Pressione: bassa è sempre meglio?

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Stanchezza, capogiri, ronzii nelle orecchie. Sono questi i sintomi più comuni della pressione bassa, o in termini medici ipotensione. Sebbene questa condizione non sia nella maggior parte dei casi fonte di preoccupazione per la salute, a differenza invece della pressione alta, può però creare diversi disagi, soprattutto nella stagione calda. Ne parliamo con il dottor Michele Senni, cardiologo.

Dottor Senni, chi è più a rischio?
La pressione bassa, ovvero quando la pressione sanguigna arteriosa massima è inferiore ai 100 mmHg., è un disturbo che può colpire indipendentemente dall'età, anche se certe fasce e categorie risultano maggiormente interessate. Per esempio è più frequente nelle donne e in chi pratica sport a intensità medio-alta. Un'altra condizione che determina una diminuzione generalizzata dei valori pressori è la gravidanza: nelle prime 24 settimane si assiste a un calo medio della pressione arteriosa massima di circa 5-10 punti e della pressione minima di oltre 10 punti. A rischio sono anche le persone anziane, chi assume alcuni farmaci (per esempio diuretici utilizzati in caso di ipertensione, beta-bloccanti, farmaci antidepressivi triciclici, nitrati, ACE-inibitori etc.), chi soffre di malattie del sistema nervoso centrale (per esempio il morbo di Parkinson) e cardiovascolare (infarto, bradicardia, insufficienza cardiaca etc.).

Da cosa può dipendere, sia nelle sue forme episodiche sia quando diventa "costante"?
Premesso che in genere esiste una predisposizione costituzionale ad avere valori bassi di pressione, possiamo suddividere l'ipotensione in tre tipologie.
• Ortostatica. Si verifica quando ci si sposta, alzandosi, dalla posizione seduta o da sdraiata. È caratterizzata da sintomi quali sensazione di vertigini, visione offuscata, debolezza, capogiro, nausea o svenimento. Deriva dal fatto che l'organismo non reagisce abbastanza in fretta al mutamento di posizione. Solitamente è un disturbo di lieve portata che, seppur fastidioso, dura poco. Una forma particolare di ipotensione ortostatica è la cosiddetta ipotensione postprandiale (con brusco calo pressorio subito dopo i pasti), disturbo che interessa in particolar modo le persone non più giovani, gli ipertesi e i parkinsoniani. Questo tipo di ipotensione può verificarsi anche in seguito all'assunzione, in associazione, di farmaci (antiepilettici, antidepressivi, beta-bloccanti, calcio-antagonisti, nitrati, sildenafil etc.) e bevande alcoliche o barbiturici.
•Neuro-mediata. Deriva da un'errata comunicazione fra cervello e cuore. Detto in termini grossolani, l'organismo "informa" erroneamente il cervello che la pressione sanguigna è alta e il cervello reagisce rallentando il battito cardiaco con conseguente ulteriore abbassamento di pressione. I sintomi principali sono capogiro, svenimento e mal di stomaco talvolta associato a nausea. In alcune circostanze si sviluppa in seguito a eventi particolarmente spiacevoli, scioccanti o spaventosi. I soggetti maggiormente colpiti sono i bambini e gli adolescenti.
• Grave da shock. Esistono diversi tipi di shock, condizioni in cui la pressione sanguigna diminuisce in modo considerevole. Fra i più gravi ci sono quello ipovolemico (dovuto a gravi emorragie interne o esterne, considerevole perdita di liquidi causata ad esempio da vomito o dissenteria gravi, malattie renali di una certa gravità, sudorazione profusa, esercizio fisico strenuo, abuso di farmaci diuretici etc.); cardiogeno (causato da infarto, embolia polmonare, grave aritmia, insufficienza cardiaca etc.); vasodilatatorio (legato a reazioni ad alcuni tipi di farmaci, insufficienza epatica, avvelenamento, gravi reazioni allergiche o estese lesioni alla testa). Nelle primissime fasi dello shock può essere difficile individuare i sintomi (negli anziani il primo e unico sintomo può essere la confusione). Con il passare dei minuti il paziente non è più in grado di alzarsi in piedi senza svenire. Se lo shock continua, si verificherà la perdita di conoscenza. Se non si interviene con tempestività può provocarne la morte.

"Più bassa è, meglio è". Vale davvero questo motto?
La pressione bassa è senza ombra di dubbio un disturbo molto meno preoccupante dell'ipertensione. Anzi, se fisiologica (o costituzionale) viene ritenuta un fattore positivo perché diminuisce molto il rischio cardiovascolare. Diventa preoccupante, però, se associata a sofferenza cerebrale (a causa di un minore afflusso di sangue e ossigeno al cervello): in questo caso possono verificarsi sia disturbi leggeri come un semplice capogiro sia disturbi più severi come gli svenimenti (detti anche sincopi). Lo svenimento può essere considerato un meccanismo difensivo messo in atto dall'organismo per tutelarsi da un eccessivo calo di pressione: in posizione sdraiata, il sangue incontra meno difficoltà nel suo percorso verso il muscolo cardiaco e il cervello. È per questo che per facilitare il ritorno venoso in un soggetto colpito da uno svenimento è consigliabile metterlo in posizione supina, con gli arti inferiori sollevati e la testa iperestesa.

Cosa fare, invece, in caso di calo di pressione da colpo di calore?
La prima cosa da fare, anche in questo caso, è distendersi immediatamente e tenere sollevate le gambe (se possibile con tre o quattro cuscini). Esiste inoltre un semplice accorgimento, di secolare memoria (ora studiato scientificamente dalla Vanderbilt University, Tennessee) noto a tutti, ma spesso utilizzato solo per persone che avvertono veri e propri malori: far sdraiare la persona in modo che sia comoda e darle da bere un bel bicchier d'acqua. I risultati della ricerca della Vanderbilt University hanno evidenziato che bere 250 centilitri d'acqua fa aumentare la pressione di circa 20 mm di mercurio. Se tutto questo non bastasse, bisogna contattare il proprio medico di fiducia o recarsi al il più vicino presidio sanitario.

Farmaci? In genere non servono
Quando la pressione bassa non è associata a segnali o sintomi particolari, generalmente non richiede cure o trattamenti specifici e ci si può convivere senza grandi problemi. Tuttavia, specie nei mesi estivi, possono essere d'aiuto alcuni accorgimenti alimentari (vedi approfondimento nelle pagine seguenti).

Attenzione al caldo!
Le temperature alte favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni, abbassando la pressione. Inoltre, quando fa caldo si suda di più ed è più facile disidratarsi, altra condizione che può ridurre la pressione. Se la pressione è molto bassa e il calo è repentino, oltre a stanchezza, nausea, debolezza muscolare e mal di testa, possono comparire altri disturbi più caratteristici come cute pallida, fredda e sudata, vertigini, annebbiamento della vista, fino ad arrivare alla caduta a terra per uno svenimento.

a cura di ELENA BUONANNO
Con la collaborazione del DOTT. MICHELE SENNI
DIRETTORE CARDIOLOGIA 1 SCOMPENSO E TRAPIANTI DI CUORE A.O. PAPA GIOVANNI XXIII DI BERGAMO

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