ISTITUTO CLINICO QUARENGHI

La riabilitazione cardiologica dell’Istituto Clinico Quarenghi di S. Pellegrino Terme parte molto precocemente, a metà degli anni ’70, quando gli enormi progressi della cardiochirurgia di quegli anni intercettarono la curiosità dei fratelli Quarenghi che, con grande entusiasmo e lungimiranza, ne intuirono le potenzialità e svilupparono una tra le prime Unità Funzionale di Riabilitazione Cardiologica, nell’ambito dell’intero panorama sanitario nazionale. Alla brillante intuizione dovette però seguire la fase attuativa, che comportò un’impegnativa serie di lavori di ristrutturazione e di adattamento degli spazi preesistenti alle specifiche necessità che imponeva la nuova branca. Al centro della vita del nuovo reparto di riabilitazione cardiologica si poneva la palestra, il “cuore” dell’attività assistenziale, l’ambiente che doveva accogliere confortevolmente i pazienti e ospitare tutta quella serie di apparecchiature e attrezzature atte a rispondere alle specifiche necessità riabilitative della nuova disciplina. Dopo 40 anni e oltre 18.000 pazienti trattati (con il tempo alla riabilitazione cardiologica si è aggiunta la riabilitazione respiratoria, vascolare, dell’obesità e oncologica, integratesi alla riabilitazione neuromotoria che aveva avuto avvio nel 1966), nel 2015 si è deciso di intervenire nuovamente sulla palestra, con lo specifico intento di implementarne la superfice e rinnovarne l’aspetto.

Il giorno 25 gennaio la nuova palestra è stata presentata a un gruppo di medici di medicina generale e di specialisti in cardiologia e cardiochirurgia a cui sono stati illustrati gli scopi e le motivazioni alla base delle scelte attuate per i lavori di sviluppo e riammodernamento. «In primo luogo, per guadagnare metri preziosi e aumentare gli spazi vitali a disposizione dei pazienti, si è provveduto alla fusione della preesistente palestra con lo studio medico di cardiologia (spostato qualche metro più in là» spiega il dottor Raffaele Morrone, direttore medico di Presidio. «Per accrescere la sensazione di ampiezza e rendere l’ambiente più caldo ed accogliente per i pazienti, si è optato per scelte cromatiche che privilegiassero la luminosità, ricorrendo quindi a una morbida tinteggiatura gialla per le pareti e per il pavimento a un moderno e luminoso PVC, effetto parquet chiaro, antiscivolo e idoneo per riscaldamento radiante. Il lavoro di restyling si è concluso con un accurato progetto illuminotecnico costituito da 6 corpi a luce indiretta per il confort visivo dei pazienti, in particolare per coloro che compiono esercizi riabilitativi a terra, per i quali è attivo anche il riscaldamento a pavimento che assicura una valida protezione dal contrasto termico». La nuova palestra, ristrutturata secondo criteri di ottimizzazione dell’assistenza e dell’accoglienza, è dotata della strumentazione necessaria al monitoraggio dell’attività elettrica cardiaca in corso di attività motoria. «È infatti frequentata da pazienti che hanno subito recenti interventi di cardiochirurgia valvolare, di rivascolarizzazione cardiaca mediante by–pass aortocoronarico, di angioplastica coronarica percutanea relativamente all’area cardiologica, ma anche da pazienti affetti da importanti malattie respiratorie e circolatorie e quindi anch’essi necessitanti di un attento monitoraggio» continua il dottor Morrone.
Alla presentazione della palestra è seguito un interessante confronto multidisciplinare sull’attualità e sui benefici della riabilitazione cardiologica alla luce delle nuove tecniche di cardiochirurgia mininvasiva, transtoracica e transcatetere. «Dal partecipato e intenso dibattito è emerso che l’attività riabilitativa rivolta ai pazienti cardiopatici operati con tecniche microchirurgiche, come d’altronde con le tecniche interventistiche “standard”, resta un passaggio fondamentale per ottenere il miglioramento della tolleranza allo sforzo fisico, la riduzione della sintomatologia, la diminuzione della probabilità d'insorgenza di successivi eventi cardiovascolari, la gestione dello stress che accompagnanti alle attività di educazione sanitaria determinano riconosciuti benefici in termini di miglioramento del benessere pscicosociale, di diminuzione delle re-ospedalizzazioni e di riduzione della mortalità legata a cause cardiovascolari» aggiunge il direttore. «L’allenamento fisico comporta una migliore utilizzazione dell’ossigeno da parte del tessuto muscolare e può indurre la formazione di nuovi capillari a livello miocardico, favorendo in molti casi lo sviluppo di un circolo collaterale coronarico particolarmente utile in situazioni inducenti ischemia. Sono state dimostrate positive modificazioni a livello della coagulazione del sangue e nella riduzione di aritmie». Un’attività fisica adeguata riduce i valori di pressione arteriosa, aumenta il colesterolo HDL, il così detto colesterolo buono, migliora il controllo della glicemia nel diabetico ed è indicato per la riduzione del sovrappeso. «È stato infine evidenziato che l’avanzamento delle capacità diagnostiche, delle tecniche interventistiche e della farmaceutica sta consentendo di ridurre ulteriormente i tempi di degenza ospedaliera e sta conseguentemente comportando un’estensione e una ridefinizione degli ambiti di intervento delle strutture riabilitative che, pur mantenendo la prioritaria funzione di agire sulla ripresa delle capacità che soddisfano la qualità della vita e di prevenire delle disabilità, sono chiamate a rispondere ad accresciute necessità di cura e stabilizzazione clinica biomedica dei pazienti dimessi precocemente dagli ospedali» conclude il dottor Morrone.

a cura di MARIA CASTELLANO

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