Infestazioni da pidocchi. Uno sgradevole grattacapo

pidocchi

Con il ritorno in classe torna anche il rischio di ritrovarsi degli sgraditi ospiti tra i capelli, i pidocchi, piccoli parassiti che, attaccandosi ai capelli, causano un’infestazione chiamata pediculosi. A differenza di quanto molti pensano non è indice di scarsa igiene: i pidocchi non fanno distinzioni e si trovano benissimo su tutte le teste. Come prevenire e risolvere il problema? Lo abbiamo chiesto alla dottor Maurizio Pagnoncelli Folcieri.

Dottor Pagnoncelli, che tipo di parassiti sono?
Esistono tre tipi di pediculosi (del corpo, pube e capo) causate da tre diverse specie di pidocchio. Qui ci occuperemo solo della terza, molto più frequente delle altre e dovuta alla specie Pediculus Humanus Capitis. Si tratta di un insetto lungo circa due millimetri e mezzo, di colore grigio, non alato; le zampe sono munite di uncini che gli consentono di attaccarsi fortemente al capello e al cuoio capelluto. Il pidocchio dispone di una bocca che gli consente di perforare la pelle e di succhiare il sangue, di cui si nutre, rilasciando al contempo una sostanza anticoagulante, che spesso è responsabile della sensazione di prurito che accompagna le infestazioni.

Come si fa a essere certi che ci sia un’infestazione in corso?
Il prurito è il sintomo rivelatore della possibile infestazione. Se il bimbo si gratta la testa quindi va subito controllato: mettetelo seduto, col capo reclinato in avanti, sotto una fonte di luce intensa e controllate tutto il capo, area per area, meticolosamente. Se ci sono pidocchi, si vedono e non è possibile confonderli con altro; se ci sono lendini (ovvero uova), si vedono ed è facile distinguerle da eventuale forfora, sia per le dimensioni sia per l’aspetto sia per il fatto che sono fortemente fissate al capello. Le lendini distanti più di due centimetri dal punto d’attacco del capello sono state deposte da più di dieci giorni e sono quindi lendini già schiuse e vuote oppure morte. In entrambi i casi non possono dar luogo a un’infestazione; tuttavia la loro presenza rivela che un’infestazione c’è stata e potrebbe essere comunque ancora in atto.

Cosa si può fare per rimuoverli?
Prima di tutto, non drammatizzare: la situazione è sgradevole, ma non pericolosa. In presenza di lendini o di pidocchi, è necessario un trattamento specifico al più presto. Oggi sono disponibili prodotti antiparassitari perfettamente tollerati, molto efficaci e solitamente risolutivi con una sola applicazione, se ben eseguita, sia nei confronti delle forme adulte sia delle lendini. Altri antiparassitari, attivi solo sulle forme adulte, richiedono una seconda applicazione a distanza di sette giorni, per eliminare gli adulti sviluppatisi da eventuali lendini non rimosse. Dopo aver ucciso gli indesiderati ospiti è altrettanto importante procedere a un’accurata e totale rimozione di tutti gli adulti morti e di tutte le lendini. La rimozione richiede una buona fonte di luce e l’uso di uno specifico pettine a denti fitti. Per facilitare il distacco delle lendini è utile utilizzare appositi shampoo a pH acido oppure passare i capelli con una soluzione di acqua e aceto in parti uguali (il pH acido è in grado di sciogliere la colla con cui la lendine è stata fissata al capello). Se il bambino è stato opportunamente disinfestato, può tranquillamente tornare a scuola il giorno dopo, ma è importante che l’infestazione venga segnalata agli insegnanti.

Quali sono le strategie per limitare il contagio?
Se viene comunicato che ci sono casi di pediculosi nella classe o nella scuola, è opportuno controllare attentamente la testa del bambino ogni giorno al rientro a casa, fino all’esaurirsi dello “stato di allerta”. Ciò consentirà l’intervento immediato in caso di infestazione e ne impedirà il diffondersi. È inoltre opportuno un controllo su tutti i componenti della famiglia, soprattutto se bimbi. Non serve tagliare i capelli né rasarsi a zero. È anche possibile applicare ogni mattina soluzioni repellenti a base di oli essenziali, capaci di creare un ambiente sfavorevole all’insediamento del pidocchio. Sono prodotti ben tollerati, di facile applicazione ed efficaci. Indumenti e biancheria da letto, senza richiedere lavaggi particolari, possono essere disinfestati semplicemente isolandoli in un sacco per 24 ore.

Conosciamoli meglio
> I pidocchi non possono essere trasmessi all’uomo da altri animali, né dall’uomo agli animali domestici.
> Lontano dall’organismo ospite (per esempio su indumenti o oggetti) i parassiti possono sopravvivere al massimo per un paio di giorni.
> Non saltano e non volano; si trasmettono esclusivamente per contatto diretto, passando da una testa all’altra o più raramente transitando dalla testa a un indumento (un cappello, una sciarpa) e da qui al nuovo ospite.
> La femmina depone fino a dieci uova (lendini) e le fissa con una colla al capello, molto vicino al cuoio capelluto. Hanno forma ovoidale, colore bianco perlaceo, dimensioni di circa un millimetro. Dopo sette giorni le uova si schiudono, dando origine alle ninfe, la forma immatura del pidocchio. Dopo sette/tredici giorni le ninfe si trasformano in individui adulti in grado di riprodursi.


La rimozione? Deve essere totale!
Le lendini morte ma non rimosse non sono distinguibili da quelle vive e possono quindi indurre in errore, facendo pensare a una nuova infestazione (anche se in realtà non possono causarla). Si rischia di non capir più nulla: gli operatori scolastici possono erroneamente ritenere il bambino ancora infestato e rimandarlo a casa; inoltre nell’incertezza si rischia di ripetere trattamenti superflui.

a cura DI MARIA CASTELLANO
con la collaborazione del DOTT. MAURIZIO PAGNONCELLI FOLCIERI
Farmacista
Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bergamo

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