Progettazione Cooperativa sociale Onlus e Associazione Albatros

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Insieme per migliorare la vita di bambini e ragazzi cerebrolesi.
Da oltre 16 anni al servizio di adulti che hanno subito danni al cervello per incidenti o malattie, oggi ProgettAzione, Cooperativa Sociale ONLUS di Pedrengo che promuove e gestisce iniziative rivolte all'integrazione sociale di persone in difficoltà e che hanno subito una grave cerebrolesione, lancia un nuovo progetto. Questa volta è rivolto a bambini e ragazzi minorenni con danni cerebrali, che ha come obbiettivo il reinserimento a scuola e nel tessuto sociale attraverso attività di riabilitazione. Il trauma cranico infantile, tra le lesioni cerebrali dei minori, rappresenta una delle più importanti cause di mortalità nell’età pediatrica (meno di 15 anni) e uno dei più frequenti e seri motivi di ricorso al pronto soccorso pediatrico.

«Dal punto di vista sanitario in Italia le eccellenze non mancano» dichiara Alvaro Bozzolo, presidente della Cooperativa. «Infatti centri di altissima specializzazione seguono il minore e la famiglia nella fase acuta e post-acuta e del follow-up medico-sanitario. Invece, dal punto di vista “sociale” è difficile avere un supporto specialistico per questi casi. Ecco perché ProgettAzione ha deciso di indirizzare i propri sforzi in questa direzione. È necessario accompagnare i minori e le famiglie nel percorso di reinserimento sociale sostenendo e collaborando ad un “nuovo progetto di vita” che aiuti le fasi della crescita». In particolare l’attività di ProgettAzione, che in questo progetto viene supportata dall’Associazione Albatros, si basa su tre aree di intervento: supporto ai genitori, collaborazione con la scuola e organizzazione delle relazioni con i Servizi Sociali. L’Associazione Albatros da anni opera nel campo del supporto extrascolastico con una particolare attenzione ai temi dell’adolescenza e dei minori per lo sviluppo di azioni integrate che prevedano adeguati supporti educativi e formativi, al fine di garantire competenze, socializzazione e diritto alla cittadinanza e lavora stabilmente per la sensibilizzazione e la formazione di famiglie, nella consapevolezza del loro ruolo fondamentale nella prevenzione del disagio minorile e dei fattori sociali di rischio. «Il supporto sociale alla famiglia si sviluppa intorno al fatto che non è facile ottenere informazioni sulle cose da fare, le agevolazioni che si possono avere» spiega Bozzolo. «La solitudine spesso accompagna i familiari nel tempo che va dall’evento invalidante alla dimissione ospedaliera a tutto il periodo riabilitativo che a volte è molto lungo. Quindi il nostro intervento si inserisce dapprima in questa fase. Poi quando c’è il reinserimento a scuola, diamo un supporto individualizzato extra scolastico, tenendo ben presente che una disabilità acquisita non può e non deve essere “trattata” come una disabilità cognitiva neonatale e questa diversità richiede un approccio al bambino molto diverso. Il rapporto con gli insegnanti e la consapevolezza di una “diversità” sono elementi sostanziali per un corretto reinserimento scolastico». Ultimo ambito di intervento è quello del supporto ai Servizi Sociali di base. «Le esperienze sul tema del supporto sociale ai “nuovi disabili” da parte dei Servizi sociali comunali, consegnano un quadro di grande disponibilità, ma una difficoltà oggettiva nell’intervenire sui temi complessi quali la celebro lesione acquisita e i suoi esiti» continua il presidente. «La bassa incidenza numerica sulla quantità di casi “in carico” a un servizio di base, fa sì che le esperienze siano spesso insufficienti per trattare casi complessi, che necessitano di indicazioni su possibili percorsi riabilitativi e di integrazione sociale. Lavorando in questo senso, offrendo un percorso riabilitativo e un supporto alle famiglie a 360 gradi, ProgettAzione e Albatros vogliono dare alle famiglie dei bambini e ragazzi una possibilità di recupero in più».

Il danno cerebrale acquisito
È un tipo di lesione cerebrale non classificabile come ereditaria, congenita, degenerativa o causata da un trauma alla nascita. Il danno cerebrale acquisito determina in genere un cambiamento nell'attività dei neuroni, che influenza una o più aree del cervello, incluse quelle deputate alla cognizione, alla comunicazione e al linguaggio, alla memoria, all'attenzione e alla concentrazione, al ragionamento, al pensiero astratto, alle funzioni fisiche, al comportamento psicosociale e all'elaborazione delle informazioni. Un esempio di danno cerebrale acquisito è il trauma cranico: è definito come un colpo o una ferita penetrante alla testa in grado di alterare la funzione cerebrale. Il trauma cranico va da lesioni di grado moderato (breve alterazione dello stato mentale o dello stato di coscienza) a lesioni gravi (periodo prolungato di incoscienza o amnesia dopo il trauma). Il danno cerebrale può avere come conseguenza problemi alla funzionalità motoria a breve e lungo termine.

a cura di VIOLA COMPOSTELLA

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