Altro che disabilità! Con i miei attori Down ho scoperto la felicità

paolo ruffini


Il suo spettacolo “Up&Down” porta sulla scena cinque attori con sindrome di Down, uno affetto da autismo e uno in carrozzina. Insieme realizzano uno strepitoso varietà, scorretto e irriverente che spezza i pregiudizi del pubblico riuscendo a emozionare, divertire e commuovere. È in programma, per Bergamo Scienza, al Creberg Teatro il 20 ottobre alle 21. Lui è Paolo Ruffini, 41 anni, attore, regista, scrittore, volto di “Colorado” e di tanti film tra cui “Ovosodo” e vari cinepanettoni. Gli artisti disabili fanno parte della Compagnia Mayor Von Frinzius, livornesi come lui. Un happening comico, disobbediente, in cui attraverso il filtro dell’ironia si indaga sul significato di abilità e disabilità riferito soprattutto alla felicità. “Up&Down”, già portato in 42 teatri italiani sempre con il tutto esaurito, è diventato anche un docufilm (premiato alla 75a Mostra cinematografica di Venezia e ai Nastri d’Argento) e un libro (“La sindrome di Up” edito da Mondadori).

«Quello che ho vissuto con i ragazzi della Compagnia Mayor Von Frinzius dal tour teatrale al film per me è stato un lungo viaggio che mi ha portato verso la felicità. E per questa ragione ho sentito il bisogno di raccontarlo nero su bianco, soprattutto per condividere quello che i miei compagni di avventura mi hanno insegnato» racconta Ruffini. «Ho imparato che la vita è fatta di up e down. Siamo tutti up quando le cose vanno bene, ma diventiamo down quando invece siamo in crisi. Essere Up è la condizione che caratterizza maggiormente le persone che hanno la sindrome di Down. Per loro è più facile essere felici. Hanno una fiducia, una confidenza con la felicità che a me spesso manca. Forse perché per un’anomalia genetica hanno scoperto tesori inestimabili: l’affettività, la risata contagiosa, la predisposizione al sorriso, il piacere di stare insieme, la meraviglia per le piccole cose. A loro basta a volte un grande abbraccio, come quello che alla fine dello spettacolo attori e spettatori si scambiano con un gesto rivoluzionario».

La compagnia Mayor Von Frinzius è nata nel 1997 ed è diretta da Lamberto Giannini che è anche il regista dello spettacolo. È composta da 97 attori, metà dei quali sono persone con disabilità. Secondo la loro filosofia chiunque possieda un corpo e un’emotività ha delle possibilità attoriali, senza differenze di sorta. E così, combinando questo approccio all’esperienza teatrale di Paolo è nato UP&Down.

«Abilità e disabilità. Ne parliamo riferendoci alla condizione genetica» continua Ruffini. «Io invece ho scoperto una chiave di lettura diversa prendendo in considerazione l’abilità e la disabilità ad accedere alla bellezza che ci circonda nelle piccole cose di ogni giorno. Forse in quel cromosoma in più c’è una abilità aggiuntiva, quella di saper cogliere la felicità. Nel mio libro sostengo che i ragazzi con la sindrome di Down sono diventati i miei supereroi perché hanno il potere inconsapevole non solo di compiere l’impossibile ma anche di insegnarti a fare altrettanto. E anche i gesti diventano importanti come un abbraccio. Abbracciarsi è più urgente di tutto il resto. Allora mi domando se sia più normale abbracciarsi oppure passare ore a smanettare con il telefonino o misurare l’amicizia dal numero di like sui social. Lavorando con loro in teatro e per il film mi hanno aperto nuovi orizzonti. Ho capito che la vera felicità la puoi trovare dappertutto nella diversità, nella normalità, persino nel dolore».

Lo spettacolo racconta la bellezza che risiede nella “diversità”, che è l’unica cosa che accomuna proprio tutti”

Sul palco del Creberg con Paolo al pianoforte c’è l’ex moglie Claudia Campolongo dalla quale ha divorziato nel 2015 ma con la quale è rimasto in ottimi rapporti. Entrambi si sono rifatti una vita, l’ex moglie con un ex collaboratore di Paolo, lui con Diana Del Bufalo, ex allieva del programma “Amici” di Maria De Filippi conosciuta sul palco di “Colorado” e conquistata con i suoi occhi blu e le sue battute. E magari anche con i suoi tatuaggi, un’altra delle grandi passioni di Paolo. Ne ha svariati soprattutto ispirati al mondo dei fumetti: sulla schiena ha personaggi della Looney Toones, Gatto Silvestro e Wile E. Coyote.

Per Paolo, “Colorado” non è stato solo il programma dove ha trovato l’amore. È stato il suo vero trampolino di lancio, anche se la sua biografia è lunga e ricca. Esordisce nel mondo dello spettacolo partecipando a spot pubblicitari e al film “Ovosodo” di Paolo Virzì nel quale interpreta il ruolo di un antipatico compagno di classe del protagonista. Per diversi anni lavora come animatore in numerosi villaggi vacanze. Appassionato di cinema fonda l’Associazione cinematografica “Nido del Cuculo” con la quale organizza eventi, festival, realizza documentari, spettacoli teatrali e musical. E poi partecipa a tanti programmi tra cui “Bla bla bla” con Lillo e Grerg, “Stracult “con Marco Giusti, fino a “Colorado” con Belen Rodriguez. Intanto scrive anche libri tra cui “Odio Ergo sum”, “Telefona quando arrivi” e l’ultimo “La sindrome di Up”, e gira anche una ventina di film. Tra i tanti “Natale a Miami”, “Natale a New York” “Super vacanze di Natale” e via dicendo. Ma il suo impegno oggi è nello spettacolo “Up&Down” con la compagnia Mayor Von Frinzius «Un progetto che nasce dalla mia amicizia con Lamberto» racconta. «Quattro anni fa gli ho detto perché non ci mettiamo d’accordo e facciamo uno spettacolo con la tua compagnia e con le mie follie? Ed ecco “Up &Down».

a cura DI LUCIO BUONANNO
Ph: Teo Di Biase, Mario Iovinella, Chiara Calabrò

 

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