Atrofia vaginale, un laser per combatterla

Atrofia vaginale

Tutte le donne conoscono i sintomi legati alla menopausa come la sudorazione notturna e le vampate di calore. Di atrofia vaginale, invece, si parla poco e spesso è vissuta con imbarazzo. Eppure si tratta di una condizione molto diffusa durante la menopausa (ma anche nel post parto) che può avere come conseguenza secchezza vaginale, bruciore, fastidi continui, dolore durante i rapporti, disturbi che possono compromettere anche in modo importante la qualità di vita.

Oggi oltre alla Terapia Ormonale Sostitutiva a base di estrogeni, cura però controversa perché secondo alcune teorie sembrerebbe correlabile a un aumento dell’incidenza del tumore al seno, buoni risultati in tempi brevi e in modo sicuro e indolore si possono ottenere grazie a innovative tecniche laser.

I rischi quando gli estrogeni calano e la mucosa si assottiglia: secchezza vaginale, dolore nei rapporti, maggior esposizione alle infezioni
La menopausa è caratterizzata da una serie di sintomi che compaiono dopo la cessazione del ciclo mestruale e sono detti precoci o tardivi. I sintomi precoci, come ad esempio la sudorazione notturna, le vampate di calore (definiti anche sintomi vasomotori), i disturbi dell’umore e del sonno, in generale compaiono alla brusca diminuzione dei livelli di estrogeni e possono persistere anche per anni. Questi disturbi sono legati alla carenza o diminuzione degli estrogeni, condizione tipica della menopausa. I sintomi tardivi della menopausa, invece, compaiono qualche anno dall’inizio della menopausa e sono legati principalmente all’atrofia vaginale e sono rappresentati da: irritazione vaginale con frequenti episodi di vulvovaginiti (con possibili perdite), secchezza, dolore durante i rapporti sessuali, talvolta con sanguinamenti. Questi disturbi sono causati dalla riduzione di spessore della mucosa vaginale tipica appunto dell’atrofia e non scompaiono col tempo, anzi si aggravano sempre di più col passare degli anni. L’assottigliamento della mucosa vaginale e vulvare, causato dal calo degli estrogeni e dalla mancanza di nutrimento e di idratazione delle cellule della mucosa vaginale, infatti, è un processo progressivo che rende la mucosa stessa più delicata, irritabile e maggiormente esposta a traumi e infezioni.

Dalla terapia ormonale sostitutiva al “ringiovanimento” vaginale
In passato sono state utilizzate diverse terapie. Oggi, la più conosciuta è la cosiddetta TOS, ovvero Terapia Ormonale Sostitutiva a base di estrogeni, che deve essere valutata di volta in volta singolarmente perché da alcuni studi è emerso che nelle pazienti sottoposte a questa cura aumenterebbe il rischio di neoplasie della mammella. Sono utilizzate anche terapie locali o topiche, come gli ovuli e le creme contenenti estrogeni o fitoestrogeni. Negli ultimi anni però è stata messa a punto una tecnica laser di nuova generazione che ha dimostrato di essere efficace nella rigenerazione dei tessuti della mucosa, riattivando la produzione di nuovo collagene (che in menopausa diminuisce) e ristabilendo le condizioni della mucosa vaginale caratteristiche dell’età fertile, attraverso uno speciale sistema laser a CO2 frazionato, realizzato appositamente per la mucosa vaginale (in internet è possibile trovare numerose informazioni in merito, pur essendo una tecnologia molto recente). Il laser CO2 agisce sulle pareti della mucosa vaginale attraverso uno scanner apposito, provocando delle microlesioni impercettibili ma necessarie per innescare un processo di neocollagenesi (produzione di nuovo collagene), di riorganizzazione e riequilibrio dei componenti della mucosa vaginale. L’azione del laser riattiva e ristabilisce quindi, in modo sicuro e indolore, la corretta funzionalità delle strutture coinvolte a livello urogenitale, migliorando inoltre anche i sintomi associati a disfunzioni urinarie ad esempio nel caso di lieve incontinenza da stress e da urgenza (vedi box). Si innesca un processo di rigenerazione tissutale che dura diverse settimane, ma la stimolazione è immediata e già dopo il primo trattamento si riscontrano miglioramenti. Il tessuto della mucosa diventa così più nutrito, idratato, l’epitelio si ispessisce e diventa più tonico (vaginal tightening) e meno lasso. Si ristabilisce inoltre il corretto pH vaginale che favorisce il mantenimento della naturale barriera protettiva riducendo i rischi di infezioni. Oltre che in caso di atrofia vaginale dovuta al calo degli estrogeni, il laser CO2 si è dimostrato utile anche nel trattamento del Lichen vulvare, malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune a causa della quale la pelle dei genitali diventa bianca, a macchie e più sottile del normale, e nella cura del vestibolite vulvare, infiammazione della mucosa del vestibolo vaginale, ossia dei tessuti posti all’ingresso della vagina, un problema con un’origine multifattoriale (fattori biologici e organici, psicosessuali e relazionali) che, secondo le stime, interessa il 12-15% delle donne che si rivolgono al ginecologo e se trascurato può diventare cronico (vulvodinia).

DIVERSI TIPI DI INCONTINENZA
L’incontinenza è tra i problemi femminili più diffusi nelle donne dai 35 anni in su. Può essere di diverso tipo: da sforzo (ridendo o tossendo, alzando pesi), da urgenza (perdita involontaria di urina causata da una mancanza di controllo dello stimolo della minzione da parte del cervello), mista (che presenta incontinenza da sforzo e per imperiosità insieme). La più diffusa, è quella da sforzo o da “stress”, che si manifesta quando aumenta la pressione dell’addome sulla vescica in occasione di uno sforzo fisico, ma anche quando semplicemente si ride, si tossisce, si starnutisce o durante un movimento. In genere è un problema legato a fattori meccanici a causa dei quali si verifica una rettilineizzazione dell'angolo che naturalmente esiste tra l'uretra e la vescica e che evita la fuoriuscita di urina. Questo può succedere in particolare in seguito al parto naturale, nelle donne giovani, mentre nelle donne in menopausa si aggiunge anche un fattore ormonale che causa una diminuzione dell’elasticità delle fasce endopelviche, che sono i naturali sostegni alla normale posizione dei visceri deputati alla minzione (cioè all’eliminazione dell’urina).

a cura del dott. ROLANDO BREMBILLA
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
- PRIMARIO EMERITO POLICLINICO SAN PIETRO PONTE SAN PIETRO -

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