Sole e melanoma: è possibile abbronzarsi senza correre rischi?

sole oncologia


Il sole non va demonizzato. La regola aurea è evitare le scottature, soprattutto da bambini. È il terzo tumore più frequente sotto i 50 anni con un’incidenza nella popolazione che nel tempo è aumentata fino a sfiorare la soglia dei 14mila casi nel 2017. A Bergamo e provincia si contano circa 150 nuovi casi e un’incidenza di circa 14 casi per 100mila abitanti ogni anno. Parliamo del melanoma, patologia di cui esistono diversi sottotipi, ciascuno con caratteristiche differenti. Tra i fattori di rischio le scottature in età infantile. Conoscerlo meglio è il primo passo per prevenirlo e diagnosticarlo, e quindi curarlo, tempestivamente.

Aggressivo e in crescita
Il melanoma è un tumore maligno della pelle che origina dai melanociti, cioè le cellule che sono coinvolte nella pigmentazione cutanea. La maggior parte dei melanomi non insorge su un neo pre-esistente ma su cute sana. Tra i tumori cutanei è quello con maggiore capacità di dare metastasi e biologicamente il più aggressivo. La sua incidenza appare in aumento sia nei maschi (+ 3.1% per anno) sia nelle donne (+ 2.6% per anno). L’aumento di incidenza è in parte dovuto a diagnosi sempre più precoci, con lesioni sottili. A fronte di una diagnosi sempre più precoce per la maggior parte delle lesioni, rimane però un gruppo di melanomi per i quali l’effetto dello screening dermatologico ha un impatto minore in termini di riduzione della mortalità (melanomi nodulari e lesioni a crescita rapida).

Un mix di fattori di rischio
Il melanoma è una patologia multifattoriale in cui entrano in gioco sia fattori di rischio cosiddetti esogeni (cioè esterni), ambientali e genetici. Per quanto riguarda i fattori di rischio ambientali le scottature solari, in particolare durante l’infanzia, e le esposizioni ai raggi UV anche artificiali giocano un ruolo importante. Qualora non si possa evitare l’esposizione prolungata alla luce solare, l’utilizzo di creme con filtro solare o altro metodo di foto-protezione deve essere raccomandato sempre in associazione a tempi di esposizioni ridotti. Altri fattori di rischio per il melanoma includono: il numero di nevi comuni e atipici presenti sulla cute, le caratteristiche fenotipiche (ad esempio pelle e occhi chiari, colore rosso o chiaro dei capelli, facilità ad andare incontro a scottature dopo esposizione ai raggi ultravioletti) e la storia familiare.

Come riconoscere i campanelli d’allarme: il sistema ABCDE e il segno del “brutto anatroccolo”
Le lesioni cutanee sospette devono sempre essere esaminate da un dermatologo esperto, in presenza di un’adeguata illuminazione e con l’ausilio della dermoscopia. Per poter ritenere una lesione meritevole di escissione viene adottato il sistema ABCDE (vedi tabella). Un altro indicatore clinico utilizzato per il riconoscimento dei melanomi è il segno del “brutto anatroccolo”, ovvero un nevo con caratteristiche diverse rispetto agli altri nevi dello stesso individuo: in questo caso la possibilità che sia un potenziale melanoma è più elevata.

La prima regola di prevenzione? Evitare le scottature, soprattutto nei bambini
L’esposizione solare graduale, nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, l’utilizzo di filtri solari, sembrano essere protettivi. Prendere il sole in modo intelligente facilita la formazione di vitamina D biologicamente attiva e in effetti, a parità di gravità del melanoma, i pazienti con bassi livelli di vitamina D hanno una prognosi peggiore.

Quattro sono i messaggi importanti per la prevenzione:
> fare visite dermatologiche periodiche;
> evitare le scottature da raggi ultravioletti, soprattutto durante l’infanzia;
> utilizzare creme con filtro solare o altro metodo di foto-protezione;
> educare i genitori e i bambini nelle scuole e in famiglia ad avere un rapporto sano con il sole e la propria pelle.

La terapia: chirurgia o farmaci a bersaglio molecolare a seconda dello stadio e della tipologia
Negli stadi iniziali la terapia cardine è la rimozione chirurgica (la guarigione dopo chirurgia è pari al 90%), mentre negli stadi più avanzati l’utilizzo delle nuove terapie ha migliorato in modo significativo le aspettative di guarigione, sia riducendo il rischio di recidiva sia la sopravvivenza nella malattia metastatica. Due sono in particolare le strategie terapeutiche sistemiche che hanno rivoluzionato il trattamento del melanoma negli ultimi anni: la terapia mirata sulla base delle caratteristiche molecolari e l’utilizzo di farmaci che modulano l’attività del sistema immunitario.

Il melanoma insorge prevalentemente sulla pelle sebbene in rari casi può comparire nelle mucose o a livello oculare e in particolare a carico dell’uvea (membrana ricca di vasi sanguigni che nutre l’occhio)”

Presso l’ASST Papa Giovanni XXIII è attivo il gruppo multidisciplinare melanoma per l’attività clinica e di ricerca, che rappresenta il cuore pulsante del progetto melanoma in ospedale.

Più aumenta la latitudine, più sale l’incidenza Nell’Unione Europea l’incidenza di melanoma è di 9-10 casi/100.000 per anno; tende ad aumentare con la latitudine con maggiore prevalenza nelle popolazioni con scarsa pigmentazione (12-17 casi/100.000 per anno) rispetto a quelle dei paesi mediterranei (3-5 casi/100.000 per anno).

Il sistema ABCDE
A Asimmetria
B Bordi irregolari
C Colore irregolare
D Dimensioni (diametro > 6 mm)
E Evoluzione

Prevenzione e sostegno ai pazienti a misura di APP
Nasce all’interno del progetto “Melanomi, le differenze contano. Parliamone insieme”, iniziativa dei pazienti per i pazienti, realizzata con il patrocinio di IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, l’app Melanomi. Disponibile su Play Store e App Store è un alleato digitale pensato per essere ancora più vicino ai pazienti, che raccoglie le informazioni sulla malattia, gli stili di vita e i bisogni psicologici emersi durante gli incontri con i medici degli 11 ospedali italiani che hanno aderito al progetto. Si chiama invece “Clicca il neo”, la app dedicata alla prevenzione del melanoma, creata dagli esperti del GISED. In pochi semplici passi è possibile inviare un’immagine della propria cute e ricevere una prima valutazione specialistica.

A cura del Dott. MARIO MANDALA'
Direttore dell’Unità di Oncologia del Melanoma ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo