.

Con tutti questi benefici, non dovremmo mai smettere di baciarci. Come mai allora, molte volte, la passione e l’intensità dei baci, negli anni, lentamente si spegne?
In un certo senso il bacio è davvero un indicatore dello stato di salute di una relazione. Un bacio freddo, distaccato, ci fa capire che qualcosa non va. Quando litighiamo, ad esempio, non si ha gran voglia di baciare il partner. Molte volte però i baci, negli anni, non si spengono per gravi problemi di coppia, ma semplicemente perché sono diventati troppo affettivi e poco passionali, svuotati cioè delle loro componenti erotiche. Quasi baci fraterni. E la coppia si ritrova ad avere una vita sessuale quasi spenta.

E cosa si può fare in questi casi?
Già il riconoscere che nella relazione sta mancando qualcosa è un importante primo passo. Il secondo passo è capire che la situazione non migliorerà per miracolo, che la passione non si riaccenderà grazie a un fulmine divino ma che dipende da noi, quasi quotidianamente, anche con piccoli gesti, mantenere accesa questa fiamma. La relazione va coltivata, l’eros va coltivato. E il bacio, come ingrediente base dell’erotismo, è un nostro potentissimo alleato.

“In un bacio saprai tutto quello che è stato taciuto” 
Pablo Neruda

Ma come si può recuperare qualcosa che dovrebbe essere naturale e istintivo? Non si può forzare, o viene o non viene.
Non è del tutto vero. Certo, se “forzare” un bacio ci dà proprio fastidio o addirittura repulsione forse dovremmo interrogarci sul senso e sul futuro di questa relazione. Ma di solito non è così. Molte volte davvero, banalmente, il bacio è stato trascurato, ridotto ai minimi termini, al bacetto del buongiorno e della buona notte. In queste situazioni, la cosa più importante da fare è uscire un po’ da quel “mito della spontaneità” secondo cui le cose dovrebbero venire naturali e istintive per essere belle e trasformarle invece in intenzionali. Non aspetto che accada, faccio in modo io che accada. Creo le condizioni. Mi capita spesso, nel mio lavoro di sessuologo, di consigliare alla coppia di astenersi per un determinato periodo dal coito, concentrandosi invece su un’intimità più sensoriale, non finalizzata alla prestazione ma al godersi il momento, ad accogliersi di nuovo, a riscoprirsi e così facendo riscoprono i loro corpi, riscoprono l’importanza del tatto, del gusto, dell’olfatto, riscoprono l’importanza del contatto e, semplicemente grazie al fatto che hanno creato le condizioni, anche l’importanza del bacio. E devo dire la verità: anche dopo tanti anni che faccio questo lavoro, mi emoziono ancora quando mi dicono “erano anni che non ci baciavamo così”. L’arte di baciare, l’arte istintiva ma anche volontaria di baciare, è fondamentale per la salute e il benessere dell’individuo e della coppia. E forse il vero segreto e la vera trasgressione per mantenere viva la passione negli anni è riscoprire l’incredibile potere dell’elemento più semplice di tutti, dell’elemento base della vita erotica: il bacio. 

A cura di Elena Buonanno
con la collaborazione del dott. Silvio Mori
Psicologo e Sessuologo a Bergamo e Brescia

 

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