Lupi d’amare e autismo in barca contro il pregiudizio

Lupi d’amare e autismo in barca contro il pregiudizio

Cinque ragazzi autistici e una traversata in catamarano. Per dimostrare che l’autismo non è un ostacolo all’autonomia e per vincere i pregiudizi nei confronti di questa malattia. L’idea è di Lucio Deretti, educatore del Centro socioeducativo della Cooperativa “Zefiro Autismo” di Valtesse (www.zefiroautismo.it), onlus che ha tra gli obbiettivi favorire il recupero dell’autonomia e la socializzazione della persona con autismo.

Così, due anni fa, è nata l’iniziativa “Lupi d’amare”. «Nel 2013 ho organizzato una gita in barca a vela sul Lago d’Iseo. Era la prima volta che portavo i nostri ragazzi, affetti da autismo o patologie affini, in barca. Ero curioso di vedere quali interessi, reazioni, problemi potessero sorgere in quella situazione» racconta Lucio. «La gita non è andata bene, è andata benissimo! I ragazzi si sono adeguati alle richieste fatte senza esitazioni e hanno tenuto un livello d’attenzione sempre molto alto. Alla fine della giornata lo skipper, Nicolò Barro, è rimasto talmente colpito che mi ha proposto di organizzare un’esperienza di più giorni in barca a vela in mare. La proposta era stuzzicante, ma anche non facile da concepire. Quali imprevisti potevano sorgere? Quali accorgimenti adottare? Come controllare le variabili e gestire le difficoltà dei ragazzi che mai (eccetto uno) erano saliti su una barca a vela e mai avevano navigato per ore in mezzo al mare, senza punti di riferimento, lontani dalle loro sicurezze, routine, famiglie, vivendo 20 ore al giorno in 60 metri quadrati? Ne ho parlato con uno dei genitori. Mi ha spronato e mi ha messo in contatto con un’azienda, la Vaillant Italia, che poteva essere sensibile a sostenere un progetto così... particolare. E da quel punto il puzzle ha iniziato a incastrarsi». Vaillant copre tutte le spese. Lo skipper Nicolò Barro e l’associazione sportiva Sportaction forniscono la barca (un catamarano) e tutto il programma di viaggio. «Noi, Cooperativa Zefiro ci abbiamo messo l’equipaggio: cinque ragazzi, io e due colleghi. E così a ottobre abbiamo navigato per quattro giorni tra Capraia ed Elba. È stato straordinario, per l’atteggiamento dei ragazzi, entusiasti e collaborativi, e la totale disponibilità del nostro Comandante. Eravamo tutti contenti, noi, i ragazzi, i genitori. E anche i giornali si sono interessati al nostro progetto. Un successo, soprattutto perché abbiamo acceso i riflettori sull’autismo e sul fatto che persone che nell’immaginario collettivo si pensa debbano vivere recluse tra quattro mura in realtà possono invece vivere esperienze bellissime con semplici accortezze e con un buon livello di autonomia. I ragazzi non erano semplici turisti ma parte vera e integrante dell’equipaggio, con compiti e postazioni da mantenere. La loro autostima ne ha sicuramente beneficiato». L’iniziativa si è rivelata così positiva che ad aprile scorso ha vissuto la sua seconda tappa. E non è tutto. Il prossimo passo sarà la costruzione, a Grè nella frazione di Solto Collina, di un vero e proprio progetto di avvicinamento alla vela. «C’è chi parla di velaterapia... io dico solo che certe cose sono meno proibitive di quanto si pensi e che con le dovute accortezze e personalizzazioni molto di ciò che per noi "normali" è quotidianità, lo può essere anche per persone autistiche o con altre patologie» conclude Lucio.

Non solo mare... anche serate e vacanze insieme
Oltre a “Lupi d’amare” sono molte le iniziative organizzate da Zefiro per coinvolgere ragazzi autistici o con patologie affini. Tra queste uscite in pizzeria, al ristorante, a teatro, a concerti, al bowling, a feste ma anche soggiorni estivi al mare, montagna o lago aperti anche ai genitori. Poter condividere con coetanei e adulti spazi di tempo libero esterni ai soliti contesti abitudinari infatti arricchisce l'esperienza di vita delle persone con autismo e permette loro di apprendere modalità di comunicazione e di comportamento sempre più efficaci, raggiungendo così nuove autonomie e aumentando notevolmente la loro qualità della vita. Altro progetto importante è quello denominato “Casa Mia”, nato per garantire alla persona con autismo la possibilità di trascorrere del tempo, anche notturno, senza i genitori; sviluppare autonomie di gestione di sé; acquisire autonomie relative alla vita quotidiana; favorire la socializzazione attraverso attività di tempo libero sia in appartamento che sul territorio.

a cura di MARIA CASTELLANO

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