In vacanza col pancione. Un’estate a misura di gravidanza

In vacanza col pancione

Estate, tempo di vacanze. Anche per chi è in dolce attesa. Ma dove è meglio andare per godersi un po’ di relax in sicurezza? Mare o montagna? Si può prendere il sole? E quali accorgimenti adottare per non correre rischi? «Partiamo dal presupposto che la gravidanza non è una malattia.

Quindi se la gravidanza è fisiologica, la futura mamma può andare in qualsiasi luogo, pur con le dovute attenzioni e la necessaria prudenza e moderazione» osserva la dottoressa Alessandra Visconti, ginecologa. «Ad esempio è bene evitare paesi in cui vi è il rischio di malattie infettive (come la malaria o il tifo) le cui gestioni non sarebbero semplici in una donna gravida. Altro consiglio è tenere in considerazione l’epoca di gestazione: nel primo trimestre non ci sono particolari problemi (il rischio di aborto spontaneo non è certo condizionato dal fatto di andare in vacanza) e, se la mamma se la sente, nulla vieta di trascorrere qualche giorno di relax nel luogo che preferisce. Il miglior periodo per viaggiare è il secondo trimestre: nausea e vomito di solito sono spariti e ci si sente in forma. Nel secondo trimestre, soprattutto dalla 27-28a settimana in poi, è meglio recarsi in luoghi che abbiano vicino una buona struttura ospedaliera: sebbene accada raramente, nel caso di rischio di travaglio prematuro, ci può essere il bisogno dell’assistenza di un centro specializzato. Se la donna si trova al termine della gravidanza l’importante è che ci sia vicino un ospedale: se il bambino ha voglia di nascere, anche se è in una città diversa dalla propria, che problema c’è? Ricordate, però, di portare con voi sempre la documentazione della gravidanza ed i vostri esami perché potrebbero essere utili».

Aereo sì, ma entro le 36 settimane
In genere, se la gravidanza procede in modo fisiologico, non ci sono rischi per un viaggio in aereo almeno entro le 36 settimane di gravidanza. «Bisogna fare però attenzione alle compagnie aeree con le quali viaggiamo. Quasi sempre richiedono un certificato medico del ginecologo (ultimamente scaricabile sui siti web della compagnia e da compilare) per accettare la donna gravida in relazione ai regolamenti vigenti» suggerisce la dottoressa Visconti. «Il consiglio in aereo è di utilizzare calze elastiche per facilitare la circolazione venosa».

In montagna: non oltre i 1300 metri
In montagna l’aria è fresca, non c’è umidità e il paesaggio ha sicuramente un effetto rasserenante. «Meglio però non superare i 1300-1400 metri di altitudine» spiega la specialista. «Questo per due motivi: più aumenta la quota, più è facile allontanarsi da possibili strutture sanitarie e se capita qualche imprevisto può risultare difficile tornare a valle; quando aumenta l’altitudine, diminuisce la concentrazione di ossigeno nell’aria e questo può avere ripercussioni sul sistema placentare che ha bisogno di raccogliere più ossigeno possibile da inviare al vostro bambino. Inoltre ricordate che le passeggiate in montagna devono essere sempre piacevoli. Evitate quindi scarpinate stancanti e pericolose».

Al mare: sole alle giuste dosi per non rischiare macchie sulla pelle e colpi di calore
L’esposizione eccessiva al sole mette a rischio di disidratazione, colpi di sole, macchie sulla pelle del viso (cloasma). Per evitare tutte queste conseguenze è indispensabile adottare alcuni accorgimenti. «Innanzitutto evitare di stare sotto il sole nelle ore di punta (dalle 11 alle 16). Quando si sta al sole per tanto tempo è d’obbligo un cappello a tesa larga per proteggere il viso e le spalle dal sole. Anche questo è un accorgimento per evitare il surriscaldamento corporeo» continua la specialista. «È necessario applicare le creme solari ad alta protezione anche quando si è già abbronzate. La crema deve avere un ampio spettro di protezione elevato sia per i raggi UVA sia per i gli UVB. Generalmente viene raccomandato di non scendere mai sotto il fattore di protezione 15 anche se, chi ha una carnagione chiara e sta esposto al sole per molto tempo, dovrebbe adottare protezioni più elevate».

Contro la stanchezza acqua, frutta e verdura
Con il caldo è facile che la futura mamma abbia problemi di pressione bassa, gambe e mani gonfie. «Fermo restando che in gravidanza il problema è la pressione alta, durante l’estate, con l’aumento delle temperature, spesso le gravide hanno questa sensazione di spossatezza dovuta alla pressione bassa» conferma la dottoressa Visconti. «Bere tanta acqua, magari con l’aggiunta di sali minerali, è il consiglio cardine. Spossatezza, crampi, gonfiore infatti vengono agevolmente combattuti con l’assunzione di liquidi (non zuccherati) in ogni forma (verdure, zuppe, frutta fresca, yogurt)» conclude la specialista.

Il miglior periodo per viaggiare è tra il quinto e il settimo mese: nausea e vomito sono spariti e ci si sente in forma

a cura di ELENA BUONANNO
ha collaborato la DOTT. SSA ALESSANDRA VISCONTI
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
- PRESSO OSPEDALE DI PIARIO -

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