Quando il canto diventa "cura". Contro ansia, stress e insonnia, ma non solo...

23_Page_41_Image_0003.png

«Cantare è un bisogno primario dell'uomo sin dall'antichità. Chi di noi non ha mai provato il desiderio di cantare a squarciagola sotto la doccia o non ha una sua canzone del cuore? Tutte le culture scandiscono rituali con il ritmo, la musica e il canto. Le nostre nonne hanno memoria di canti di un tempo, ogni mamma cerca un suo canto per il proprio bimbo. Di esempi come questi ce ne sarebbero moltissimi. E in ogni esempio, c'è sempre, nel suono della voce, un collegamento diretto con uno stato emozionale profondo. La voce si blocca, trema, si spezza, grida, cambia intensità, cambia forma nel tempo». Chi parla è Miriam Gotti, attrice professionista, cantante, musicoterapista, docente teatrale e musicale. «La voce è una rappresentazione del proprio mondo interiore e, come tale, ha un potenziale fortissimo per esprimere se stessi, comunicare. Lavorare la propria voce, significa quindi lavorare anche sul proprio mondo interiore. Questo può essere considerato "terapeutico", sia sul piano psicologico sia sul piano fisiologico, nella gestione del respiro e nel riequilibrio posturale».

C'è un rapporto tra canto e benessere? Qualche esempio?
Sì, certo. Il suono della voce è un tramite importante per il benessere. E in molte culture e tradizioni questo è ben conosciuto. Nella tradizione tibetana per esempio, o in Mongolia, il suono viene utilizzato come pratica di meditazione, preghiera, suono religioso o mistico. Il canto armonico, che consente di emettere fino a tre note contemporaneamente solo con l'uso della voce umana, è una tra le tecniche utilizzate proprio per incentivare uno stato di tipo meditativo-contemplativo. Infatti, per praticare questa tecnica, è necessaria una profonda conoscenza del corpo, una giusta dose di concentrazione e rilassamento fisico, un equilibrio tra emissione sonora e respiro. La frequenza molto acuta, in particolare, dà origine a una vera e propria "ricarica" della corteccia cerebrale. Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra degli anni Settanta, pioniere nel campo della ricerca legata alla fisica acustica e alle corrispondenze esistenti tra udito e guarigione fisica e spirituale, ha verificato come le armoniche e le frequenze acute migliorino l'umore.

Come il canto armonico può influenzare, invece, il benessere del corpo?
Lo stato di meditazione e rilassamento si accompagna a modificazioni fisiche evidenti, la riduzione dei ritmi cardiaci di circa tre battiti al minuto, la riduzione dei ritmi respiratori che diventano molto più ampi e dilatati, il rallentamento delle onde cerebrali con maggior presenza di onde alfa e theta (frequenze nelle quali per esempio scaturiscono i sogni notturni), la creazione di nuove sinapsi neuronali nel cervello, e il potenziamento delle capacità di ascolto. I livelli di ansia e di stress si riducono notevolmente e spesso anche chi soffre di insonnia, asma, problemi respiratori e cardiaci (in parte influenzati, come dimostrato da diversi studi scientifici, dalla condizione psicologica) ne può trarre beneficio.

a cura di MARIA CASTELLANO
con la collaborazione di MIRIAM GOTTI
Pedagogista, attrice professionista, cantante, musicoterapista, docente di teatro e canto
- A BERGAMO - 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

Questo sito utilizza cookie

propri e di terze parti, per il funzionamento e la raccolta di dati anonimi sulle visite. Proseguendo si accetta l'uso dei cookie. Per dettagli e rifiuto dei cookie clicca qui

Approvo
Non mostrare più