Sole, sabbia e un pallone

Beach volley

Gli ingredienti per un'estate bella, divertente e in forma. Tonifica, aiuta a bruciare calorie, è divertente e offre l’occasione per stare all’aria aperta e in compagnia: il beach volley è davvero lo sport dell’estate. Accessibile a tutti, negli ultimi anni la pallavolo giocata su sabbia si è sempre più affermata anche sulle spiagge italiane, spinta anche dai buoni risultati della nostra squadra nazionale. Ma come si gioca? È molto diversa dal volley “tradizionale”? Divertimento a parte, perché vale la pena provarla? E ci sono controindicazioni o rischi? Lo abbiamo chiesto a Beppe Ferrenti, fisioterapista e osteopata della Foppapedretti Volley Bergamo.

Quali sono le regole del beach volley? In quanti si gioca?
Innanzitutto il beach volley è giocato da due squadre di due giocatori ciascuna (che non possono essere sostituiti) posizionati liberamente in campo (contro i sei giocatori del volley). Le regole sono simili ma non uguali a quelle del volley "normale". Una squadra ha diritto di toccare la palla per tre volte per inviarla nel campo avverso, includendo il tocco a muro. Per fare punto bisogna far cadere la palla nel campo avversario dopo i tre tocchi quando si riceve, mentre direttamente quando si effettua la battuta; la squadra che fa punto ha diritto alla battuta successiva. La palla non può essere trattenuta - catturata- bloccata- accompagnata; il pallonetto si esegue con le nocche delle dita, altrimenti è fallo. Il gioco comincia con un servizio che deve essere effettuato fuori dal campo. L’azione di gioco continua fino a quando la palla tocca una delle due metà campo, va fuori dal perimetro oppure una squadra commette un errore. Anche nel beach volley la squadra che vince l’azione guadagna un punto. Quando la squadra che riceve vince l’azione, guadagna un punto e il diritto a servire. Si cambia campo alla fine di ogni set, ogni sette punti e multiplo di sette nei primi due set e ogni cinque e multipli di cinque nel terzo set. La partita si vince al meglio dei tre set, a 21 punti a set con vantaggio di due. In caso di parità dei primi due set, l’ultimo se lo aggiudica chi arriva prima a 15 sempre con due punti di vantaggio. Per quanto riguarda l’area di gioco deve essere un campo di sabbia di 16x8 metri con altezza rete uguale a quella della pallavolo. Il pallone deve avere lo stesso peso di quello della pallavolo, ma con una pressione minore e una dimensione leggermente più grande.

Dove ha origine?
Ha origine in California e nelle isole Hawaii ma è popolare anche in altri Paesi come la Svizzera e la Germania. A livello internazionale le nazioni più vittoriose sono il Brasile, detentore del titolo mondiale, e gli Stati Uniti, sia con la squadra maschile sia femminile.

Chi può praticare questo sport?
Tutti possono praticare il beach volley. Bisogna però tener presente che è uno sport in cui serve un minimo di preparazione fisica perché il corpo è sottoposto a stress non indifferente. Quindi prima di cimentarsi bisogna prepararsi da un punto di vista cardio-circolatorio-respiratorio e muscolare e con una buona integrazioni di liquidi e sali minerali e un'alimentazione energetica ma leggera perché spesso si gioca a temperature alte, a tutte le ore e soprattutto d’estate.

Se un atleta gioca a pallavolo può passare al beach volley?
È quasi sempre lo step successivo perché si ha già un preparazione di base. Capita molto spesso che giocatori che hanno praticato la pallavolo passino al beach volley professionistico. Un esempio? La bergamasca Greta Cicolari che, dopo aver militato nella Nazionale italiana con buoni risultati, nel 2015 si è aggiudicata il titolo di Campionessa Italiana di beach volley.

Perché fare beach volley?
È uno sport completo, da un punto di vista fisico aiuta a sviluppare coordinazione, elasticità muscolare ed equilibrio, da un punto di vista psico-emozionale aiuta all’attenzione, alla concentrazione e all’autocontrollo delle tensioni e dell’emozioni. Inoltre favorisce la socializzazione, essendo un gioco di squadra anche se solo a due, e non da ultimo aiuta a bruciare calorie e a tonificare il corpo.

Quanti allenamenti bisognerebbe fare per avere benefici?
I professionisti si allenano quasi tutti i giorni per due tre ore con associata preparazione fisica, per i non professionisti bastano due-tre allenamenti settimanali.

Ci sono controindicazioni?
Poiché si si gioca ad alte temperature con impegno fisico importante è controindicato per chi ha problemi cardiocircolatori e respiratori, problemi articolari e per chi ha gravi deformazioni della colonna vertebrale e alle ginocchia. Inoltre è importante non dimenticare che, anche in persone sane, spalla, ginocchia e schiena (zona lombare) vengono sottoposte a maggiore stress: per questo, per prevenire infiammazioni o traumi, bisogna eseguire un programma specifico di rinforzo muscolare e propriocettivo per queste articolazioni.

Il beach volley è un ottimo alleato della linea: fa aumentare il tono muscolare, ma non la massa. In una partita non professionale di circa un’ora si possono consumare dalle 500 alle 700 calorie.

a cura di GIULIA SAMMARCO
Ha collaborato DOTT. BEPPE FERRENTI
Fisioterapista e Osteopata
- PRESSO FOPPAPEDRETTI VOLLEY BERGAMO 
E OLIS STUDIO FISIOTERAPICO -

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