Le nuove tecnologie per sconfiggere miopia, ipermetropia e astigmatismo

chirurgia refrattiva

Sono milioni gli italiani con problemi di vista. Tra i più frequenti -destinati ad aumentare nei prossimi anni complice anche il nostro stile di vita (utilizzo frequente di dispositivi elettronici, poco tempo trascorso all’aperto etc.)- ci sono i cosiddetti difetti refrattivi, disturbi visivi con i quali tutti, direttamente o indirettamente, prima o poi dobbiamo fare i conti: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia. In molti casi gli occhiali e le lenti a contatto non bastano o comunque non rappresentano la soluzione migliore o la più comoda (basti pensare a chi fa molto sport). Un’alternativa efficace e sicura oggi è la chirurgia refrattiva, il cui obiettivo è proprio correggere i difetti della vista, in particolare miopia, ipermetropia, astigmatismo.

Un fascio di luce per vedere meglio: a eccimeri o femto, ma sempre laser
La chirurgia refrattiva si avvale dell’uso di strumentazioni laser: a eccimeri (con tecnica Prk) o femtolaser (con tecnica Lasik). Il primo agisce rimodellando la superficie anteriore della cornea, la prima lente dell’occhio, dopo che meccanicamente viene asportato l’epitelio di superficie (con una procedura chiamata disepitelizzazione). Si scolpisce una “lente a contatto naturale” del potere diottrico desiderato per la correzione del difetto. Solo la precisione del raggio laser può permettere di asportare lembi di tessuto corneale di un micron (un millesimo di millimetro) a ogni “spot” (colpo). Il femtolaser viene invece usato per tagliare sagittalmente la cornea e in seguito si procede con l’utilizzo del laser a eccimeri. La differenza sta nel fatto che questo secondo strumento consente di correggere anche difetti visivi più importanti. In entrambi i casi, perché l’intervento abbia gli esiti desiderati, è fondamentale la fase pre-operatoria e in particolare l’esatta valutazione del difetto refrattivo, della curvatura e dello spessore corneali, del diametro della pupilla. Da questi dati deriva un programma computerizzato altamente personalizzato per il trattamento di ogni occhio. Per questo motivo vengono effettuati con grande attenzione gli esami preliminari e questi parametri vengono valutati più volte.

Sorridi! Tempi di ripresa più brevi e meno stress con la tecnica Smile
Smile (SMall Incision Lenticule Extraction) è una denominazione ancora poco conosciuta tra i non addetti ai lavori, ma nel novembre 2017 nel mondo è stato festeggiato il raggiungimento del milione di procedure, di cui 5.000 solo in Italia. È una metodica di trattamento laser per la correzione della miopia. Il sogno del chirurgo è utilizzare una metodica poco invasiva; il sogno del paziente è il recupero funzionale nel più breve tempo possibile. La tecnica Smile, con il suo taglio di soli due millimetri, soddisfa queste due richieste. Il femtolaser prepara all’interno della cornea, con due tagli (uno inferiore e l’altro superiore, alla profondità stabilita dal chirurgo in base alle caratteristiche dell’occhio), un dischetto (lenticolo) dello spessore richiesto dal valore di correzione voluto. Attraverso una microincisione di circa due millimetri, sempre praticata dal femtolaser, il chirurgo estrae il lenticolo. Quanto più elevato è il valore di correzione richiesto, tanto più spesso sarà il lenticolo. La precisione del femtolaser, vero e proprio laser chirurgico, è inimmaginabile per qualsiasi tipo di bisturi, trattandosi di un’emissione calcolabile, appunto, in femtosecondi. La superficie corneale, quindi, viene rispettata al massimo, la ripresa funzionale del paziente è molto veloce, calcolabile in pochi giorni e l’assestamento del tessuto avviene in tempo reale. Inoltre questa metodica rispetta le terminazioni nervose corneali anteriori, mantenendo inalterata la sensibilità corneale che nelle metodiche tradizionali (Prk e femtolaser con tecnica Lasik) viene recuperata dopo alcuni mesi dal trattamento. Questa tecnica è praticabile sugli occhi miopi o con astigmatismo associato a miopia, mentre sono esclusi, almeno per il momento, gli ipermetropi.

Basta occhialini da lettura con la ginnastica oculare
Vuoi vederci più chiaro? Sei stanco di dover mettere gli occhiali per leggere il giornale e il cellulare? Da poco è disponibile un’innovativa tecnica per contrastare la presbiopia in modo semplice, indolore e non invasivo. Si tratta dell’elettrostimolazione del corpo o muscolo ciliare, ovvero la struttura della parte anteriore (strato medio) del bulbo oculare che giunge fino all’iride. Questa tecnica si basa sul presupposto che la presbiopia (ovvero la difficoltà a mettere a fuoco da vicino) sia dovuta alla ridotta efficienza contrattile del muscolo ciliare parallelamente a un cristallino sempre meno elastico. La soluzione quindi potrebbe essere “allenare” il muscolo ciliare, obiettivo che si raggiunge appunto con l’elettrostimolazione. Si posiziona un elettrodo a forma di lente a contatto sull’occhio e lo si collega a un generatore di corrente a bassa intensità che trasmette micro impulsi elettrici e stimola la contrazione. Il trattamento dura 8 minuti per occhio. I soggetti che rispondono meglio sono quelli con presbiopia iniziale, tra i 40 e i 50 anni, ma che non hanno ancora iniziato a portare gli occhiali (in questo caso permette di frenare lo sviluppo della presbiopia e in alcuni casi di farla regredire). Per ottenere buoni risultati sarebbe meglio fare le prime tre-quattro sedute ogni 15-20 giorni e successivamente una seduta di mantenimento al mese circa.

Il dolore: Praticamente non c’è
Il trattamento di superficie (Prk) è indolore per il paziente, che ha l’occhio anestetizzato. I fastidi iniziano due-tre ore dopo l’intervento e si protraggono un paio di giorni. Il trattamento femtolaser, invece, è fastidioso nei cinque-sei minuti di esecuzione, ma non dà alcun disturbo al paziente nei giorni successivi al trattamento. In genere la guarigione completa richiede circa due-tre mesi. È utile ricordare che il trattamento laser viene costruito sul valore presente al momento, che deve essere stabile per almeno due anni. Tuttavia non è prevedibile un eventuale cambiamento successivo al trattamento.

a cura del dott. DOTT. GIULIO LEOPARDI
Specialista in Oftalmologia
Smart Clinic Oriocenter

 

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