Mirko Ronzoni. La salute? Comincia nel piatto.

MIRKO RONZONI

L’anno scorso ha vinto l“Hell’s Kitchen”, la versione italiana del talent show culinario più famoso e longevo al mondo, condotta dallo chef Carlo Cracco su Sky Uno ed è diventato executive chef nel ristorante di uno dei più famosi alberghi del sud della Sardegna. Nel suo sito lo chef ricorda la sua straordinaria avventura televisiva, e si definisce così:

«Classe 1990, cresciuto a Dalmine ma cittadino del mondo. Comunicativo, istrionico, socievole, amante della moda, degli accessori, del ben vestire ma sempre con un tocco personale ed eccentrico. Non passo inosservato grazie a una spiccata personalità che mi ha messo in evidenza in programmi televisivi e giornali, in numerosi eventi promozionali tra cui GourmArte a Bergamo, Salone del Gusto di Milano e Eataly a Torino. È proprio questo che caratterizza la mia cucina: tradizione, tecnica, ricerca a dir poco maniacale delle materie prime, ma sempre con un giusto tocco personale». A leggere queste note si ha la sensazione che Mirko Ronzoni, 25 anni, sia un giovane di belle speranze ma un po’ montato. Sensazione che evapora quando lo incontriamo a Dalmine, dove vive con la mamma.

La sua passione nasce in quarta elementare quando frequenta un corso di cucina. «Da allora non mi sono più fermato» ci dice. «Ho sfogliato enciclopedie, libri e soprattutto ho frequentato una vicina di casa napoletana che al pomeriggio, dopo i compiti, mi intrigava con le sue ricette. Ricordo ancora i miei due primi esperimenti: involtini al prosciutto e una zuppa di pesce. La mia era pura passione e così dopo le scuole medie la scelta di iscrivermi all’Istituto Alberghiero di Nembro è stata naturale anche se avevo mille paure. Io non ero mai uscito da Dalmine e ora dovevo prendere due autobus e fare un’ora e mezza di viaggio. A scuola ho imparato tanto, ma anche frequentando i corsi di cucina dell’Accademia del Gusto dell’Ascom (Associazione commercianti) di cui ora sono Chef docente e facendo stage in ristoranti famosi della Bergamasca scoprendo l’alta ristorazione, i piatti gourmet». Come quelli che ha preparato per la serata finale di “Hell’s Kitchen”: capesante croccanti con crema di castagne come antipasto; risotto alle barbabietole come primo; animelle al burro e yoghurt, petto d’anatra con brodetto di cicala di mare; e infine il dolce, uno scrigno di cioccolato, burro di arachidi e sorbetto al mango piccante. «È stata una strabiliante esperienza» continua. «Mi ha dato notorietà e un po’ ha cambiato la mia vita. Ora tengo corsi di cucina, mi chiamano per organizzare eventi o cene in case private. Sono un cuoco freelance, anzi un cuoco “pret a porter” che ama una cucina provocante, nuova, fuori dagli schemi ».
Una cucina creativa che ha già portato in televisione quando con l’Istituto Alberghiero partecipò alla “Prova del cuoco” e che ha elaborato in giro per il mondo: a Londra nel ristorante di un hotel a 5 stelle, a Bucarest dove con un amico bresciano aprì un locale italiano; a New York in una start up con soci romani. «In America però sono stato solo tre mesi. Avevo fatto domanda per partecipare alla seconda edizione di “Hell’s Kitchen” e mi chiamarono. Una gara massacrante, davvero infernale. Sono rimasto rinchiuso per 42 giorni senza telefono, senza poter uscire, senza poter parlare con nessuno se non in trasmissione. E alla fine Cracco mi ha chiamato “teleimbonitore”, ma non mi sono assolutamente offeso. A me piace il mondo televisivo anzi spero di rimanerci anche se ci sono troppi programmi di cucina, un eccesso che andrebbe scremato. Comunque bisogna anche dire che grazie a questi talent show la gente si è avvicinata a una nuova cultura del cibo e fa attenzione a quello che mangia. Me ne accorgo anche quando tengo il corso di showcooking all’Humanitas Gavazzeni, preparando e spiegando i piatti che faccio. Anche se la mia cucina è estetica, colorata, provocante, influenzata dalle tradizioni di tutto il mondo per non correre rischi con la salute il segreto è evitare i grassi, cuocere gli alimenti a vapore o sottovuoto e soprattutto mangiare le giuste dosi senza esagerare e senza abbuffarsi».
Mirko ora culla un suo sogno. «Oltre a entrare stabilmente nel mondo della Tv mi piacerebbe aprire un bistrot dove si può mangiare 24 ore al giorno e tutta la settimana. Intanto con una nota agenzia immobiliare sto portando avanti un progetto collegato al territorio: creare nel loro show-room uno spazio dove poter organizzare eventi e corsi gastronomici con assaggi di piatti preparati al momento». Come quello della ricetta che più lo rappresenta. «Gnocco arrosto, stracciatella di bufala, tartare di gambero rosso, chorizo croccante, bisque di gamberi come brodetto rosso». Un mix di sapori originale e sorprendente proprio come lui. Ne sentiremo parlare presto. Nell’attesa date un occhio alla sua pagina Facebook.

Una sfida a colpi di menu
“Hell’s Kitchen” (letteralmente la cucina dell’inferno”) è un reality show statunitense, o meglio cooking show, che consiste in sfide di cucina condotto dallo chef Gordon Ramsay dal 2003. La versione italiana, trasmessa da Sky Uno e condotta dal famoso chef Carlo Cracco, ha una marcia in più rispetto alle altre 26 edizioni trasmesse nel mondo: il vincitore diventa per sei mesi executive chef in un vero ristorante. Il format è ambientato in un vero ristorante e vede due squadre di cuochi alle prime armi darsi battaglia a colpi di menu per conquistare l’ambito contratto da executive chef presso uno dei più noti ristoranti della Costa sud della Sardegna. La gara vede tra i suoi ospiti anche un pubblico di appassionati della trasmissione registrata proprio in questi mesi che a tu per tu con i cuochi assaggeranno i piatti. Alla fine vince solo uno degli aspiranti cuochi che vola poi in Sardegna. La nuova edizione è in onda su Mtv in chiaro su canale 8.

a cura di LUCIO BUONANNO

 

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