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Dalla fine di febbraio il nostro territorio è stato travolto da un’onda di contagio e di morte che non avremmo mai potuto immaginare. Proprio qui, in una piccola città di provincia, nei paesi delle nostre valli. Ancora non sappiamo quanti e quali fattori siano stati decisivi nel determinare il triste primato di Bergamo. Si parla della mancata istituzione della zona rossa ad Alzano, della partita Atalanta Valencia, degli alti livelli di polveri fini nell’aria nel momento del massimo contagio, ma non è questa né la sede né il momento per approfondire questi aspetti.

Ritorniamo alle stampe ora, dopo una pausa forzata di alcuni mesi, con un numero inevitabilmente impregnato dell’esperienza che abbiamo vissuto: il personaggio di copertina è, nel suo insieme, il personale sanitario che è stato in prima linea durante l’emergenza: medici, infermieri, professionisti delle varie discipline sanitarie, soccorritori, volontari etc. A loro va tutta la riconoscenza nostra e della comunità bergamasca. E insieme a questo ringraziamento non può mancare il nostro abbraccio virtuale a tutte le famiglie che hanno perso i loro cari, in quello che nella nostra città è stato un vero e proprio “lutto collettivo”.

Durante il lock down la nostra redazione ha cercato di mantenere il contatto con i suoi lettori attraverso il web, veicolando sempre e solo notizie da fonti attendibili e testimonianze di solidarietà che ci aprivano il cuore in mezzo a tanta angustia. Lontani ma vicini, abbiamo continuato il nostro lavoro nell’incertezza che ci accomunava tutti, abbiamo deciso di dare una nuova veste all’homepage di Bergamo Salute per renderla più agile e per offrire contenuti online esclusivi.

Come tanti bimbi che in questo periodo sono rimasti delusi di non poter festeggiare il compleanno con gli amici anche Bergamo Salute, in silenzio, ha compiuto a maggio 2020 i suoi 10 anni. La copertina di compleanno è rimasta nel cassetto, poco male. Quello che desideravamo veramente commemorare era l’allentamento della stretta della pandemia, i bollettini positivi delle terapie intensive, il diradarsi delle sirene delle ambulanze che hanno scandito i momenti più bui. E, ora, finalmente possiamo farlo. Senza comunque mai abbassare la guardia.

Elena Buonanno
Rosa Lancia