Dalle api un'alleata naturale contro i malanni invernali

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Mal di gola, raffreddore, tosse? Un aiuto naturale arriva dalla propoli, sostanza prodotta dalle api, nota da secoli per le sue proprietà antibiotiche. Presa ai primi sintomi, contrasta l'insorgenza di alcuni dei disturbi tipici di questa stagione e ne facilita la guarigione. L'efficacia della propoli è stata dimostrata anche per altri disturbi, come afte, piccole lesioni della bocca, fino all'herpes, nei confronti dei quali agisce come antisettico e cicatrizzante. Infine, le sue proprietà antifungine fanno della propoli un valido aiuto contro diversi tipi di micosi in particolare della pelle e delle unghie. Come ci spiega il dottor Giorgio Locatelli, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Bergamo ed esperto di terapie naturali.

Dottor Locatelli da cosa è fatta la propoli e perché fa così bene?
La propoli è costituita da una miscela di sostanze resinose-gommose e balsamiche che le api raccolgono sulle gemme o sulla corteccia di alcune piante e trasformano aggiungendovi delle secrezioni proprie. Quello che ne deriva è un mix di resine, cere, acidi grassi, sostanze volatili, polline e micro composti organici e inorganici. Le stesse api la usano negli alveari per "sanificare" le celle destinate alla deposizione delle uova, oltre che per mummificare i cadaveri dei piccoli animali morti (insetti e predatori) e come cemento per chiudere i piccoli spazi tra una celletta e l'altra. Oggi la propoli trova largo impiego all'interno delle terapie naturali, soprattutto come antibatterico e fungicida.

In che modo la si può assumere?
Oltre che in forma liquida (soluzioni idroalcoliche ad esempio per fare sciacqui e gargarismi), si può trovare sotto forma di compresse, spray, sciroppi, spesso associata ad altre piante medicinali (altea, grindelia, timo, pino mugo, erisimo etc.). Trattandosi di un prodotto naturale la sua composizione è molto variabile nei suoi componenti principali e per questo può variare in aspetto, colore e sapore. A garanzia di efficacia e costanza terapeutica è bene richiedere preparati che presentino una certificazione di qualità e un titolo in uno dei suoi componenti attivi (ad esempio la galangina, flavonoide che dovrebbe essere almeno all'8%). Importante è considerare anche un altro aspetto e cioè che la propoli pura grezza, o in soluzioni molto concentrate, può ingiallire le mucose e i denti ed essere irritante al contatto con le mucose della bocca.

Ha controindicazioni?
Essendo una sostanza naturale e contenendo pollini, non si possono escludere reazioni di sensibilizzazione soggettiva. Soprattutto al primo utilizzo, quindi, è bene chiedere al proprio medico o al farmacista su eventuali controindicazioni o allergie personali.

Nella storia
L'etimologia greca del suo nome significa letteralmente "protezione della città" (pro-polis) e già Plinio il Vecchio (23-79 DC) la citava nella sua opera "Naturalis Historia". Insieme alla mirra fu utilizzata dalle popolazioni più antiche: gli antichi Egizi la usavano come medicazione e per la mummificazione dei defunti. Gli antichi Greci e Romani svilupparono ulteriormente il suo uso nella produzione di una colla per attrezzi, oltre che per quella di creme terapeutiche.

a cura di MARIA CASTELLANO
con la collaborazione del DOTT. GIORGIO LOCATELLI
- PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI FARMACISTI DI BERGAMO - 

 

 

 



 

 

 

 

 



 

Bergamo Salute n. 45

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