Dalla parte del paziente oncologico, oltre la malattia

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“Assistere l’ammalato oncologico in modo globale ponendolo al centro di un sistema di cura e di attenzioni”. È Questa la mission che da 15 anni anima l’Associazione Oncologica Bergamasca onlus. Costituita nel 1999 e gestita interamente da volontari, opera in stretta collaborazione con le unità di Oncologia e Radioterapia e in sinergia con il Cancer Center dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sostiene e sviluppa progetti e servizi di ricerca, ascolto, accompagnamento e comunicazione a beneficio di tutta la comunità bergamasca. «In Italia la patologia tumorale oggi è la prima causa di morte nella popolazione adulta. E Bergamo non fa eccezione, anzi: è al secondo posto in Italia per mortalità, dopo Lodi. Fortunatamente, però, di cancro si muore sempre meno, grazie alla ricerca, alle nuove terapie e, soprattutto, alla prevenzione e a stili di vita più corretti. Il numero dei malati però è in continuo aumento e questo pone una vera e propria questione sociale oltre che sanitaria» osserva il presidente Nunzio Pezzotta. Il tumore, infatti, genera profonde ripercussioni sulla sfera psicologica, affettiva, familiare, lavorativa, relazionale, sessuale, sia del paziente sia dei suoi familiari. «Si tratta di disagi e deficit psicofisici con i quali i pazienti devono imparare subito a convivere: un elenco molto lungo e articolato di problemi fisici e psicologici che condiziona il vivere quotidiano ai quali si aggiunge anche il preoccupante dato che circa l'80% dei malati di tumore ha subito cambiamenti nel settore lavorativo, tra perdite di impiego e riduzioni di reddito. Accanto alla priorità e alla irrinunciabile necessità di ricevere le terapie più efficaci del momento, quindi, ci devono essere nel contempo altri diversificati servizi di natura psico-relazionale, logistica, amministrativa e un’efficace comunicazione. L’assistenza sanitaria offre interventi di eccellenza nella fase acuta della malattia, ma è insufficiente la filiera delle attività e dei servizi che deve supportare la persona nei vari ambiti della propria vita sociale nelle fasi della lungo-sopravvivenza, durante e dopo la malattia» continua il presidente. Ed è qui che entrano in campo le associazioni e il mondo del volontariato oncologico, tra cui appunto l’Associazione Oncologica Bergamasca. «Cerchiamo di supplire a queste carenze con servizi mirati dentro e fuori le strutture ospedaliere: accompagnamento, accoglienza, assistenza, sostegno psicologico, riabilitazione, informazioni personalizzate». Le attività organizzate dall’Associazione sono varie e diverse: dal supporto psicologico al progetto parrucche, dai Volontari in corsia al pronto intervento diagnostico, dal Progetto Eliot all’assistente sociale, al servizio di accompagnamento e altri ancora resi possibili dalla vicinanza e solidarietà di persone, famiglie e imprese bergamasche. «Tra le ultime di tempo, grande successo ha avuto il progetto “Muoviamoci Insieme – lotta alla sedentarietà, attivato e attuato dai Centri Sportpiù in memoria di Marina Polini, un’istruttrice mancata per un tumore, grazie al quale potremo migliorare e ampliare il servizio accompagnamento ed avviare prossimamente il nuovo progetto Nutrizionista». Il servizio accompagnamento casa-ospedale-casa, completamente gratuito, prevede l’accompagnamento dei pazienti oncologici in situazione di oggettiva difficoltà e bisogno che devono recarsi presso i reparti di oncologia e radioterapia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII per svolgere cicli di terapie, esami o visite specialistiche. Il Progetto Nutrizionista Curati col Cibo – Programma nutrizionale per i malati oncologici, invece, in sintonia con il tema centrale dell’ EXPO 2015, affronta l’importante tema dell’alimentazione. «Questo perché, ormai è certo, esiste uno rapporto stretto tra dieta e cancro. Una nutrizione adeguata può aiutare non solo a prevenire la malattia ma anche nel caso in cui sia stata già diagnosticata. Basti pensare che si stima che il 20% dei pazienti oncologici muoia a causa della malnutrizione piuttosto che per gli effetti diretti della neoplasia. È quindi importante che a fianco di un programma di diagnosi e terapia oncologica si affianchi una diagnosi e uno specifico programma nutrizionale. Il progetto prevede, quindi, l’attivazione di un ambulatorio nutrizionale nel reparto di Oncologia con la presenza di una dietista e di un biologo a disposizione di tutti i pazienti in cura attiva o in follow up dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo» conclude Pezzotta.

Per informazioni: www.aobonlus.it

La prima descrizione scientifica del cancro, malattia conosciuta da più 2500 anni, si deve al padre della medicina, Ippocrate (460 a.c.) che chiamò la malattia Karkinos (granchio) dalla forma del carcinoma della pelle.


A Bergamo a circa 5.700 persone all’anno viene diagnosticato un tumore maligno, con circa 15 nuovi casi ogni giorno (55% interessa gli uomini e il restante 45% le donne).

a cura di CHIARA LORENZI

 

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