Più fibre e farine integrali: così previeni la diverticolite

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La chiamano anche "appendicite sinistra", perché si manifesta con un dolore addominale localizzato a sinistra, sotto l'ombelico. È la diverticolite, ovvero l'infiammazione dei diverticoli, piccole "sacche" nel rivestimento del colon che si rigonfiano verso l'esterno, un problema sempre più frequente non solo tra le persone di una certa età. La prima prevenzione? Modificare la dieta aumentando il consumo di fibre e acqua e regolarizzare l'intestino.

Diverticoli: sacchettini che "escono" dalla parete del colon
I diverticoli del colon sono piccole e medie erniazioni ("fuoriuscite"), a forma di sacchetto, della mucosa e sottomucosa del colon che progressivamente si gonfiano sporgendo verso l'esterno. Per rendere l'idea, l'immagine più vicina a questo processo è quella di una camera d'aria di una bicicletta che fuoriesce dal copertone lesionato formando un piccolo palloncino. Si stima che il 50% delle persone (percentuale in costante aumento) sopra i 50 anni, nei Paesi occidentali, abbia nel colon questi "sacchettini" e quindi abbia quella che in termini medici si chiama diverticolosi, una condizione clinica, non una patologia, che però può complicarsi dando origine alla diverticolite, cioè l'infiammazione acuta dei diverticoli (in alcuni casi è dovuta al fatto che al loro interno entrano residui alimentari, come residui vegetali non digeribili, semi, bucce di frutta o verdura, oppure coproliti, formazioni di feci piccole e dure come sassolini).

Attenzione alla stitichezza
Oggi si sa per certo che una dieta in cui si è ridotto il consumo di fibre grezze (integrali e non raffinate) a favore di farine raffinate (bianche), può favorire il cedimento localizzato della parte del colon e quindi la comparsa, dopo i 45/50 anni, di diverticoli. Questa teoria è avvalorata dal fatto che nei Paesi cosiddetti in via di sviluppo, in cui le fibre grezze vengono consumate regolarmente, il problema della diverticolosi è nettamente ridotto. Anche la stipsi è un'altra causa che favorisce la diverticolosi per aumento della pressione all'interno del colon.

I sintomi, dal gonfiore addominale al dolore acuto
Molte persone con la diverticolosi non hanno alcun sintomo, se si escludono flatulenza e gonfiore addominale (sintomi peraltro comuni ad altri problemi come l'intestino irritabile o semplice stitichezza). Se però i diverticoli si infiammano compare un improvviso dolore a sinistra nella parte bassa dell'addome (fossa iliaca) con nausea, febbre, vomito, raramente sanguinamento rettale. Quest'ultimo sintomo può mascherare anche la presenza di un tumore del retto-sigma (tratto finale del colon) e necessita sempre di una valutazione con colonscopia o radiografia del colon (clisma opaco o in casi rari colonscopia virtuale e raggi X). In una piccolissima percentuale di casi, se l'infiammazione si aggrava, si può verificare l'ascesso del diverticolo che può evolvere in perforazione, un'evenienza rara ma pericolosa.

"Riposo intestinale" e antibiotici nella fase acuta…
La cura della diverticolite consiste nel "riposo intestinale", ovvero nella sospensione dell'introduzione di cibo e in una dieta liquida (brodo, spremute di frutta purché filtrate etc.) per qualche giorno, associata a una terapia antibiotica fino a che i sintomi non scompaiono. Se la cura medica, però, non dà gli effetti sperati diventa necessario intervenire chirurgicamente con l'asportazione del tratto intestinale interessato. Oggi la tecnica più innovativa è la chirurgia laparoscopica, efficace e meno pesante per il paziente.

…fibre e acqua per prevenirli
In caso di episodi frequenti di diverticolite è consigliabile seguire un trattamento preventivo con una profilassi antibiotica mensile (per circa 7 giorni al mese) e un'adeguata dieta con mucillagini o fibre solubili (si trovano in farmacia) per mantenere la regolarità intestinale. Un aumento della quantità delle fibre, oltre a ridurre il rischio di diverticolite, può aiutare anche ad alleviare i sintomi della diverticolosi, qualora presenti. Via libera quindi a farine integrali e ricche di fibre (kamut, farro, avena, crusca etc.), frutta e verdura (tranne quelle ricche di semi) e acqua, almeno 1 litro e mezzo al giorno.

a cura del Dott. ANDREA BALDUCCI
Specialista in malattie dell'Apparato Digerente a Bergamo

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