La situazione epidemiologica che stiamo vivendo costringe molte famiglie da ormai un anno a restare chiuse in casa. Molto spesso questo è dovuto al riscontro di una positività (da cui deriva il rispetto all’isolamento) o alla quarantena. L’Ats di Bergamo vuole suggerire le regole basilari, semplici ma efficaci, per contribuire a proteggersi e limitare i contagi tra la popolazione.

Iniziamo col dire che isolamento e quarantena non sono esattamente la stessa cosa; nel gergo comune spesso vengono utilizzati in maniera del tutto interscambiale, in realtà si riferiscono a due condizioni diverse. Con il termine isolamento si fa riferimento alla separazione delle persone infettive (quindi positive) dal resto della comunità in modo da prevenire/limitare la trasmissione del contagio;il termine quarantena invece indica la restrizione dei movimenti di persone sane, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo e potrebbero perciò essere a rischio di sviluppare la malattia. Tuttavia all’atto pratico, le regole igienico-comportamentali che valgono per gli uni valgono anche per gli altri. Infatti in questo preciso momento storico, dobbiamo tenere a mente che l’obiettivo principale è quello di interrompere il più precocemente possibile la catena di trasmissione della malattia. Come fare? In questo articolo Ats Bergamo riassume le principali raccomandazioni sui comportamenti da mantenere in casa; molte le avrete già sentite e risentite, altre magari vi resteranno impresse o saranno delle novità.

> La regola d’oro alla lotta al Covid è isolarsi. Questo vale sia per il soggetto positivo, sia per chi è posto in quarantena. È importante che i soggetti posti in isolamento o quarantena abbiano una stanza dedicata, possano dormire da soli, preferibilmente dovrebbero avere un loro bagno (quando questo non è possibile, il bagno va pulito e disinfettato ogni qual volta venga utilizzato).
> Per disinfettare in maniera efficace è necessario utilizzare alcool etilico ad almeno 70° o candeggina alla diluizione dello 0,5% (usare una candeggina che abbia indicato nell’etichetta la diluizione e aggiungere l’acqua necessaria per raggiungere la diluizione efficace dello 0,5%; attenzione: la candeggina va ricostituita giornalmente).
Il soggetto posto in isolamento o quarantena dovrebbe. preferibilmente, mangiare nella sua camera o comunque separatamente dagli altri membri della famiglia. Le stoviglie utilizzate vanno lavate con acqua calda e sapone, tuttavia per maggiore scrupolo è possibile anche utilizzare posate e piatti personalizzati.
> È molto importante non condividere salviette, asciugamani, lenzuola o qualsiasi altro oggetto che potrebbe costituire veicolo di infezione.
> La biancheria del soggetto in isolamento domiciliare dovrebbe essere posta in un sacco separato e gestita separatamente da quella del resto della famiglia; può essere lavata in lavatrice a 60°C per almeno trenta minuti o a tempi più brevi per temperature superiori, usando un comune detersivo.
> Mi raccomando, non dimenticate le mani. Tante volte lo si dà per scontato, ma rappresentano uno dei principali mezzi di trasmissione delle infezioni: lavatele frequentemente, igienizzatele anche e soprattutto dopo aver tossito e starnutito.
> Purtroppo non sempre e non in tutte le condizioni è possibile attuare un comportamento così rigoroso. Spesso perché gli spazi a disposizione sono limitati o ci sono situazioni in cui è difficile attuare un totale isolamento. In questi casi è opportuno comunque che la persona provi a fare del suo meglio, dopodiché è indispensabile utilizzare sempre la mascherina e mantenere il distanziamento di almeno un metro se si condivide lo stesso ambiente. Sarebbe sempre preferibile mangiare in momenti diversi o comunque ben distanziati, creare una zona separata per il sonno, arieggiare frequentemente gli ambienti e disinfettare spesso le superfici e le maniglie delle porte.
> È importante, infine, sottolineare che anche nei casi in cui nella stessa famiglia ci siano più persone positive, l’isolamento dovrebbe avvenire anche tra di loro, ove possibile, perché spesso la negativizzazione avviene in momenti diversi, così come per i soggetti posti in quarantena. Questo perché esiste il periodo di incubazione durante il quale alcuni di loro potrebbero sviluppare una positività e diventare a loro volta un nuovo caso e generare conseguentemente ulteriori contatti familiari. Nei casi in cui si assistano persone positive non autosufficienti, utilizzate tutti i dispositivi di protezione necessari (mascherina, guanti, visiera se possibile) rigorosamente monouso.

Insomma, sappiamo bene anche noi che non è sempre facile, ma vi chiediamo ancora un piccolo sforzo: proviamo a fare ognuno la nostra parte. La coscienziosità di voi tutti è di fondamentale importanza per noi e per la nostra città. 

A cura di Ats Bergamo
con la collaborazione della dott.ssa Fabiana Salerno
Assistente Sanitaria Dipartimento di Prevenzione ATS Bergamo

 

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