Reazioni ai farmaci, come riconoscerle e cosa fare

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Attenzione ad antibiotici e antinfiammatori, i colpevoli più frequenti.
Si stima che in Italia almeno 1 paziente su 100 possa aver avuto (o potrà avere) una reazione a farmaci. Un numero destinato a crescere sia per l'impiego sempre più diffuso di farmaci e molecole sia per l'immissione in commercio di nuovi principi farmacologici. Tuttavia si può parlare di vera allergia, mediata da anticorpi IgE, solo per poche classi di farmaci, tra cui alcuni antibiotici. Per gli altri farmaci si deve invece più correttamente parlare di reazioni avverse o di ipersensibilità. Bisogna comunque fare molta attenzione, segnalando al medico qualsiasi sintomo sospetto (orticaria, difficoltà respiratorie etc.) attribuibile a un farmaco, in modo da fare i necessari accertamenti e prendere precauzioni.

Allergia? Solo agli antibiotici
Alcune classi di antibiotici inducono il sistema immunitario a produrre specifici anticorpi IgE (anticorpi dell'allergia) e quindi solo per questi farmaci si può parlare di vera allergia a farmaci. Si tratta degli antibiotici della classe delle penicilline e derivati, di cui il più famoso rappresentante ai nostri giorni è l'amoxicillina, e della classe delle cefalosporine (cugine più giovani delle penicilline). L'allergia alle penicilline si attesta intorno al 2,1% dei trattati con amoxicillina e al 2,2% dei trattati con le cefalosporine. Il quadro con cui si manifesta è spesso drammatico e può presentarsi anche come shock anafilattico. Per quasi tutti gli altri farmaci si parla non di vera allergia ma di reazioni avverse che possono essere immediate (entro un'ora dalla assunzione del farmaco) o ritardate (da dopo un'ora sino a qualche giorno dopo). Tutte le reazioni possono rimanere confinate solo alla pelle (cutanee) o coinvolgere più apparati, ad esempio cute e apparato respiratorio (sistemiche). In ogni caso siamo nell'ambito dell'imprevedibile e dell'inatteso, a differenza ad esempio dei cosiddetti effetti collaterali dei farmaci, come il mal di stomaco da antinfiammatori non steroidei (FANS), fenomeni "attesi" che non hanno nulla a che vedere con le reazioni avverse.

Occhio agli antinfiammatori
In genere più un farmaco è di uso comune, maggiore è l'incidenza di sensibilizzazione (reazione avversa o allergia) a esso. Pertanto i farmaci più spesso causa di reazioni sono gli antinfiammatori e gli antibiotici. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) danno reazione nel 3% della popolazione che li assume. Esiste, inoltre, una grande reattività cosiddetta crociata tra alcuni FANS e altri farmaci. Chi ad esempio ha avuto una reazione avversa con aspirina (considerato il capostipite), sarà a rischio di averla con quei FANS che si comportano come l'aspirina, per esempio i derivati dell'acido propionico (ad esempio ibuprofene o ketoprofene). In questi casi bisogna utilizzare FANS più lontani dall'aspirina, come la nimesulide (abbastanza diversa da essere tollerata spesso negli intolleranti all'aspirina) o i coxib (FANS di ultima generazione ancora più diversi). In altre parole, quanto più grave sarà stata la reazione avversa al FANS incriminato, tanto più dovremo cercare una molecola da esso distante.

L'alleanza medico-paziente per arrivare alla diagnosi
Qualsiasi cosa ci capiti con un farmaco deve essere riportata al medico curante. Inoltre bisogna sempre conservare il nome del farmaco, il dosaggio assunto e cercare di ricordare dopo quante somministrazioni la reazione è avvenuta, quanto tempo dopo l'assunzione sono comparsi i sintomi e qual è stata la sintomatologia di esordio (solo orticaria oppure orticaria e asma o altro).Poiché i principi attivi farmacologici sono numerosi e altrettanto le reazioni avverse, se il paziente si rivolge al medico senza dargli quante più informazioni possibili sarà difficile riuscire a fare una diagnosi corretta. Il rischio è che per non sbagliare, il paziente venga etichettato genericamente come "allergico a farmaci", un'etichetta scomoda da portare, soprattutto in caso di necessità urgenti perché spesso nessuno osa più prescrivere nulla. Non sempre, però, si riesce a chiarire cosa è successo né se succederà di nuovo. Il consiglio, quindi, è rivolgersi all'allergologo.

Somministrazione protetta per scegliere la molecola "giusta"
Per individuare la molecola più adatta nel caso del paziente specifico si somministra per bocca il farmaco alternativo che si intende testare, un tipo alla volta a distanza di almeno sette giorni, in regime protetto (cioè in day hospital), così da poter intervenire per tempo se comparissero sintomi legati al farmaco. Questo vale innanzitutto per gli antinfiammatori, per i quali purtroppo non ci sono test di laboratorio o test cutanei routinari attendibili, ma solo l'esperienza dell'allergologo per testare e trovare il FANS più opportuno. Per gli antibiotici, invece, solo per i derivati penicillinici e per il cefaclor esiste un test di laboratorio, poiché in questo caso la reazione è una vera reazione IgE mediata (allergia). Il primo passaggio diagnostico, in questo caso, è il test del sangue. Se poi il test lascia dubbi, si praticherà il test cutaneo se indicato, viceversa bisognerà testare altre classi antibiotiche sempre con la modalità come descritto per i FANS. Per le altre classi di antibiotici non esistono invece test su sangue e neppure cutanei. Una volta si usava il cosiddetto "pomfo di prova", ovvero l'iniezione di una piccola dose di antibiotico per via sottocutanea. In realtà questo test non è da eseguire perché la concentrazione alla quale i farmaci sono diluiti è sempre irritante se praticata sottocute. Il rossore quindi non predice una eventuale allergia.

Un promemoria salva-vita
Una volta accertata una reazione avversa o un'allergia a un farmaco, deve essere certificata in modo chiaro affinché il paziente, i suoi familiari e il medico sappiano sempre a cosa il paziente reagisce e possano utilizzare le alternative corrette. È bene che il medico registri nei suoi dati l'accaduto, il farmaco incriminato e le alternative disponibili ma è importante che anche il paziente ne tenga adeguata documentazione e segni i farmaci che può o non può assumere su una nota da tenere sempre con sé.

a cura della DOTT. SSA GIUSEPPINA MANZOTTI
Specialista in Allergologia e Immunologia
- PRESSO A.O. TREVIGLIO -

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