Come imparare ad accettare le critiche e usarle a nostro favore

adriano merigo

A chi non è capitato, nella propria vita, di ricevere una critica? Da chi ci sta vicino, dai colleghi di lavoro, da persone praticamente sconosciute… e anche da chi meno ce lo aspettiamo. A volte (raramente, ammettiamolo) non ci tocca più di tanto, ma la maggior parte delle volte una piccola critica finisce per occupare più spazio nella nostra mente di moltissimi complimenti. «Ognuno di noi cerca di mantenere una buona immagine di sé; essere criticati non fa piacere a nessuno» osserva la dottoressa Laura Grigis, psicologa e psicoterapeuta.

«Spesso succede di attivarsi in modo eccessivo o ingiustificato anche per una minima critica e ci arrabbiamo, ci offendiamo, oppure ci chiudiamo “a riccio”. Imparare ad accettare una critica e, addirittura, riuscire a farne tesoro è la strada migliore per diventare una persona sicura di sé e libera dal giogo del giudizio degli altri. Per questo motivo è importante aver chiaro che il cambiamento deve avvenire in noi e non in chi ci critica: gli altri potrebbero non smettere mai di farlo, ma saremo noi ad aver imparato ad accettare serenamente, o quasi, le loro critiche. Essere in grado di ascoltare con serenità qualcuno che ci sta muovendo una critica, non farci travolgere dalle emozioni che questo scatena e riflettere su quello che ci stanno dicendo prima di reagire è sicuramente un’arma potentissima in ogni tipo di relazione».

Ma come si fa a ottenere questo “super potere” e a mantenere calma e lucidità di fronte alle critiche?
Vediamo alcune semplici regole che ognuno può personalizzare e provare ad applicare nella propria quotidianità.
➊ Accettatele. Questo è il primo passo: non possiamo evitare di essere criticati, non viviamo su un’isola deserta e quindi ci sarà sempre qualcuno che dirà qualcosa di negativo su di noi; vivere con la convinzione che “devono smetterla di criticarmi” porta inutili frustrazioni.
➋ Evitate di passare al contrattacco: rispondere per le rime è la prima cosa che ci verrebbe da fare, una reazione quasi automatica alla critica dell’altro; in realtà il più delle volte questa reazione è data dall’aver percepito la critica come un attacco al nostro ruolo, alla nostra posizione, al nostro potere, e per questo cerchiamo di rimettere l’altro al suo posto. Ma è sufficiente respirare contando fino a cinque (non serve arrivare a 10…) per disinnescare l’automatismo e valutare se davvero quella singola e specifica critica ha un così grande potere.
➌ Cercate di capire da dove arriva la critica: domandatevi subito “che valore ha nella mia vita la persona che mi sta criticando?”. Se ascoltassimo il giudizio di chiunque perderemmo certamente di vista quelle che sono le nostre opinioni e preferenze; dare peso, invece, alle critiche di chi ci conosce e ci sta a cuore, significa intraprendere la strada del miglioramento
➍ Chiedetevi se c’è del vero nelle critiche che ricevete: diciamo la verità, a volte le critiche fanno così male perché colpiscono proprio il nostro punto debole o perché esplicitano un difetto o una mancanza di cui siamo consapevoli ma che speravamo di aver camuffato bene. Quindi provate a riflettere su quello che, a volte anche sgarbatamente, vi viene detto e utilizzate la critica come uno sprono a migliorarvi.
➎ Mantenete un atteggiamento aperto: ricordatevi sempre che una critica non vi definisce come persone, ma semplicemente fornisce una valutazione su un vostro comportamento; per questo è anche importante chiedere a chi ci sta difronte di essere il più specifico possibile nel muoverci un’osservazione, in modo che poi sia per noi più facile migliorare e non ripetere lo stesso errore. Meglio ancora sarebbe riuscire ad aprire un dialogo con la persona che ha espresso la critica, per ascoltare e magari accogliere un nuovo punto di vista, che arricchirà e sarà di grande aiuto in future situazioni simili.

Alcune volte però le critiche sono palesemente distruttive…
In questi casi applicare le regole citate nella nostra quotidianità diventa davvero difficile: si tratta di giudizi che colpiscono la persona, generici e sempre negativi, mai legati a una specifica situazione. Questo tipo di critica è quella che richiede maggiore sforzo, perché solitamente la volontà dell’altro è la provocazione; spesso l’unica cosa da fare è armarsi di pazienza e mostrare indifferenza. Vivere lontano dalle critiche? È impossibile, ma è invece possibile imparare a liberarci dei loro effetti negativi: accettate le critiche costruttive e usatele per migliorare, ignorate quelle ingiuste e cattive, allontanandovi più che potete dalle persone tossiche che ve le rivolgono. Evitate, se possibile, di essere voi a criticare senza motivo, in modo da non dare vita a litigi controproducenti. In questo modo vi abituerete, e farete abituare chi vi sta vicino, a uno stile comunicativo costruttivo e a un atteggiamento più morbido.

"Quello che gli altri pensano della tua persona, dice molto su di loro ma niente su di te”

a cura di Viola Compostella
con la collaborazione della DOTT.SSA LAURA GRIGIS
Psicologa e Psicoterapeuta
Bergamo
Disegno di Adriano Merigo

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