Mononucleosi, non solo baci

mononucleosi

Febbre alta, stanchezza e mal di gola, i sintomi. La complicanza grave, la rottura della milza.
La chiamano anche “malattia del bacio”. Si trasmette con la saliva e meno spesso per condivisione di oggetti (posate, bicchieri) entrati in contatto con la saliva di una persona infetta. È la mononucleosi, un'infezione virale molto diffusa che gran parte delle persone ha sviluppato nella propria vita senza saperlo. Oltre il 90% della popolazione infatti ha nel sangue anticorpi contro il virus che la causa. Il motivo è che, quando contratta nei primi anni di vita, la malattia ha spesso un decorso senza sintomi, mentre nelle altre fasce di età spesso viene scambiata per influenza.

La colpa? È dell’herpes virus Epstein-Barr
La mononucleosi infettiva è una malattia infettiva causata da un virus, chiamato virus di Epstein-Barr (EBV) dal nome dei due studiosi inglesi Anthony Epstein e Yvonne Barr che per primi lo isolarono nel 1964. Il virus di Epstein-Barr è un herpes virus, affine ai virus che causano varicella/herpes zoster ed herpes labiale, ed al Citomegalovirus. Come altri herpesvirus, EBV è diffuso in tutto il mondo. Si trasmette attraverso contatti stretti tra persone, in particolare tramite la saliva: possono essere occasione di trasmissione, ad esempio, la condivisione di posate o bicchieri, oppure i baci. In alcuni Paesi e ambienti sociali in più precarie condizioni igieniche la maggior parte dei bambini si infetta nei primi anni di vita. In altri contesti, la trasmissione può avvenire più tardi: la mononucleosi infettiva è stata indicata anche come “malattia del primo bacio” proprio per la relativa frequenza con la quale, in alcuni Paesi, si osserva negli adolescenti.

Febbre, linfonodi ingrossati, mal di gola e stanchezza, i campanelli d’allarme
Si presenta in genere con febbre, ingrossamento diffuso dei linfonodi, mal di gola e profonda stanchezza. L’ingrossamento dei linfonodi può essere più facilmente apprezzabile al collo, ma può coinvolgere molteplici sedi superficiali e profonde: i linfonodi possono raggiungere dimensioni anche superiori ai 2 centimetri ed essere moderatamente dolenti; la tumefazione usualmente si riduce gradualmente nel corso di 3-4 settimane. Il mal di gola può essere molto forte, tanto da interferire con l’alimentazione, al punto che talvolta può essere difficile e doloroso anche deglutire la saliva. La sensazione di stanchezza può essere molto intensa e, soprattutto, protratta: mentre febbre, mal di gola e tumefazioni linfonodali regrediscono usualmente nell'arco di alcuni giorni o poche settimane, una profonda astenia (debolezza) può protrarsi per molte settimane o, in alcuni casi, per diversi mesi. La maggior parte dei pazienti affetti da mononucleosi infettiva presenta, inoltre, un ingrossamento della milza che in genere si risolve nel corso di alcune settimane; molto raramente la splenomegalia (cioè l’ingrossamento della milza) è complicata dalla rottura dell’organo, che richiede ricovero d’urgenza. La diagnosi può spesso essere sospettata sulla base dei sintomi a cui abbiamo accennato. Tra gli esami di laboratorio, invece, è caratteristico il notevole aumento del numero dei globuli bianchi. In particolare, è elevato il numero dei linfociti, tra i quali molti presentano al microscopio aspetti atipici (“linfociti attivati”). Spesso sono alte anche le transaminasi: il virus di Epstein-Barr causa infatti frequentemente una modesta epatite acuta, del tutto benigna. La conferma diagnostica deriva da un esame sierologico, che ricerca gli anticorpi specifici per EBV. Un volta fatta la diagnosi, non è in genere indicato ripetere gli esami di laboratorio; l’epatite, se presente, si risolve sempre senza conseguenze, mentre gli anticorpi restano presenti per molti mesi (anticorpi di classe IgM) o per tutta la vita (anticorpi di classe IgG).

Paracetamolo e antinfiammatori contro i sintomi
La terapia è sintomatica: paracetamolo e farmaci antinfiammatori possono essere utili per alleviare i sintomi. Il ricorso a brevi cicli di terapia con il cortisone (su prescrizione medica) deve essere riservato a casi selezionati con importanti complicanze (ad esempio bambini con difficoltà respiratoria per ostruzione della gola da parte del tessuto linfatico infiammato). L’impiego di farmaci antivirali non è indicato. È importante assicurare una buona idratazione e, poi, una nutrizione adeguata. Nei primi giorni di malattia cibi freddi e morbidi possono essere di aiuto; raramente si rende necessario ricorrere a idratazione per via endovenosa.

Attenzione a non fare sforzi fisici
Come si è detto, la mononucleosi infettiva può causare una profonda stanchezza, che può protrarsi a lungo, ed esiste un rischio, sia pur limitato, di rottura di milza. Per questi motivi, si raccomanda di mantenere il riposo durante la fase acuta della malattia (in genere 1-2 settimane), e di riprendere le attività fisiche più intense gradualmente, a partire dalla terza-quarta settimana; particolare cautela deve essere adottata nel caso di sport da contatto a elevato rischio di traumi addominali.

Attenzione alla saliva altrui. Per prevenire la mononucleosi infettiva può essere utile adottare le generali misure di igiene personale e sociale, in modo da ridurre l’esposizione alla saliva di persone portatrici del virus. non esistono misure di profilassi specifica, vaccinale o d’altro genere.

a cura del DOTT. MARCO RIZZI
Specialista in Malattie infettive
- RESPONSABILE UNITA' MALATTIE INFETTIVE A.O. PAPA GIOVANNI XXIII BERGAMO -

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