Creme anticellulite, funzionano davvero?

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A effetto freddo o caldo, con caffeina o ginko biloba. In crema, gel o spray. C'è solo l'imbarazzo della scelta quando si tratta di creme anticellulite. Ogni anno in commercio ne compaiono di nuove. E ognuna promette "miracoli". Ma sono davvero efficaci? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Grazia Manfredi, dermatologa.

Dottoressa Manfredi, che cosa è la cellulite?
La cellulite, che colpisce circa il 90% delle donne, comprese le giovani e le magre, è una malattia, il cui nome scientifico è Panniculopatia Edematofibro Sclerotica (PEFS). Si tratta di una degenerazione del tessuto cutaneo e sottocutaneo, causata da un'alterazione dell'equilibrio del sistema venoso e linfatico, che porta all'accumulo di liquidi creando una sofferenza e uno stato infiammatorio del tessuto adiposo. Nelle zone colpite, in genere cosce, fianchi e glutei, la pelle appare spugnosa, con avvallamenti e rigonfiamenti più o meno evidenti, dovuti all'aumento del numero e del volume delle cellule adipose e all'ispessimento del tessuto connettivo. Si può distinguere in quattro gradi di gravità. La prima fase, detta edematosa, è caratterizzata dalla presenza di gonfiori (edemi);la pelle è ancora tesa, ma si comincia ad avvertire un senso di pesantezza alle gambe. Nella seconda, detta fibrosa, il tessuto connettivo al di sotto della pelle aumenta di volume e provoca un indurimento al tatto della parte e l'aspetto tipico a buccia d'arancia. Nella fase nodulare, la terza, si formano noduli dolenti al tatto, i capillari si dilatano, la pelle è fredda e i tessuti sono flaccidi. Infine nella quarta fase, sclerotica, il tessuto adiposo si è talmente indurito da comprimere i vasi sanguigni e le terminazioni nervose; è uno stadio molto doloroso.

Perché viene?
Esistono dei fattori predisponenti come il sesso femminile, la familiarità e modificazioni ormonali come quelle che avvengono in alcune fasi della vita (pubertà, gravidanza e menopausa). Ci sono poi altri fattori scatenanti tra cui l'assunzione di anticoncezionali orali, l'ipotiroidismo, disfunzioni epatiche, terapie ormonali, stile di vita. Infine alcune abitudini, come il fumo e la sedentarietà possono peggiorare la situazione. Va da sé, quindi, che svolgere attività fisica regolare e non fumare possono aiutare a prevenire ma anche migliorare il problema. Oltre a questo è buona regola bere ogni giorno almeno 2 litri di acqua e limitare l'assunzione di sale.

E le creme servono?
Possono aiutare a mitigare gli inestetismi ai primi stadi, se applicate tutti i giorni e associate ad attività fisica quotidiana, come una camminata veloce o il nuoto, e a uno stile di vita sano.

Ma come scegliere tra le tante in commercio?
Più efficaci risultano gel e creme contenenti principi vasoattivi e antiossidanti, essenziali per migliorare il tono vascolare, come i bioflavonoidi e gli estratti vegetali tra cui edera, ippocastano, rusco o ginko biloba. Ci sono poi principi ad azione termoattiva (come olii essenziali di zenzero e chiodi di garofano) che generano un lieve e rapido abbassamento della temperatura locale per effetto della vasocostrizione riflessa, seguito da un innalzamento termico prolungato con effetto di stimolo sul drenaggio linfatico e sulla circolazione sanguigna locale. Spesso, poi, i prodotti abbinano effetti accessori correlati a specifiche sostanze: carnitina e caffeina, ad esempio, agiscono sul metabolismo dei grassi e sugli adipociti incrementando il consumo energetico; sostanze come la genisteina inibiscono l'accumulo di grassi e aumentano l'elasticità cutanea.

Esistono altre terapie?
Si possono assumere integratori alimentari ad azione drenante e vasoprotettiva (the verde, aloe vera, fucus etc.). Utili sono anche i massaggi linfodrenanti e la pressoterapia, le tecniche infiltrative come la mesoterapia, gli ultrasuoni, la vacuum terapia (è basata sull'impiego di rulli meccanici che effettuano un intenso massaggio stimolando la circolazione emolinfatica), la radiofrequenza e il laser. Ogni terapia deve essere valutata insieme al medico, in base al tipo di cellulite e sulla base delle caratteristiche del paziente.

Per vedere gli effetti di una crema o gel anticellulite bisognerebbe usarla per almeno un paio di mesi, due volte al giorno, mattino e sera, meglio dopo una doccia o un bagno, quando la pelle è più ricettiva. Un buon automassaggio dovrebbe durare per non meno di una decina di minuti, essere "lento", circolare e partire dal basso per poi risalire verso l'altro. Ecco più nel dettaglio le mosse giuste:
•dopo aver prelevato una quantità di prodotto pari a una noce, scaldarlo sfregandolo fra le mani;
• da seduta, con il palmo di entrambe le mani, partendo dalla caviglia, risali la gamba esercitando lievi pressioni ritmiche e delicate con piccoli movimenti circolari;
• in piedi, continua il massaggio fino alla coscia con i palmi aperti e con un po' più di energia rispetto al polpaccio;
• con pressioni più leggere massaggia l'interno coscia, fino all'inguine, una gamba dopo l'altra;
• sempre in piedi, risali dal gluteo verso il fianco procedendo prima con movimenti circolari e poi con mosse a impasto, come se dovessi spingere il fianco verso l'addome.

Buccia d'arancia o grasso?
Per distinguere cellulite e grasso si può effettuare un semplice test. Pizzica la zona sospetta: se la fossetta che si crea sparisce in pochi secondi, senza dolore e la pelle è liscia e rosata, molto probabilmente è un accumulo di grasso. Se invece non ritorna allo stato iniziale in pochi secondi e presenta rigonfiamenti e in alcuni casi dolore, si tratta di cellulite.

a cura di ELENA BUONANNO
Con la collaborazione della DOTT.SSA GRAZIA MANFREDI
Specialista in Dermatologia a Bergamo e Clusone

 

 

 

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