La bellezza che viene dal freddo. Meno rughe e una pelle più giovane con la crioterapia localizzata

crioterapia


Vorreste una pelle più giovane e luminosa ma avete paura di aghi e interventi? Provate con il freddo. È questa una delle nuove tendenze delle celebrities di tutto il mondo: dopo esser state conquistate dalle basse temperature della criosauna (usata in ambito sportivo per favorire il recupero dopo traumi o infortuni), la nuova frontiera è la crioterapia (letteralmente “terapia del freddo”) localizzata sul viso. Ne parliamo con Massimo De Nardi, che da anni si occupa di crioterapia in vari ambiti.

Di che cosa si tratta? In che modo il freddo agisce sulla pelle?
Si tratta di un trattamento non invasivo che si basa su un flusso di vapori di azoto che raggiunge temperature bassissime, attorno ai -160°C, e può essere direzionato su qualsiasi distretto corporeo, compreso il viso. La crioterapia localizzata sul viso, nota negli Stati Uniti come Cryo Facial, è un prezioso alleato per la pelle per diversi motivi. Innanzitutto il freddo induce una vasocostrizione nella zona trattata, a cui segue una vasodilatazione: questo passaggio crea i presupposti per un miglioramento del microcircolo, della capillarizzazione e della vascolarizzazione e quindi una maggiore ossigenazione dei tessuti. Inoltre la crioterapia localizzata induce un effetto antinfiammatorio: questo consente di ridurre le infiammazioni tipiche della pelle del viso, come ad esempio la dermatite atopica, eritemi ed eczemi. A proposito di infiammazioni, è molto utilizzata anche contro l’acne: la vasocostrizione indotta dalle basse temperature causa un ristringimento dei pori, facilitando il passaggio delle sostanze curative che le vengono applicate, migliorando così l’aspetto della pelle e rendendola meno arrossata e più liscia. Si può fare a tutte le età senza alcuna controindicazione, se non per coloro che soffrono di orticaria da freddo e nevralgia del trigemino.

In che modo funziona come trattamento anti-age?
La chiave sta sempre nella vasocostrizione indotta dal freddo che ricompatta i tessuti, dando la sensazione di una pelle liscia e tirata. Ciò favorisce anche la riduzione delle occhiaie e delle borse sotto gli occhi. Queste basse temperature inducono inoltre un’accelerazione del metabolismo cellulare, stimolando la produzione di collagene ed elastina, proteine che vengono prodotte dalle cellule del derma (parte più profonda della pelle) e conferiscono alla pelle maggiore elasticità e morbidezza. La produzione di collagene ed elastina si riduce con l’età: l’attività dei fibroblasti, le cellule specializzate che quotidianamente producono queste proteine, risulta meno efficiente ed i tessuti ne risentono. Da qui la comparsa delle rughe, soprattutto nelle zone del viso soggette a contrazioni, ovvero quelle in cui si trovano i muscoli mimici facciali. L’area trattata può essere estesa dal viso al collo e alla base del mento, ovvero nelle aree in cui si nota maggiormente il cedimento dei tessuti e la lassità della pelle.

È una tecnica sicura?
Sì, nonostante lavori con un flusso di azoto a una temperatura di -160°C, si tratta di una metodica sicura. Il dispositivo è dotato infatti di due importanti indicatori, ovvero un termometro a infrarossi che rileva la temperatura cutanea dell’area trattata e un indicatore di distanza che consente all’operatore di lavorare al meglio. Conoscere in tempo reale questi parametri permette infatti di direzionare al meglio il flusso di aria fredda, lavorando in sicurezza e con un’intensità tale da raggiungere i risultati desiderati senza incorrere in situazioni spiacevoli come ad esempio delle ustioni da freddo.

Quante sedute sono necessarie per vedere gli effetti?
Già dalla prima seduta si può vedere la pelle più compatta. Per ottenere risultati significativi, comunque, si prevede, per un pelle in un buono stato di salute, una frequenza di una/due volte a settimana (ogni seduta dura circa 12 minuti), mentre a chi ha una pelle mediamente compromessa si consiglia un ciclo iniziale di almeno cinque/sei sedute ravvicinate, seguite da un programma di mantenimento.

a cura di Maria Castellano
con la collaborazione del DOTT. MASSIMO DE NARDI
Dottore in Scienze motorie 
Krioplanet Treviglio

 

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