Un nuovo primario e nuove tecnologie per rafforzare l’unità di urologia

laser


Policlinico San Pietro.
Il dottor Alessandro Piccinelli è da qualche mese il nuovo responsabile dell’Unità operativa di Urologia del Policlinico San Pietro. Cinquantasei anni, di Bergamo, lo specialista approda al Gruppo ospedaliero San Donato dopo una lunga esperienza maturata prima a Milano presso l’Humanitas di Rozzano come responsabile della sezione autonoma di Urologia Mini-invasiva e poi a Bergamo come Responsabile dell’Unità operativa di Urologia della Clinica Castelli.

Urologo di grande competenza, in ambito sia medico sia chirurgico, con particolare esperienza nelle tecniche laparoscopiche mini-invasive e nelle metodiche laser, il dottor Piccinelli avrà il compito di “rilanciare” il reparto di Urologia del Policlinico San Pietro. Per farlo, si avvarrà della collaborazione del dottor Riccardo Galli, suo allievo da anni, referente per l’area di Chirurgia Laser.

«Siamo molto orgogliosi che il dottor Piccinelli, urologo di grandi capacità, molto noto e apprezzato nel territorio bergamasco e non solo, abbia scelto di far parte del nostro Gruppo» afferma il dottor Francesco Galli, amministratore delegato degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi - Gruppo ospedaliero San Donato, di cui il Policlinico San Pietro fa parte. «Siamo certi che, sotto la sua guida, la nostra Unità di Urologia potrà diventare sempre di più un punto di riferimento, anche grazie all’importante investimento in tecnologia che ha portato all’acquisizione di laser all’avanguardia».

«Poter collaborare con un Gruppo ospedaliero così importante rappresenta per me un traguardo prestigioso, ma allo stesso è un’occasione di nuovo slancio alla mia attività clinica e di ricerca» gli fa eco il dottor Piccinelli. «Anche in collaborazione con altre strutture del Gruppo San Donato come l’IRCCS Ospedale San Raffaele, centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale, stiamo lavorando a due progetti clinici, in parte finanziati dalla Onlus UroSol, che ho creato qualche anno fa con fini proprio di ricerca: il primo è orientato al miglioramento dei tempi di esecuzione e dell’affidabilità della diagnosi del tumore alla prostata attraverso l’utilizzo della Risonanza Magnetica multiparametrica, indagine che nel Nord Europa è fortemente usata ormai da anni e che in Italia comincia ad affacciarsi ora; il secondo, invece, è incentrato su come poter rendere più agevole la metodica della cistoscopia NBI, tecnica particolare in grado di identificare piccoli tumori della vescica altrimenti non diagnosticabili, che si avvale di strumenti molto delicati e sofisticati».

Accanto alla ricerca scientifica, il dottor Piccinelli potrà sviluppare anche l’attività clinica e chirurgica - in quasi la totalità dei casi eseguita con tecniche laparoscopiche - contando, tra le altre cose, su laser di ultima generazione, in particolare il laser Thulium e il laser Holmium. «Questi due laser oggi rappresentano la migliore tecnologia possibile in ambito endourologico e sono in grado di offrire una terapia efficace, sicura e mini-invasiva in caso, rispettivamente, di ingrossamento benigno della prostata e calcolosi, purché ovviamente usati da mano esperte e adeguatamente preparate» continua il dottor Piccinelli. Il laser Thulium è una metodica endoscopica innovativa, a invasività minima, che offre risultati ottimi e tempi di ripresa molto più velici rispetto agli interventi tradizionali. La fibra laser viene introdotta dal pene con un sottile endoscopio fino all’area ipertrofica; qui la luce laser taglia e vaporizza il tessuto prostatico in eccesso. Il laser Holmium, invece, permette di trattare tutti i tipi di calcoli, indipendentemente dalla durezza e dalla dimensione, con accesso al calcolo attraverso vie naturali e con l’utilizzo di fibre ottiche molto sottili.

Tra le altre novità che l’arrivo del dottor Alessandro Piccinelli e del dottor Riccardo Galli porta con sé c’è anche l’introduzione di biopsie prostatiche fusion, ovvero un nuovo sistema di diagnosi che permette di eseguire biopsie in modo mirato e con estrema precisione, grazie ad un programma che fonde le immagini dell’ecografia e della risonanza magnetica dell’area da sottoporre a indagine, fornendo così un quadro che, dopo attenta valutazione, guiderà il professionista tramite un’elaborazione tridimensionale dell’area interessata alla biopsia. Tutto ciò per garantire cure sempre più efficaci, sicure e meno invasive, ad esclusivo vantaggio del paziente

Policlinico San Pietro
A cura di Francesca Dogi
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