Palpitazioni, quando il cuore “salta” un battito o corre troppo

Palpitazioni, quando il cuore “salta” un battito

C’è chi le descrive come “un battito d’ali”. Chi come “un tonfo al cuore”. Parliamo delle palpitazioni o cardiopalmo, un sintomo molto diffuso, caratterizzato dalla spiacevole percezione del battito cardiaco (nel petto ma anche alla gola o al collo). Rappresentano il 16% dei sintomi per i quali i pazienti si rivolgono ai Medici di Medicina Generale e costituiscono la seconda causa di richiesta di valutazione specialistica cardiologica dopo il dolore toracico.

Normali, se dopo forti emozioni o sport intenso
La sensazione che avverte il paziente è come se il cuore saltasse un battito (extrasistoli) o battesse troppo in fretta (tachicardia) o con troppa forza. In condizioni di riposo e tranquillità l’attività cardiaca non viene in genere avvertita. In alcune situazioni particolari, invece, ad esempio durante emozioni o sforzo fisico intenso, può essere normale avere consapevolezza per brevi periodi di tempo della propria attività cardiaca e quindi dei battiti. In questo caso le palpitazioni vengono considerate fisiologiche, poiché rappresentano la normale percezione di un aumento della frequenza e della forza di contrazione cardiaca.

Attenzione a fumo, caffè e stress
Oltre a sport ed emozioni intense, le cause delle palpitazioni possono essere diverse: assunzione di farmaci come i diuretici e i decongestionanti, caffeina, alcol, fumo e droghe. Anche alcune patologie possono favorirle, ad esempio disturbi digestivi, disturbi della tiroide o anemia, febbre, ipoglicemia, intolleranze alimentari, asma, nonché ansia, sindromi depressive, stress e cambiamenti ormonali, come quelli legati alla gravidanza, al ciclo mestruale, alla fase pre-menopausale. Solo in una ristretta percentuale di casi, infine, possono essere la spia di patologie cardiache, come cardiopatie ischemiche (sofferenza del cuore dovuta a insufficiente apporto di sangue e ossigeno), tachicardia ventricolare o fibrillazione atriale. Non sempre però è possibile stabilirne con esattezza la causa; spesso la vera origine risulta solo probabile, mentre in alcuni casi possono essere riconducibili a più cause contemporaneamente. Le evidenze cliniche mostrano comunque che una buona parte dei soggetti con cardiopalmo presenta un ritmo sinusale normale o anomalie minori del ritmo. Uno studio, in particolare, ha evidenziato che il 40% dei soggetti che si era rivolto a un Pronto Soccorso per palpitazioni come sintomo principale, aveva alla base una condizione aritmica mentre nel 31% dei casi l’origine del sintomo era di natura psicogena (ovvero legata alla condizione psicologica della persona).

La terapia: non sempre serve… a volte basta cambiare stile di vita
Nella maggior parte dei casi le palpitazioni non sono pericolose e scompaiono da sole, senza ricorrere ad alcuna terapia. Tuttavia se diventano molto fastidiose o intense, è necessario recarsi dal proprio medico curante o presso il Pronto Soccorso per gli opportuni approfondimenti, in modo da poterne individuare le cause e agire appropriatamente con interventi preventivi e terapeutici. Il medico indicherà inoltre quali sono i segni e sintomi a cui si dovrà prestare particolare attenzione, quali sono le situazioni in cui sarà necessario recarsi al Pronto Soccorso, nonché tutti gli eventuali approfondimenti e controlli periodici ai quali ci si dovrà sottoporre. Sebbene infatti la mortalità associata alle palpitazioni sia bassa (attorno all’1% per anno), frequenti sono invece le recidive (77% circa), con un impatto negativo sulla qualità di vita. Basti pensare che un terzo delle persone che ne “soffrono” riferisce di essere incapace di svolgere le normali attività domestiche e il 12% addirittura riferisce di non riuscire a lavorare, con conseguente perdita di giornate lavorative. Per diminuire la frequenza delle palpitazioni è buona norma evitare i fattori scatenanti quali lo stress o l’assunzione di sostanze stimolanti come caffeina, nicotina, alcool e dedicarsi ad attività fisiche specifiche come lo yoga; ridurre o abolire, quando possibile, l’utilizzo di farmaci stimolanti, come ad esempio i rimedi contro la tosse e il raffreddore etc. In alcuni casi all’azione preventiva potrebbe essere necessario associare un intervento farmacologico che agisca sulle specifiche cause (qualora rilevabili) alla base delle palpitazioni, siano esse di tipo organico-metabolico (patologie tiroidee o cardiache, squilibri metabolico-ormonali etc.) o psicologico (ansia, agitazione etc.).

Se manca il potassio
Anche la carenza di potassio può favorire la comparsa di palpitazioni innocenti. Questo sale minerale infatti aiuta a regolare l’equilibrio idrico nell’organismo e ha una funzione importante nell’attività delle cellule e nella trasmissione degli impulsi elettrochimici del cuore.

LE BENIGNE...
• Tachicardia sinusale 
(dal greco tachys, veloce, e cardia, cuore). Aumento della frequenza dei battiti cardiaci. È un disturbo che capita all’improvviso ed è legato a un’aumentata velocità del nodo del seno, cioè di quella struttura che già normalmente funge da “segnapassi” cardiaco. La frequenza cardiaca in una persona sana varia tra 60 e 100 battiti al minuto, a seconda dell’età. In caso di tachicardia i valori della frequenza salgono a 100-150 di massima.
• Extrasistole. 

È un occasionale extra-battito che dà la sensazione di battito che “viene a mancare”. In pratica, si tratta di una contrazione cardiaca che avviene prima rispetto al ritmo normale.

… e le maligne (rare)
• Tachicardia ventricolare. È un’aritmia cardiaca che può portare allo scompenso cardiaco e può essere conseguenza di un precedente infarto oppure di un’ischemia (scarsa affluenza di sangue e ossigeno al cuore).
• Fibrillazione atriale. 

È caratterizzata da un aumento disordinato e irregolare della frequenza cardiaca. Provoca una riduzione della tolleranza agli sforzi, affaticamento e mancanza di fiato.

Lo yoga fa bene al cuore, anche in caso di palpitazioni. Secondo gli studi favorirebbe la diminuzione della frequenza cardiaca con conseguenti benefici sulla salute del muscolo cardiaco

a cura del DOTT. ALFONSO FUNARO
Specialista in Cardiologia
- PRESSO ISTITUTO CLINICO QUARENGHI SAN PELLEGRINO TERME (BG) 
E HUMANITAS GAVAZZENI BERGAMO -

Questo sito utilizza cookie

propri e di terze parti, per il funzionamento e la raccolta di dati anonimi sulle visite. Proseguendo si accetta l'uso dei cookie. Per dettagli e rifiuto dei cookie clicca qui

Approvo
Non mostrare più