Computer Game Therapy. Quando i videogiochi diventano "cura"

Superare difficoltà del linguaggio e del pensiero con l'aiuto dei giochi elettronici. Si chiama Computer Game Therapy ed è una delle nuove frontiere per favorire l'evoluzione emotiva, affettiva e cognitiva in soggetti diversamente abili o con difficoltà relazionali e di apprendimento. Ma come può un videogioco fare tutto questo? Lo abbiamo chiesto al dottor Antonio Consorti, logopedista.

Dottor Consorti, in cosa consiste questo tipo di terapia?
La Computer Game Therapy, (brevetto Vi.Re.Dis.), si propone di recuperare strumenti quotidiani quali il computer, la consolle e i software di gioco per stimolare l'intelligenza emotiva e avvicinare in maniera dolce e "giocosa" le persone con elevata disabilità alla riabilitazione e all'imparare. Il computer non è solo uno strumento dalle grandi potenzialità d'apprendimento cognitivo, ma anche e soprattutto strumento di esperienza, dove per esperienza si intende un forte coinvolgimento emotivo e affettivo basato sulla relazione dinamica tra l'operatore, la persona disabile e l'ambiente virtuale da sperimentare. In particolare i videogiochi stimolano i processi mentali, in quanto l'attenzione del partecipante durante il gioco è catturata da tutta una serie di immagini veloci, in continuo movimento, che mantengono la sua mente in uno stato di allerta e lo obbligano a una risposta continua. A ogni cambiamento di inquadratura, a ogni variazione del volume della musica, le cellule cerebrali si attivano e stabiliscono collegamenti inediti, creando nuovi gruppi neurali che si organizzano successivamente in mappe cerebrali. In altre parole la terapia tenta di ri-costruire tra il paziente e l'esterno un legame emotivo che in principio risulta compromesso ed è alla radice della disabilità, sostituendolo con una nuova e più serena capacità di relazionarsi con gli altri e il mondo. Tutto questo in una realtà protetta, qual è il mondo virtuale, all'interno della quale gli educatori e i pazienti possono interagire in sicurezza.

Chi può trarne beneficio in particolare?
La tecnica è applicabile a moltissimi tipi di disabilità non solo psichica ma anche fisica (gli strumenti utilizzati sono consolle e piattaforme che richiedono una reale attivazione fisica durante l'azione terapeutica). Non ci sono limiti d'età: è utile sia nei bambini sia nelle persone anziane, nelle quali aiuta a migliorare e/o mantenere le facoltà intellettive e relazionali residue.

Come si svolge una seduta di "gioco"?
La seduta, condotta dall'operatore-terapista, può essere singola o in gruppo con soggetti eterogenei (diversi per età, patologia e livello comunicativo). Ha una durata di 45 minuti, suddivisi in 5 minuti di ingresso, 30 minuti di lavoro e 10 minuti di scarico emotivo e rielaborazione dell'esperienza. Un ciclo di terapia comprende in genere 12 sedute.

a cura di Maria Castellano
con la collaborazione del DOTT. ANTONIO CONSORTI
Logopedista, teorico della Computer Game Therapy, fondatore e Presidente dell'Associazione Vi.Re.Dis. Onlus

 

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