A scuola contro la povertà. Un futuro migliore per i bambini africani, a partire dall'istruzione

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"L'istruzione è l'arma più potente per cambiare il mondo". Così diceva Nelson Mandela, storico leader del movimento anti-apartheid. Questo è anche il principio a cui si ispira My name is help, onlus nata nel 2005 dall'intraprendenza ed entusiasmo di tre giovani bergamaschi, che opera in Kenya. «Cuore della nostra attività è gestire progetti legati all'educazione e all'istruzione a Timboni, un piccolo villaggio del Kenia, a circa 25 chilometri dal centro di Malindi. In una terra come l'Africa, però, l'educazione non può prescindere dal fornire un serio contributo in materia di igiene, prevenzione e cura delle malattie» dice il presidente, Stefano Viganò.

«Per questo, accanto alla scuola, è stato creato un dispensario, gestito da un gruppo di donne locali, a cui cerchiamo di fornire spesso vitamine, medicinali ed equipaggiamenti medicali. La presenza di medici presso il dispensario è garantita per almeno tre giorni a settimana ed è un punto di riferimento molto importante anche per i villaggi limitrofi». Ma è soprattutto istruire la mission dell'associazione, perché solo da qui possono nascere le speranze di un vero cambiamento. «Da tempo a Timbini un gruppo di donne del posto offriva ricovero ai bambini orfani. Da qui l'idea: perché non creare una scuola un po' speciale tutta per loro? Così è partito il nostro primo progetto, cioè la costruzione e l'avvio di una nursery school per accogliere, accudire e avviare all'istruzione i bambini orfani e/o disagiati di Timboni: una grande aula, dove gli oltre 60 bambini (suddivisi in quattro classi) si potessero ritrovare e, coordinati da quattro maestre locali, imparare i primi rudimenti della lingua inglese e della matematica» aggiunge Stefania Coffetti, membro del direttivo, che cura quotidianamente i rapporti col Kenya. «Volevamo però che diventasse anche un centro di aggregazione, una casa-famiglia. Così, nel 2008, sono stati aggiunti il dormitorio, le cucine e il refettorio. Ora è in corso un'ulteriore evoluzione. Perché tutto possa andare secondo i piani possiamo contare sul prezioso contributo di un'amica inglese, ormai trasferitasi lì quasi stabilmente» continua Stefania. Se in così poco tempo l'associazione ha potuto fare tanto è proprio grazie al lavoro di squadra. Ma anche dell'aiuto che in questi anni ha ricevuto da tanti bergamaschi. «Parte fondamentale del sostegno al progetto è l'iniziativa "Dall'asilo al college" attraverso la quale, chi lo desidera, può accompagnare un bambino per l'intero percorso scolastico. Ma per raccogliere fondi organizziamo anche tante altre iniziative, mostre fotografiche, eventi artistici, cene. Diverse ma sempre con lo stesso spirito: trasmettere un po' del nostro amore per questa terra anche agli altri. E il riscontro è sempre incredibile. Ogni anno la "nostra" famiglia cresce, sempre più persone si uniscono a noi, con un piccolo o grande gesto, e il sogno di dare un futuro a bambini nati in condizioni svantaggiate diventa sempre un po' più vicino» conclude il presidente. 

www.mynameishelp.org

a cura di MARIA CASTELLANO

 

 

 

 



 

 

 

 

 



 

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