Disciplina abbastanza recente, oggi sempre più diffusa, l’hydrobike o acquabike è un’attività acquatica di gruppo che non solo allena, tonifica e mantiene in forma, ma permette di farlo in compagnia e in modo divertente. Come ci spiega Alice Rota, istruttrice di questa disciplina.

Alice, che cos’è l’hydrobike? 
Cugina per eccellenza dell’acquagym, l’hydrobike consente di pedalare in acqua sfruttando la microgravità, ovvero l’assenza di peso. Priva di ruote e di qualsiasi meccanismo elettronico, la bike è un attrezzo molto semplice, ma stabile, che consente di allenare sia le braccia sia le gambe in quasi totale immersione. Pedalare in acqua sollecita prevalentemente il metabolismo aerobico, con tanti benefici anche per l’apparato cardiovascolare e respiratorio. Ecco perché è un’attività consigliata anche a coloro che non hanno esperienza di allenamento e che non possono caricare in modo eccessivo le articolazioni. Non tutte le lezioni di acquabike sono uguali: profondità della piscina, tipologia di bike e dei meccanismi con cui le stesse producono attrito in acqua, generano risposte fisiologiche diverse. La presenza o meno di un volano regolabile permette ai trainer di creare sessioni di allenamento più o meno impegnative, con maggiore o minore consumo calorico. Ecco perché, grazie all’applicazione di diversi protocolli di allenamento, le lezioni di hydrobike preparano o mantengono in allenamento (durante la stagione invernale) i ciclisti che pedalano su strada.

Perché fare hydrobike?
Questa attività in acqua consente di attivare il metabolismo, con un consumo calorico direttamente proporzionale all’intensità dell’allenamento, migliorando l’efficienza del cuore che pompa più sangue con minor sforzo. Oltre a rinforzare la muscolatura degli arti inferiori ha effetti anche sul core (ndr.nucleo centrale del nostro corpo che comprende i muscoli addominali, i muscoli paraspinali, il quadrato dei lombi, i muscoli del pavimento pelvico, i glutei e i flessori dell’anca), soprattutto se si dedica buona parte dell’allenamento alla pedalata sollevati dalla sella. Non solo: anche la capacità respiratoria ne trae beneficio; l’hydrobike è l’allenamento giusto per migliorare la resistenza, senza correre rischi. Ciò che non si può misurare, ma è visibilmente chiaro, è che pedalare in acqua favorisce il buonumore, migliora il livello di autostima e aiuta a scaricare lo stress grazie alla liberazione di endorfine. Inoltre, allenarsi in gruppo a ritmo di musica sottolinea l’evidente componente sociale della disciplina: durante le lezioni ogni biker si mette alla prova, con il sorriso e divertendosi. 2933.jpg

Pedalare, con il cuore.
Oggi anche il mondo del fitness acquatico ha capito l’importanza di dover monitorare, misurare e analizzare gli effetti che l’allenamento provoca sull’organismo; ed è proprio grazie a questa consapevolezza che alcuni recenti studi affermano che osservando e confrontando parametri di prestazioni incoraggianti si attivano percezioni positive di soddisfazione personale che rinforzano la fiducia in se stessi e l’autostima.

Hydrobike o spinning?
Se pedalare è un movimento naturale, che quasi sicuramente si impara da bambini, trasferire questo gesto in acqua comporta qualche differenza. Considerare l’acquabike un’evoluzione dello spinning o del cycling terrestre non è propriamente corretto. Che le due discipline somiglino è vero, ma ci sono alcuni punti sui quali si differenziano.

> Ambiente di allenamento: la presenza dell’acqua aggiunge una resistenza naturale che chi pedala in sella alla bike acquatica deve affrontare. Questo fattore genera due diversi aspetti: la possibilità di tonificare in modo efficace la muscolatura ma al contempo di avere il corpo avvolto da un massaggio continuo e dolce (soprattutto a livello delle gambe) con notevoli benefici a livello circolatorio e linfatico (e quindi per la cellulite).
> Muscoli coinvolti: se nello spinning si lavora su arti inferiori, glutei e addominali, in una sessione di acquabike si sollecitano anche i muscoli stabilizzatori della colonna, grazie all’azione dell’acqua e degli arti superiori, a corpo libero o con piccoli attrezzi. I muscoli allenati in acqua diventano lunghi e affusolati.
> Intensità e post allenamento: l’hydrobike elimina il rischio di traumi da caduta e sollecitazioni eccessive alle articolazioni; i dolori che compaiono nei giorni successivi all’allenamento sono ridotti. È consigliata a chi deve recuperare mobilità in seguito a interventi chirurgici e infortuni.
> Cardiofrequenzimetro: è la novità che nell’ultimo anno sta accendendo una nuova sfida per gli amanti del fitness acquatico. Il monitoraggio della frequenza cardiaca in acqua e in sella alla bike è ciò che avvicinerà ancor più le discipline acquatiche a quelle terrestri.

a cura di Viola Compostella
con la collaborazione di Alice Rota
Istruttrice di hydrobike
Presso BLU FIT Redona piscina e palestra

 

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