Disfunzioni sessuali. Serenità a rischio per quasi 1 coppia su 2

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I rimedi? Non solo farmaci. Bisogna "curare" anche le difficoltà psicologiche alla base o che ne derivano. 
Secondo recenti dati diffusi dalla SIAMS (Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità)13 milioni di donne italiane e 11 milioni di uomini sono insoddisfatti sessualmente a causa di rapporti sempre più sporadici, veloci e inappaganti. Le motivazioni, certo, possono essere varie e diverse ma un ruolo “pesante” è giocato dalle cosiddette disfunzioni sessuali, sia maschili sia femminili, ovvero l’incapacità o impossibilità di portare a termine un rapporto sessuale in modo soddisfacente.

Condizioni che possono mandare in tilt il benessere e la serenità non solo del singolo partner ma della coppia. Già, perché, che riguardino lei o lui questi disturbi finiscono inevitabilmente per provocare “effetti collaterali” sull’altro/a. Se ad esempio lui ha una disfunzione erettile, non è difficile che lei lamenti vaginismo o dolore durante la penetrazione. Quando lui soffre di eiaculazione precoce lei quasi certamente avrà problemi di anorgasmia. Anche se, infatti, in molti casi esistono cause organiche e fisiologiche, la componente psicologica rappresenta una fetta importante del problema: a volte, soprattutto tra i giovani, stress e ansia sono le uniche cause, altre volte una concausa che si somma al problema fisiologico. In ogni caso il rischio è che si instauri un circolo vizioso nel quale le difficoltà psicologiche contribuiscono ad aggravare progressivamente quelle “fisiche”, creando ulteriore ansia e frustrazione in entrambi i partner. Il primo passo per uscirne è vincere inutili imbarazzi e sensi di colpa. Con il proprio partner innanzitutto e con specialisti che possano indirizzare verso la corretta terapia (farmacologica e/o non farmacologica). "Le cause possono essere sia di natura fisica sia psicologica, perciò è opportuno che la persona si rivolga al proprio medico con il quale valutare il percorso diagnostico più opportuno" conferma il dottor Corrado Scioscioli, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo. "In particolare l’iter prevede accertamenti clinici e un inquadramento psicologico. Completata questa fase e identificata la causa della disfunzione, sarà poi possibile orientare la persona verso lo specialista più adatto a risolvere il problema. Oltre al proprio medico di base, gli specialisti coinvolti nella valutazione diagnostica e nel percorso terapeutico sono principalmente il ginecologo, l’urologo-andrologo e lo psicologo-sessuologo".

Quali sono, dottor Scioscioli, le disfunzioni più diffuse?
Per gli uomini l’eiaculazione precoce e il deficit erettivo, mentre per le donne l’anorgasmia (cioè l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo) e il vaginismo (una contrazione involontaria della muscolatura dell’area genitale che rende difficile o impossibile la penetrazione) accompagnata da dispareunia (dolore durante il rapporto). Queste difficoltà possono presentarsi fin dall’inizio della vita sessuale (disfunzioni sessuali primarie) oppure dopo un periodo di vita sessuale normale e soddisfacente (disfunzioni sessuali secondarie).

E quali le cause psicologiche che più frequentemente portano a questi problemi?
Fattori familiari, ansia da prestazione, conflittualità di coppia o un errato approccio alla sessualità. Il compito del sessuologo è quello di valutare le componenti psicologiche che potrebbero essere responsabili dell’insorgenza del problema.

