In ferie con i figli del nuovo/a partner? I consigli per evitare sorprese e mettere le basi per la nuova famiglia XL

ansiafamiglia allargata


Le vacanze sono un momento tanto atteso per le famiglie: sono un periodo speciale in cui lasciare da parte gli impegni della vita quotidiana e godersi il tempo libero tutti insieme. Per le famiglie allargate con figli nati da precedenti relazioni, però, la vacanza potrebbe andare incontro a qualche complicazione. Per questo è importante prendere qualche precauzione. Come ci spiega la dottoressa Sofia Raffa.

Dottoressa, esiste un momento giusto per cominciare a pensare a una vacanza con la famiglia allargata?
Meglio procedere per step: se la relazione è agli inizi e i figli non conoscono bene il nuovo partner, è sconsigliato andare in vacanza insieme. Da un lato una nuova coppia ha bisogno di sperimentarsi da sola a tempo pieno e di conoscere una diversa intimità. Le vacanze rappresentano un banco di prova in cui i partner si sperimentano in una sorta di convivenza: si sta insieme tutta la giornata, si passano momenti piacevoli, si impara a condividere gli spazi e si risolvono piccoli e grandi inghippi del quotidiano. Dall’altro lato è importante dare ai bambini del tempo per conoscere il nuovo partner e viceversa, organizzando prima delle brevi uscite, poi una cena, una gita… andando cauti. Quando la relazione di coppia e la conoscenza da parte del bambino diventano consolidate, allora si può progettare di partire tutti insieme!

Una volta partiti, che consigli possiamo dare per far sì che la convivenza fili nel modo migliore possibile? 
Innanzitutto è importante che i partner si comportino nel modo più naturale possibile, senza esagerare per accaparrarsi una buona impressione: niente regali extra, troppi baci e abbracci o troppi complimenti. I bambini capiscono quando gli adulti non sono sinceri! Inoltre, se ci sono situazioni conflittuali tra gli ex coniugi, il nuovo partner dovrebbe esimersi dall’assumere il ruolo di “sostituto” e dal criticare il genitore assente o entrare in competizione con lui. Esistono poi altri accorgimenti che possono essere utili.

> Osservare il bambino e capire cosa gli può fare piacere: alcuni apprezzano il contatto fisico; altri sono più diffidenti e hanno bisogno di studiare la persona che hanno vicino prima di lasciarsi andare. Questo tempo va rispettato. Per iniziare si potrebbe fargli qualche domanda per conoscerlo meglio, farsi conoscere o chiedergli: “ti va di fare qualcosa insieme?”.
> Concedere al bambino di essere geloso o arrabbiato: ha bisogno del suo tempo per accettare il nuovo partner di mamma o papà e sopprimere o sminuire queste emozioni potrebbe fargli male, farlo sentire sbagliato, non capito, provocargli un (inutile) senso di colpa. La rabbia e la gelosia vanno accettate anche se spiacevoli; ciò permette al bambino di sentirsi compreso, voluto bene e lo aiuta a superarle in un modo autentico e non per compiacere qualcuno. Spesso i bambini vivono in modo traumatico la separazione dei genitori e hanno bisogno di tempo per metabolizzarla. Per lui, accettare il nuovo partner di un genitore è altrettanto difficile, perché diventa ancor più evidente che i genitori non torneranno insieme.
> Creare dei momenti di esclusività tra bambino e genitore: anche se la famiglia si è allargata, devono rimanere dei momenti speciali solo per lui. Dall’altro lato, il nuovo partner, dovrebbe cercare di concedergli tempo e prendersi dei momenti per fare qualcosa da solo: una passeggiata, leggere un libro, fare una nuotata… Non è necessario che sia presente in ogni istante.
> Non dimenticare le proprie emozioni in relazione al bambino! Imbarazzi, tensioni e desiderio di restare fuori dalle discussioni e da “problematiche educative” è del tutto naturale. È meglio non fare determinate cose perché ci si sente in dovere di farle, ma perché si è pronti ad essere coinvolti. Allo stesso tempo, il genitore non dovrebbe addossare al nuovo partner troppe responsabilità.

Prima di partire, invece, cosa si può fare per “spianare” la strada?
Il nuovo e l’ex compagno dovrebbero incontrarsi prima di partire per le vacanze con il bambino, in modo che lui possa sentirsi leale nei confronti di entrambi i genitori, senza avere segreti da nascondere. A volte i bambini si fanno portatori della rabbia del genitore che rimane a casa: questo aiuta ad attenuarla. Se ci sono i figli di entrambi i partner, devono avere occasione di conoscersi prima di partire. Gelosie e competizioni sono dietro l’angolo! In caso di litigi, è meglio non intervenire, ma spronare i bambini a trovare un accordo in autonomia.

E se non è possibile approfondire la conoscenza prima della partenza?
A volte succede che, per questioni logistiche, non è possibile passare del tempo insieme prima di partire. In questo caso, si raccomanda cautela. Meglio evitare effusioni amorose davanti al bambino. Se in vacanza sono presenti i figli di entrambi i partner si consiglia di evitare competizioni e lasciare che i bambini possano avvicinarsi e conoscersi da soli. Il genitore potrebbe proporre un mediatore, che aiuta i bambini a trovare un qualcosa da condividere: un libro, un gioco in scatola o videogame, un pallone. Affinché la convivenza 24 ore su 24 tra i figli non diventi troppo faticosa, si potrebbe dargli la possibilità di stare anche con altri bambini: al miniclub, in spiaggia, a tavola, etc. Tutti questi piccoli accorgimenti, benché a volte faticosi, possono aiutare a creare una buona relazione tra i membri della nuova famiglia e iniziare col piede giusto!

a cura di Maria Castellano
con la collaborazione della DOTT.SSA SOFIA RAFFA
Psicologa, Psicoterapeuta e Terapista EMDR
Trescore Balneario

 

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