L'infermiere volante

iceberg celiaco

Nel 2016 ai 37° Medigames di Maribor, una versione delle Olimpiadi dedicata ai professionisti del settore sanitario, ha fatto incetta di medaglie. Ha portato a casa l'oro nei 200 metri, nei 400 metri e nella staffetta 4x100, l’argento nei 100 metri e il bronzo nel lancio del disco, del peso e del martello, quarto posto nel lancio del giavellotto e anche una medaglia d’argento nel nuoto, nei 100 metri stile rana (il tutto nella categoria dai 45 fino ai 54 anni). Il brillante atleta è Raffaello Baitelli, 49 anni di Sant'Omobono Imagna, infermiere all'Ospedale Papa Giovanni XXIII in Chirurgia I-III, reparti dedicati alla chirurgia toracica e trapianti di fegato e polmone, diretti da Michele Colledan uno dei suoi più accaniti sostenitori. È stato proprio il Papa Giovanni XXIII a sostenere la sua partecipazione ai giochi di Maribor.

 

Incontriamo Raffaello all'Ospedale papa Giovanni XXIII, appena prima di iniziare il suo turno. Ci racconta che ai Medigames ha spodestato l'indiscusso vincitore delle ultime 15 edizioni nei 200 metri piani, Phil, un traumatologo londinese dal fisico imponente, sempre cordiale e solare con i suoi rivali, che tuttavia ha impiegato quasi 10 minuti al termine della gara per digerire questa sconfitta. La corsa si è decisa in un spalla a spalla negli ultimi 20 metri ed è stata descritta come la più emozionante di tutta l'edizione (vedi foto). «Digerita la sconfitta Phil mi ha chiesto di fare insieme a lui la staffetta 4x100, che può prevedere atleti di diverse nazioni, ma ho deciso di rimanere col gruppo italiano, con cui ho guadagnato uno degli ori» ricorda sorridendo.

Lo sport agonistico Raffaello ce l'ha nel sangue. Ha cominciato a cinque anni a nuotare e ha gareggiato fino ai 15 con buoni risultati. Poi si è dedicato al calcio fino ai 20 anni, quando ha cominciato a studiare infermieristica. L'impegno degli studi e poi del lavoro per qualche anno gli impediscono di fare attività agonistica, ma non abbandona lo sport, soprattutto la pallavolo, come atleta e allenatore, ma anche il basket e il tennis. La passione per l'atletica arriva più tardi, quando la prima figlia comincia a fare sport e si avvicina alla società sportiva Atletica Valle Imagna. Ottiene il diploma FIDAL, che gli permette di essere allenatore nella società per gli atleti nella fascia 11-47 anni, ma anche di se stesso. Inizia con il mezzofondo e la marcia, poi passa alle gare in pista fino ad arrivare al decathlon, disciplina multipla che prevede gare nei 100 metri piani, salto in lungo, getto del peso, salto in alto 400 metri piani, 110 metri ostacoli, lancio del disco, salto con l'asta, lancio del giavellotto, 1500 metri piani. Con l'atletica scopre anche il mondo Master, cioè il circuito degli atleti sopra i 35 anni. Ha vinto molto come Master: sei titoli italiani negli ultimi cinque anni e 14 titoli regionali in diverse discipline; è stato sul podio anche in diverse competizioni europee.

«I Medigames li ho conosciuti attraverso la newsletter interna del Papa Giovanni XXIII, quella dedicata agli operatori, che annunciava l'apertura delle iscrizioni per la 36° edizione svoltasi in Irlanda nel 2015. Mi sono informato sui giochi e vedendo i tempi delle gare ho capito che potevano essere un'opportunità interessante anche per me. Nel 2015 non sono riuscito a iscrivermi, ma nel 2016 mi sono messo in movimento per trovare una sponsorizzazione. I giochi infatti sono aperti a tutti gli atleti del settore sanitario (medici, infermieri, veterinari, dentisti, tecnici, amministratori) che devono però sostenere la spesa del viaggio e del soggiorno. Nel mio caso le spese sono state sostenute dall'ASST Papa Giovanni XXIII che, visto il mio nutrito curriculum di attività e di risultati agonistici, l'ha concessa. Insieme all’ospedale devo ringraziare anche il mio coordinatore Alessandro Bresciani e la mia responsabile di dipartimento Laura Tomasoni, che mi hanno appoggiato e sostenuto in questa avventura» racconta l'infermiere.

E Raffaello ripaga la fiducia del suo ospedale con una raffica di medaglie a Maribor. Ma che cosa sta dietro questi brillanti risultati a un'età non più verde? «Tanta volontà e tanto allenamento. Mi alleno 4-8 volte alla settimana, a seconda che l'impegno agonistico sia più o meno vicino. I turni in ospedale mi permettono di gestire gli allenamenti: ad esempio nei giorni liberi ne posso fare due nella stessa giornata. Se ho fatto un turno pesante, invece, faccio solo un allenamento leggero o lo salto. Mi alleno nelle varie discipline, ma anche in piscina e in palestra» svela Baitelli. L'impegno tra lavoro e sport è tanto e non potrebbe impiegare il tempo che ci dedica se l'intera famiglia non lo sostenesse. A partire dalla moglie Nelly, anche lei infermiera, che lo accompagna spesso nelle trasferte, anche in quella di Maribor, e dei tre figli: la più grande Valentina, già fuori casa, si sta allenando nel disco, Giacomo di 17 anni è molto dotato fisicamente e si dedica al lancio del peso, mentre Andrea di 15 anni sta seguendo le orme del padre nel decathlon. Oltre agli allenamenti Raffaello fa molta attenzione anche al cibo e allo stile di vita: niente fumo, pochissimo alcool e un'alimentazione molto controllata, perché nell'atletica il peso è importantissimo: il suo peso forma, che controlla con frequenza, è 80 kg per 1,86 m di altezza. La sua dieta di atleta è diventata quella di tutta la famiglia: riso o pasta solo una volta al giorno, poco pane, massimo 80-90 grammi, pesce una o due volte alla settimana, carne rossa una volta alla settimana, via libera alle carni bianche e tanta tanta frutta e verdura. In casa non entrano cibi confezionati e cibo spazzatura, così non c'è neppure la tentazione di sgarrare.

La prossima edizione 2017 dei Medigames si svolgerà a Marsiglia; l'infermiere volante sta recuperando un leggero trauma, uno stiramento del bicipite femorale sinistro, e conta di tornare ad allenarsi al più presto anche per altri appuntamenti importanti... Medaglie in vista anche per il 2017?

La carica degli over 35
L’organizzazione dell’atletica “over 35”, ovvero dei Master, vede i praticanti suddivisi in fasce di età di cinque anni, a partire dai 35 anni: la sigla della categoria (SM per gli uomini, SF per le donne) è seguita dalla cifra dell’età più giovane della fascia (per esempio: SM35 indicherà la fascia di tesseramento che riguarda gli uomini dai 35 ai 39 anni).

a cura di LELLA FONSECA

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