Ma chi in genere si rivolge al sessuologo? La coppia o uno solo dei partner?
Di solito è la donna. In ogni caso, quando possibile, è opportuno cercare di coinvolgere entrambi i membri della relazione per poter meglio valutare le cause e i vissuti di tutti e due, affinché la soluzione della difficoltà sessuale possa essere parte di un’evoluzione positiva della relazione di coppia. Spesso infatti dietro una disfunzione sessuale possono celarsi dubbi, conflitti, paure non solo nel “portatore” della disfunzione, ma anche nel partner. Il silenzio rappresenta, da questo punto di vista, il peggior nemico della coppia che, soprattutto con il passare del tempo, sceglie un continuo rimando carico di tensione pur di non affrontare il rischio di mettere in crisi l’assetto raggiunto. Spesso infatti, chiedono aiuto persone che raccontano di soffrire di una insoddisfacente sessualità da molti anni, senza avere mai cercato rimedio, pensando che con il passare del tempo il problema si sarebbe risolto naturalmente. Cercare di uscire da questo meccanismo di silenzio è la strada per ritrovare l’armonia necessaria per il benessere sessuale e affettivo della coppia.

Una buona salute sessuale, e quindi una vita di coppia soddisfacente, è riconosciuta come parte integrante della qualità di vita delle persone anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

LE CAUSE PIU' COMUNI 

PER LUI

• Disfunzione erettile (DE)Persistente incapacità, per almeno tre mesi, a raggiungere e/o a mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente. Le cause possono essere psicologiche e/o organiche, anche se in molti casi i due fattori possono combinarsi. Tra quelle organiche: malattie vascolari (ipertensione, diabete, arteriosclerosi etc.); malattie croniche; malattie neurologiche (Parkinson, Alzhaimer, sclerosi multipla); alterazioni ormonali; interventi di prostatectomia radicale; obesità, stile di vita (sedentarietà, fumo, alcolismo, abuso di droghe). Tra i fattori psicogeni: problemi di coppia, stress, depressione e/o ansia. Colpisce almeno un uomo su 3 fra i 40 e i 70 anni.

• Eiaculazione precoce Eiaculazione che si manifesta fuori controllo prima che si abbia la possibilità di avere un rapporto soddisfacente per sé e/o per la partner. Può insorgere a ogni età e avere diverse cause: infiammazioni di prostata, uretra, testicoli o vescicole seminali; anomalie dell’organo genitale maschile; pene troppo sensibile, cause neurologiche, malattie sistemiche, cause iatrogene (da assunzione di farmaci). La componente psicologica è sempre causa diretta o concausa (ansia da prestazione, paura di una gravidanza, delle malattie sessualmente trasmesse, dell’emozione coitale, timore di perdere l’erezione). Ha un’incidenza superiore al 20% della popolazione maschile adulta.

PER LEI

• Vaginismo
Reazione condizionata in cui dolore e paura si associano ai tentativi di penetrazione vaginale. Può instaurarsi in seguito a un dolore fisico e/o a uno stato di angoscia psicologica che la donna ha correlato con un rapporto sessuale. I fattori fisici presi in considerazione più frequentemente come causa sono: eccessiva rigidezza dell’imene, resti imenali dolorosi, endometriosi, malattie infiammatorie delle pelvi, atrofia senile della vagina, tumori pelvici, etc.. Riguarda circa 1 milione di donne in Italia.

• Anorgasmia
Persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo anche se preceduto da una fase congrua di eccitazione sessuale. Le cause possono essere di natura biologica (carenza di steroidi sessuali, danni al nervo pudendo post-chirurgici), psicologica e relazionale. Tra le più frequenti: restrizioni culturali, mancanza di un’educazione, durante gli anni formativi, finalizzata a valorizzare la soddisfazione dei bisogni e dei piaceri, mancanza di conoscenza dell’anatomia e fisiologia, mancanza di dialogo sulle sensazioni e i comportamenti sessuali. Colpisce circa 4 milioni e mezzo di donne.
Fonte: www.siams.info

a cura di ELENA BUONANNO
Con la collaborazione del DOTT. CORRADO SCIOSCIOLI
Sessuologo, Psicologo e Psicoerapeuta
- PRESSO LO STUDIO DI PSICOLOGIA RELAZIONALE DI MOZZO -

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