Istituto Clinico Quarenghi: diagnosi e cure a misura di paziente con la nuova RMN

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Una nuova Risonanza Magnetica ad alta performance, con tunnel più corto che la rende adatta anche a chi soffre di claustrofobia e tempi di esecuzione dell'esame più brevi. È questa una delle ultime acquisizioni tecnologiche dell'Istituto Clinico Quarenghi, un investimento pensato per rispondere in modo più efficace alle richieste del territorio e alle esigenze dei pazienti. L'acquisto della nuova RMN non rappresenta una singolarità, ma si inserisce nell'ambito di un piano di investimenti intrapresi nell'anno 2014 dall'Istituto Clinico Quarenghi volto a rinnovare in modo importante la dotazione tecnologica della struttura. «Questo rinnovamento tecnologico, in particolare, ha interessato la riabilitazione neuromotoria che è stata arricchita con il Lokomat (un sistema di locomozione robotizzata all'avanguardia per la riabilitazione delle persone con lesioni del midollo spinale) e con l' Opto-Gait (un raffinato sistema per l'analisi computerizzata delle caratteristiche del cammino), la riabilitazione respiratoria per la quale è stato introdotto un innovativo spirometro - pneumotacografo e quindi la diagnostica per immagini, potenziata oltre che con la nuova RMN, con il software RIS PACS, un avanzato e collaudato sistema informatico di archiviazione e gestione delle immagini di radiologia» sottolinea il dottor Raffaele Morrone, direttore sanitario dell'Istituto Quarenghi.

Quali sono le potenzialità sul territorio rispetto a questa apparecchiatura?
Oggi l'acquisizione di tecnologie innovative rappresenta una condizione irrinunciabile per la crescita in sanità. La RMN del Servizio di Diagnostica per Immagini dell'Istituto Clinico Quarenghi è l'unica a disposizione della Valle Brembana, e mira a rispondere appropriatamente, con una tecnologia avanzata e innovativa, alle esigenze diagnostiche di un'intera comunità, altrimenti obbligata a compiere lunghi e disagevoli spostamenti. La riduzione del tempo necessario all'esecuzione delle indagini rispetto alla precedente RMN e la più ampia possibilità di utilizzo multidisciplinare della nuova apparecchiatura comporterà inoltre un'estensione del numero e della tipologia di prestazioni che saremo in grado di offrire all'utenza.

Quali sono, invece, da un punto di vista tecnico e diagnostico le caratteristiche che rendono questa apparecchiatura all'avanguardia?
i tratta di un'apparecchiatura RMN a elevate prestazioni, caratterizzata dalla produzione di immagini di alta qualità che permette una diagnosi veloce e sicura su una vasta gamma di applicazioni, routinarie e avanzate. Grazie a un'innovativa tecnologia applicata all'hardware ed al software del sistema, la nuova RMN consente una maggiore definizione delle immagini prodotte, accrescendone le potenzialità diagnostiche su tutti i distretti corporei esaminati. Un ulteriore requisito che ha fortemente orientato la scelta verso l'acquisto della nuova tecnologia è il comfort che la macchina è in grado di assicurare al paziente: la spaziosa apertura del magnete e l'accurata scelta cromatica riducono efficacemente la sensazione di claustrofobia, mentre la diminuita lunghezza del tunnel, sotto il quale il paziente resta sdraiato nel corso dell'esecuzione dell'indagine, permette di eseguire tutti gli esami della colonna vertebrale a volto scoperto. Inoltre la notevole contrazione dei tempi di esecuzione (anche del 30-40 %) consente di ridurre la difficoltà del paziente a restare immobile per lunghi periodi di tempo nonché lo stato d'ansia che frequentemente accompagna l'esame.

Passiamo all'aspetto più strettamente medico: quali sono oggi le patologie per le quali la RMN rappresenta un completamento diagnostico utile o indispensabile?
La risonanza magnetica cosiddetta body trova ormai applicazione in tutti i distretti corporei (collo, torace, addome, arti etc.) sia come indagine fondamentale, specie per l'apparato osteoarticolare, sia come completamento di altre metodiche di indagine quali l'ecografia, la mammografia, la TAC. L'elevata definizione ottenuta per la visualizzazione delle strutture anatomiche, anche in assenza di utilizzo del mezzo di contrasto specialmente per quanto riguarda le parti molli, permette di utilizzare questo tipo di indagine, oltre che nei normali esami anche nella ricerca delle recidive di tumori, anche nello studio delle fistole e nella ricerca di focolai endometriali, quadri patologici per i quali le altre metodiche hanno una minore potenzialità nell'identificare la lesione. Se a questo si aggiunge il fatto che la RMN è un esame che comporta un'elevatissima resa diagnostica in assenza di radiazioni ionizzanti, si può ben comprendere come il suo impiego sarà sempre più frequente e destinato a ricoprire un ruolo crescente nell'ambito del panorama della diagnostica per immagini.

a cura di MARIA CASTELLANO
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