Tosse: quando preoccuparsi?

TOSSE

Meccanismo di difesa fisiologico e indispensabile, non si deve sottovalutare ma evitiamo “allarmismi” eccessivi. Può essere secca o grassa. Persistente o manifestarsi in particolari momenti della giornata. È la tosse, un disturbo molto comune soprattutto in questa stagione fredda, in cui va di pari passo con l’influenza e le sindromi parainfluenzali. Un problema che spesso preoccupa molto i genitori, anche più del dovuto.

«Una delle ragioni di questa grande preoccupazione è che nella nostra memoria, anche a livello inconscio, permane la paura di patologie come la polmonite, che soltanto un secolo fa, mieteva tantissime vittime in tenera età» osserva la dottoressa Erminia Ferrari, pediatra. «Gli antibiotici, fortunatamente, hanno cambiato il volto del mondo e ormai, ai giorni nostri, di polmonite non si muore più, a esclusione di casi clinici gravi e complicati in partenza. Non bisogna dimenticare, invece, che la tosse è un meccanismo fisiologico che il nostro organismo mette in atto per liberare le vie aeree da un accumulo di muco e/o dalla presenza di sostanze irritanti per la mucosa. Quindi rappresenta una difesa fisiologica, necessaria e indispensabile».

Cominciamo dalla tosse grassa, molto frequente tra i più piccoli. A cosa può essere dovuta e cosa si può fare per risolverla e limitare il fastidio?
I bambini, a causa della non completa maturazione dell’apparato immunitario, soprattutto nei periodi di cambi stagionali e ai primi freddi, sono più esposti alle infezioni virali delle alte vie aeree (il cosiddetto raffreddore) che sono caratterizzate per lo più da manifestazioni catarrali. Quando le secrezioni catarrali sono chiare, anche se importanti come quantità, non c’è da preoccuparsi. In questi casi è necessario liberare il naso, attraverso lavaggi con soluzioni e/o spray salini, che aiutano a diminuire l’accumulo catarrale e quindi la tosse stessa. Si può inoltre favorire la risoluzione dei sintomi con la somministrazione di sciroppi o granulati mucolitici, non necessariamente farmacologici, ma anche di derivazione naturale erboristica (ad esempio a base di grindella, miele, propoli, plantaggine, ribes, timo) e/o di formulazione omeopatica (ad esempio a base di drosera, ribes nero). Anche l’aerosol, se ben tollerato, eseguito solo con della soluzione fisiologica salina, offre molti benefici. Il merito è del sale, che rappresenta uno dei più efficaci mucolitici esistenti in natura. A questo proposito si possono associare anche sedute dentro le grotte di sale (che sono oltretutto molto amate dai bambini, perché momento di gioco con la mamma o con il papà), cercando di scegliere non la struttura più economica, ma quella maggiormente attrezzata.

Quando invece la tosse può diventare preoccupante?
Quando si accompagna a secrezione catarrale con muco giallastro o verdastro e/o febbre, soprattutto se elevata (ovvero al di sopra dei 38,5°C) e caratterizzata da un’insorgenza con brividi. In questi casi è bene sottoporre il bimbo a una valutazione da parte del pediatra, per escludere patologie più importanti delle basse vie aeree. Infatti, a seconda dell’età del bambino, la tosse può essere sintomo e segno di bronchiti e bronchioliti (nei più piccolini) o di polmoniti e broncopolmoniti. La valutazione è fondamentale per instaurare precocemente la terapia più adeguata.

La tosse secca, invece, da cosa può essere causata?
La tosse secca, “abbaiante” o “da foca” può essere sintomo di laringiti o laringotracheiti, soprattutto se associata a raucedine fino ad arrivare alla disfonia/afonia. Anche in questo caso, è consigliabile una visita pediatrica. Se l’insorgenza è notturna o serale e il bambino, comunque, respira bene, in attesa della valutazione del proprio pediatra, si può iniziare una terapia aerosolica con beclometasone o budesonide associato a salbutamolo o ipratropio bromuro (i dosaggi verranno indicati dal pediatra di fiducia). Se, invece, il bambino respira male, producendo dei suoni aspri provenienti dalla gola (il cosidetto cornage, rumore inspiratorio musicale di cornamusa) è segno di laringospasmo.

Di cosa si tratta?
Il laringospasmo è una contrazione spastica improvvisa, involontaria e incontrollata dei muscoli della laringe che può associarsi anche a contrazione spastica delle corde vocali. In questo caso, il bambino riesce a parlare con difficoltà, presenta una tosse convulsa e incessante ed è agitato. Il consiglio è non agitarsi, per non agitare maggiormente il bambino. Il vapore con oli balsamici può risolvere la crisi, a volte in modo anche rapido. Ma se ciò non accade è necessaria una valutazione clinica urgente. Nel caso di bambini con predisposizione al broncospasmo e/o notoriamente asmatici, le mamme e i papà, di solito, hanno già delle indicazioni da parte del pediatra di fiducia e sanno come affrontare la crisi respiratoria, in quanto, in casa, hanno già i farmaci per la terapia di controllo della patologia, come corticosteroidi (beclometasone, fluticasone ad esempio), beta agonisti a breve durata d’azione (salbutamolo ad esempio) e antimuscarinici (ipratropio ad esempio) inalatori. Le mamme e i papà dei bambini asmatici in genere hanno anche in casa corticosteroidi a breve durata d’azione da somministrare per via orale, come il betametasone in compresse effervescenti, che nelle crisi acute è assolutamente necessario. Se però la crisi asmatica non si risolve, bisogna andare al pronto soccorso per una valutazione clinica e una terapia urgente; suggerimento che vale anche nel caso di un primo attacco asmatico o asmatiforme (broncospasmo), caratterizzato da tosse incessante accompagnata da i cosiddetti “fischi”. In conclusione, un ultimo consiglio: ricordare sempre che affrontare la tosse dei bambini con un atteggiamento ansioso, non li aiuta, rallentandone spesso la guarigione.

Diventa cronica se…
Si parla di tosse cronica quando dura per più di quattro settimane. A differenza degli adulti in cui dipende spesso da asma, rinosinusite e reflusso gastro-esofageo, nel bambino, specialmente in età prescolare, la cause principale è la bronchite batterica protratta. Questa patologia è caratterizzata da una tosse catarrale. Nella maggior parte dei casi si risolve con terapia antibiotica mirata e prolungata.

A cura di ELENA BUONANNO
ha collaborato con la DOTT.SSA ERMINIA FERRARI
Esperta in Omeopatia Pediatrica
- A GORLE -

 

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