Se il bimbo ha un occhio pigro. Come riconoscerlo e come curarlo

Illustrazione Laura Pagnoncelli

Riguarda quasi 5 bambini su 100. Ma anche per i genitori più attenti spesso è difficile accorgersi della sua sua presenza: il bambino usa solo un occhio, ma compensa con l’altro e, quindi, sembra che ci veda bene lo stesso. È l’ambliopia, detta anche “occhio pigro”, uno dei buoni motivi per programmare un controllo oculistico non oltre i 4-5 anni, prima dell’inizio della scuola. Riconoscere il disturbo in tempo, entro gli 8-9 anni, è molto importante. Lo sviluppo visivo di un occhio si completa infatti intorno ai 9 – 10 anni, dopodiché è estremamente difficile recuperare la vista in un occhio ambliope. Ma perché viene? Come si diagnostica? E come si può curare? Lo abbiamo chiesto al dottor Giovanni Fumagalli, oculista.

Dottor Fumagalli, cosa si intende più precisamente per occhio pigro?
Per occhio pigro s'intende un occhio che non abbia maturato una visione completa dal punto di vista funzionale, cioè non riesca a raggiungere i dieci decimi che sono il parametro di riferimento, durante l’esame dell’acuità visiva, di una vista normale. L’occhio pigro o ambliopia può essere parziale, con l’incapacità di leggere alcuni decimi, o profondo con l’incapacità di distinguere anche il primo decimo. In queste situazioni il bambino “non usa” involontariamente un occhio, cercando di compensare con l’altro.

A che età si manifesta in genere?
L’occhio pigro è una condizione congenita. Può essere mono o bilaterale (condizione molto rara) a seconda delle cause. Si manifesta con alcuni segnali nei primi anni di vita. I genitori dei bambini affetti da ambliopia possono notare difficoltà nella visione, una scarsa capacità di afferrare gli oggetti o distinguerne la tridimensionalità o, in alcuni casi, una difettosa posizione dello sguardo (strabismo) mono o bilaterale. A volte però, quando l’occhio pigro è monolaterale, è molto difficile capire che è presente il difetto perché il bambino vede bene lo stesso e non segnala affatto problemi visivi o deficit dell’attività. Quindi questo stato è molto insidioso perché il piccolo paziente può crescere non curando questo problema nell’età in cui è risolvibile.

Da cosa è causato o quali condizioni possono favorirne la comparsa?
La causa principale è la presenza di un difetto visivo congenito. I due difetti più frequenti sono l’ipermetropia e l’astigmatismo che spesso si associano tra loro. Esistono anche ambliopie molto gravi e poco curabili dovute a miopie elevate congenite o neonatali soprattutto quelle monolaterali. Un'altra causa di ambliopia può essere un trauma o una lesione corneale avvenuta nel periodo dello sviluppo visivo del bambino e trascurata. In questo caso l’ambliopia è acquisita ed è legata al fatto che l’occhio colpito dal trauma non presenta le condizioni di uno sviluppo visivo ottimale. Altra causa è la presenza di una cataratta congenita, magari lieve, che non permette all’occhio di avere l’ideale trasparenza per una buona visione. In questi casi anche un tempestivo intervento di rimozione dell’opacità non permette di recuperare completamente la funzionalità dell’occhio malato.

Come si diagnostica?
La diagnosi viene fatta durante una visita oculistica. Ricordo che, proprio per prevenire questo problema, ogni bambino in età prescolare (4-5 anni) dovrebbe essere portato in un ambulatorio oculistico per una visita proprio per prevenire e curare l’occhio pigro. Nel caso si accertasse una ambliopia sarà molto utile una visita ortottica durante la quale uno specialista, valutando i movimenti oculari e le posizioni viziate degli occhi, verificherà la presenza o assenza di strabismo e consiglierà le opportune cure.

Come si cura?
La cura dell’occhio pigro, a parte i rari casi dovuti a patologie oculari, è correggere adeguatamente il difetto visivo e sottoporre il bambino a esercizi che stimolino il recupero funzionale dell’occhio difettoso, facendolo lavorare. Questi esercizi vengono consigliati dall’ortottista e devono essere effettuati un occhio alla volta eseguendo quella che viene chiamata “occlusione” cioè coprendo l’occhio controlaterale. Devono essere eseguiti con costanza e almeno per 3 - 4 ore al giorno anche per anni per avere risultati.

BAMBINI L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE
Se l’ambliopia non viene corretta per tempo può causare la perdità di capacità visiva di uno o entrambi gli occhi. Questo significa che viene meno la visione binoculare tridimensionale: non si riescono più ad apprezzare né la profondità né le distanze degli oggetti.

a cura di MARIA CASTELLANO
con la collaborazione del DOTT.GIOVANNI FUMAGALLI
Medico Oculista
- RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI OCULISTICA DI HABILITA -
Illustrazione Laura Pagnoncelli

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