Non di rado ricevo pazienti con una diagnosi di Neuroma di Morton, una patologia del piede che prende il nome dal suo scopritore Thomas Morton. Questa condizione si manifesta con un dolore a livello del piede, più precisamente nella porzione anteriore,

e più precisamente ancora fra il secondo e il terzo metatarso. Il dolore è simile ad avere un sassolino nella scarpa fermo in quel punto, un dolore molto intenso, tanto intenso che a volte nelle condizioni peggiori sembra quasi che si sia rotto un dito, senza capire peraltro quale, perché il dolore nei momenti acuti è talmente forte che arriva ad essere simile a un mal di denti. Per qualcuno un minimo di sollievo arriva, anche se momentaneo, togliendo la scarpa. All’inizio il dolore si sente solo indossando le scarpe, poi diventa sempre più insistente, fino al punto di sentirlo anche a piedi nudi.

Il neuroma di Morton, o metatarsalgia di Morton, è una patologia degenerativa di un nervo plantare. Un nervo sensitivo interdigitale aumenta di volume, solitamente quello passante nel terzo spazio intermetatarsale, a causa di uno stimolo irritativo cronico di natura meccanica, che causa la crescita di tessuto cicatriziale fibroso intorno al nervo stesso, subito prima della sua biforcazione alla radice delle dita.

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Solitamente questo tipo di problema lo avverte la donna che spesso porta tacchi alti ma anche lo sportivo ne è afflitto, specialmente il calciatore, si pensa che il problema sia dovuto dall’indossare una scarpa troppo stretta, fino al punto da comprimere i due metatarsi fra loro e intrappolare fino ad irritare il nervo sensitivo.

È anche possibile che l’origine sia l’articolazione dell’anca e dai muscoli della stessa zona (ileo, psoas, piriforme, gluteo). Questi muscoli condizionano la rotazione del femore sul proprio asse, obbligando il piede ad assumere una posizione leggermente diversa da quella fisiologica, fino ad avere un appoggio anomalo, se a questo aggiungiamo una scarpa non del tutto idonea per quel piede potrebbe svilupparsi il problema.

Capirne la causa è il primo passo fondamentale, come per qualsiasi patologia. Un professionista esperto può valutare la libertà di movimento e la posizione dell’arto inferiore fino a manipolare le zone muscolari e/o viscerali.

Il passo successivo è eliminare o alleviare il dolore che a sua volta condiziona il modo di appoggiare il piede a terra (generalmente un appoggio sbilanciato sull’esterno per evitare di caricare il punto centrale del piede). A questo scopo si può utilizzare un’apparecchiatura specifica che genera correnti a bassa intensità e applicarle all’interno del punto dolente.

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Durante i giorni in cui riceve la terapia i paziente dovrebbe poter camminare su varie superfici d’appoggio (a piedi scalzi sfruttando diversi tipi di pavimento, come quello liscio dell’abitazione, camminare in un giardino, e quando possibile sulla sabbia della spiaggia o superficie simile).

A cura del dott. Fabio Belometti
Massofisioterapista specializzato in Kinesiologia posturale e posturologia
Centro Massofisioterapico
Via J. Palma il Vecchio, 75 Bergamo
Tel. 035 5098 105 - Cell. 338 5216 335
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