Al via le nuove regole per la detrazione delle spese sanitarie: la principale è l’obbligo di tracciabilità con bancomat o carta di credito per portare in detrazione le spese e ottenere lo “sconto” dal fisco. Vediamole in dettaglio con Mariagrazia Pescatori, commercialista e revisore legale.

Iniziamo proprio dalla tracciabilità delle spese per visite ed esami medici. Vale per qualsiasi spesa medica? 
Dal 1° gennaio 2020 con l’approvazione della manovra finanziaria 2020, per fruire della detrazione del 19% dall’Irpef nel 730 o nell’Unico delle spese mediche sostenute in strutture private non convenzionate o per prestazioni di medici specialisti in “privato” è necessario pagare mediante strumenti tracciabili come bancomat, carta di credito, assegno con clausola non trasferibile, bonifico bancario o postale. Ovviamente si potrà continuare a pagare in contanti anche queste spese, ma in questo caso non sarà possibile portarle in detrazione. Ad esempio le spese sostenute in contanti per le prestazioni rese da un dentista nel suo studio privato non sono più detraibili a meno che, appunto, vengano pagate con strumenti “tracciabili”. Nulla cambia, invece, per le spese di prestazioni rese da strutture pubbliche, ospedali o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale. Ai fini della fruizione delle detrazioni queste spese potranno essere pagate sia in contanti sia con strumenti “tracciabili” a condizione che sulla fattura o ricevuta siano riportati il codice fiscale e i dati anagrafici del paziente.

 

Per le spese di medicinali o dispositivi medici invece cambia qualcosa? 
Le spese in contanti per l’acquisto di medicinali, di dispositivi medici e protesi sanitarie continueranno a poter essere portate in detrazione. Occorre, come in realtà era già anche prima, farsi rilasciare lo scontrino “parlante” (ossia contenente il codice fiscale del contribuente) determinante per il diritto alla detrazione fiscale. A proposito di pagamenti in contanti, vale la pena ricordare che, in ogni caso, la soglia è di 3 mila euro fino al 30 giugno 2020 e di 2 mila euro dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Fin qui le novità per gli utenti. E per i professionisti? 
Il professionista che rende prestazioni mediche dovrà indicare nel Sistema Tessera Sanitaria se il pagamento delle prestazioni è avvenuto con metodo tracciabile o contanti per cui riportare nella fattura rilasciata al paziente l’indicazione del metodo di pagamento semplifica la compilazione dell’adempimento a carico dei professionisti. Gli stessi sono obbligati già da qualche anno a dotarsi del POS ma un emendamento ha cancellato le sanzioni previste che sarebbero dovute entrare in vigore dal 2020. Nel caso il professionista non abbia il POS, è opportuno portare con sé un assegno per avere traccia del pagamento e poter detrarre la spesa.

Purché tracciabili, si possono detrarre tutte le spese sanitarie che vengono effettuate? 
Le spese sanitarie sono detraibili dall’IRPEF per il 19% per cento per la parte eccedente l’importo di euro 129,11.

Aumentato il tetto per le spese veterinarie
Le novità riguardano anche le spese veterinarie. È stato infatti aumentato dal 2020 il tetto della detrazione Irpef del 19% delle spese fino a 500 euro con la franchigia di 129,11 euro. Anche le spese veterinarie per poter essere detraibili devono essere pagate con strumenti “tracciabili”. Le spese detraibili sono le visite veterinarie, le spese per interventi o analisi di laboratorio, le spese per farmaci veterinari per animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o pratica sportiva. La detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa con la fattura o scontrino parlante anche se non proprietario dell’animale.

Nel caso di spese sostenute per familiari a carico, chi ha diritto alla detrazione? 
Le spese mediche sostenute per i familiari fiscalmente a carico (che sono riportati nell’apposito quadro “Familiari a carico” della dichiarazione) sono detraibili dal contribuente al quale è intestato il documento e che ha effettivamente sostenuto la spesa.

Nel caso in cui le spese mediche siano state rimborsate dalle assicurazioni come funziona?
Le spese mediche rimborsate dalle assicurazioni sono deducibili per la parte effettivamente pagata dal contribuente a meno che il rimborso sia stato ricevuto per effetto di contributi o premi di assicurazione per i quali non è prevista la detraibilità o la deducibilità o che, essendo versati da altri (ad esempio, il datore di lavoro) concorrono a formare il suo reddito (di lavoro).

A cura di Elena Buonanno
con la collaborazione di Mariagrazia Pescatori
Rag. Commercialista e Revisore Legale 
Studio Pescatori Bergamo

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