Una speranza per i bambini autistici

autismo

”A te che leggerai quanto scrivo, ti voglio parlare di me, dei sogni che avevo e che non potrò realizzare, fra questi l’abito da sposa che ho costruito nella mia mente per la mia bambina. Assurdo penserai, una madre che fa progetti a lungo termine, eppure io sono così, una sognatrice che non si arrende mai, forse per quello oggi sono qui e ho realizzato grazie all’aiuto di tanta gente questa associazione. Mia figlia non indosserà mai quell’abito quando non sarò più nel suo presente; lei vivrà in un istituito e per me credimi è una lama conficcata nel cuore. Per questo sto combattendo per realizzare una struttura fisica “Nella casa di Dorothy” che vorrei nascesse sul territorio di Brembate di Sopra. Ho creato, con l’aiuto di molti un gruppo ben affiatato e convinto di farcela, questa associazione! Io ci credo e ci crederò sempre! Dammi una mano nella realizzazione della casa, che sarà l’abito da sposa che regalo a mia figlia per quando non sarò più nella sua vita, partecipa alle serate e aiutaci nella raccolta fondi “.

È questa la toccante lettera di Tiziana Valsecchi, mamma di una bambina autistica. Si è battuta, prima ha dato vita a una chat WhatsApp e a un blog indirizzati a chi come lei affronta ogni giorno le sfide dell’autismo e a volte si sente terribilmente solo. La chat si chiama “Nella casa di Dorothy”, perché spiega Tiziana «come il leone che cerca il coraggio, lo spaventapasseri che anela all’intelligenza e l’uomo di latta che desidera un cuore, anche i genitori di figli autistici hanno bisogno di tutte queste doti per affrontare le difficoltà quotidiane». Dalla chat si è passati ora all’associazione. «L’associazione no profit di genitori di soggetti dello spettro autistico finalmene esiste» ci racconta. «Ci abbiamo creduto fino in fondo, abbiamo lottato e ora eccoci qui: ora stiamo raccogliendo i fondi che ci serviranno per i nostri bambini, primo tra tutti la realizzazione di una struttura fisica “Nella casa di Dorothy”. E si pensa al futuro dei bambini, al “dopo di noi” quando i genitori non ci saranno più ma i piccoli, diventati grandi, avranno sempre bisogno di qualcuno, di un aiuto. E l’associazione serve anche ai genitori; fanno amicizia, si trovano per un caffè, per una pizza, parlano dei loro problemi e scaricano così il bagaglio emotivo che ciascuno si porta dentro.

I progetti sono tanti: sollievo e aiuto alle famiglie, soggiorni di vacanze al mare, attività di integrazione dei piccoli autistici con ragazzi normodotati, incontri con le istituzioni per raccontare i veri problemi delle famiglie, apertura di uno sportello pedagogico.

E per questo l’associazione ha organizzato un nutrito calendario di incontri e serate nella sala consiliare del Comune di Brembate Sopra che ha dato il suo patrocinio. Nella prima serata, a dicembre 2017 c’è stato uno spettacolo e la raccolta di fondi. Poi incontri con relatori medici, psicologici, pedagoghi, che si tengono al sabato e si concluderanno il 26 maggio quando le mamme racconteranno in prima persona le loro toccanti, a volte drammatiche, esperienze e parleranno delle preoccupazioni per il futuro dei loro figli. Ma anche di quel po’ di speranza che hanno trovato grazie a “Nella casa di Dorothy” Ad aiutare questi ragazzi spesso ci sono soltanto le loro famiglie, l’associazione “Nella casa di Dorothy” ha bisogno di aiuti e di fondi e lancia un appello a chi vuole dare una mano concreta con una donazione.

Nella casa di Dorothy
Per informazioni Tiziana Valsecchi Tel. 3299805488
Facebook: Nella casa di Dorothy
Per donazioni: IT10E0569622902000005591X48

a cura di Lucio Buonanno

Bergamo Salute n. 45

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