Menopausa. Stile di vita e farmaci (se servono) per limitare fastidi e rischi

menopausa


La menopausa è un passaggio naturale della vita di ogni donna, che si manifesta spesso con rapidi e numerosi cambiamenti fisici ed ormonali. Proprio perché è un evento fisiologico, la menopausa come tale deve essere vissuta, senza considerarla di per sé una malattia. Le donne lo sanno, ma spesso i disturbi che si presentano, dalle vampate alla tendenza ad aumentare di peso, non sono sempre facili da sopportare. Con la giusta terapia, se occorre, e alcuni accorgimenti, anche alimentari, è possibile vivere questa fase delicata in modo sereno e limitando i fastidi.

La fine dell’età fertile, intorno ai 50 anni
Strettamente parlando, con menopausa si intende l’interruzione definitiva del ciclo mestruale, causata dalla diminuzione della funzione dell’ovaio. Questo provoca una notevole riduzione degli ormoni estrogeni e di conseguenza grandi cambiamenti nell’organismo femminile. È una fase naturale nella vita di una donna e non è da considerare come una malattia. Compare spontaneamente fra i 45 e i 55 anni, più frequentemente intorno ai 50. I sintomi possono iniziare anche cinque anni prima dell’ultima mestruazione (pre-menopausa). Data la lunga aspettativa di vita in Italia, la menopausa può comprendere anche un terzo della vita di una donna. Quando compare fra i 40 e i 45 anni si parla di menopausa giovanile, mentre prima dei 40 anni si definisce come precoce. In questi casi i rischi per la salute della donna possono essere significativi e quindi è consigliato rivolgersi al medico. Un fattore frequentemente associato alla menopausa giovanile e precoce è il fumo.

Dalle “vampate” all’insonnia: i sintomi più comuni
I sintomi più comuni della menopausa sono quelli vasomotori -le cosiddette “vampate”-, l’aumento di peso, l’insonnia e la secchezza vaginale. Più rari sono mal di testa e calo del tono dell’umore, anche fino alla depressione. Le vampate, se gravi, possono peggiorare i disturbi del sonno e dell’umore. La riduzione degli estrogeni modifica tessuti e organi soprattutto dell’apparato genitale. Per esempio, la secchezza della mucosa vaginale può comportare disturbi nel rapporto sessuale (dispareunia). Inoltre, nelle donne più anziane, la riduzione del tono muscolare della pelvi (la parte inferiore del bacino) può portare a prolasso e incontinenza.

Non solo fragilità ossea: con meno estrogeni sale anche il rischio cardiovascolare
Anche se la menopausa è un fenomeno normale, alcuni rischi per la salute aumentano. Primo fra tutti il rischio cardiovascolare, di infarto o di malattia coronarica, che aumenta gradualmente negli anni successivi alla menopausa. C’è poi il rischio di fratture ossee -soprattutto di femore, vertebre e polso- a causa dell’osteoporosi, cioè della riduzione del calcio nelle ossa. Un certo grado di osteoporosi è comunque fisiologico negli anni dopo la menopausa e nella maggioranza dei casi non è necessaria una terapia al riguardo. È il rischio di fratture che conta in realtà e questo aumenta se sono presenti anche altre malattie, come l’artrite reumatoide, la celiachia, l’ipertiroidismo, o se si assumono farmaci, come cortisone e chemioterapici. In tutti questi casi più gravi può essere indicato un trattamento farmacologico vero e proprio, soprattutto a scopo preventivo. Anche nei casi in cui si siano già verificate, la terapia è in grado di ridurre il rischio di ulteriori fratture osteoporotiche. Se, nonostante dieta ed esposizione solare, il calcio e la vitamina D sono insufficienti, dovrebbero essere attivamente integrati.

Scalmane sotto controllo
Per limitare le vampate, uno dei sintomi più fastidiosi e comuni legati alla menopausa, è utile limitare l’uso della caffeina, ridurre al minimo il consumo di alcolici e superalcolici, abolire il fumo di sigaretta. Importante è anche praticare una quantità minima e regolare di movimento fisico, con attività come il nordic walking, il trekking, lo sci di fondo, la camminata veloce, il nuoto, ma anche il ballo, il pilates, lo yoga, le arti marziali e l’allenamento funzionale con o senza pesi.

Terapia ormonale: sì o no?
Il trattamento più efficace per i sintomi correlati alla menopausa è la terapia ormonale sostitutiva (Tos), che può essere combinata, con estrogeni e progestinici, o solo estrogenica. In sostanza questo trattamento consiste nell’assumere gli ormoni che durante questa fase della vita si sono ridotti. Tuttavia, questa terapia va valutata molto attentamente a causa dei rischi che può comportare. Anche se i risultati degli studi clinici sul trattamento sostitutivo menopausale sono ancora dibattuti, sembra esserci infatti un piccolo aumento del rischio di carcinoma mammario e un più piccolo rischio di trombosi nelle pazienti che assumono questi farmaci. Dopo l’iniziale entusiasmo che aveva accolto la diffusione di queste terapie, oggi si è passati a un timore ingiustificato. Le più importanti società scientifiche, infatti, concordano sul fatto che la terapia sostitutiva menopausale possa essere una valida proposta per le donne con sintomi da menopausa medio-gravi. In alcune donne, invece, può essere sufficiente la somministrazione locale di estrogeni, con creme o ovuli, che consente di trattare i disturbi a livello della mucosa vaginale, senza grossi effetti negativi su altri organi. In ogni caso, come sempre in medicina, è necessaria una valutazione medica attenta e personalizzata per bilanciare i benefici e i rischi.

I sintomi più comuni della menopausa: Si definisce menopausa quando sono passati 12 mesi dall’ultimo ciclo mestruale. Quest’arco di tempo, durante il quale si cominciano già ad avvertire i primi effetti dei cambiamenti ormonali che portano alla menopausa vera e propria, è definito climaterio 

A cura del dott. Marcello Filopanti
Specialista in Endocrinologia
Policlinico San Marco e Smart Clinic Le Due Torri e Oriocenter

 

 

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